Il mostro di Pomezia ha soffiato diossine e furani nelle prime ore dell’incendio. Resta alta l’attenzione nelle aree a ridosso degli impianti della Eco X

Il mostro di Pomezia ha soffiato diossine e furani nelle prime ore dell’incendio. Resta alta l’attenzione nelle aree a ridosso degli impianti della Eco X
“Le concentrazioni di diossine e furani, per le quali l’Oms ha indicato come riferimento per ambienti urbani un valore di 0,1 pg/m3, sono risultate, nelle prime ore dell’incendio pari a 77,5 pg/m3, valore estremamente più elevato del suddetto valore, presumibilmente a causa dell’entità e del materiale combusto durante l’incendio”. E’ secca e circostanziata la circolare che l’Arpa ha inviato ai sindaci della città coinvolte dall’incendio della Eco X in via Pontina a Pomezia relativamente ai dati relativi alle giornate del 5 e 6 maggio immediatamente dopo l’incendio stesso.
L’Arpa allo stesso tempo nella circolare rende noti anche i rilievi effettuati il 10 maggio che “confermano che le concentrazioni di Pm10 stanno tornando ai valori caratteristici della qualità dell’aria nelle immediate vicinanze dell’incendio”. Dunque nell’immediatezza del rogo le concentrazioni degli inquinanti sono state decisamente vicine a quello che può essere definito un vero e proprio disastro ambientale. Proprio perché questo è ormai certificato dalle analisi dell’Agenzia, il Comune di Pomezia e quelli limitrofi all’area interessata dall’incendio, tengono alti gli scudi della prevenzione. Pomezia ed Ardea hanno confermato divieti e raccomandazioni.
 
Resta il divieto di raccolta dei prodotti agricoli, lo stop al pascolo degli animali e l’utilizzo di foraggi per l’alimentazione animale a ridosso dell’area dell’incendio
 
“I divieti – si legge in una nota dell’Amministrazione comunale – nel raggio di 5 chilometri dal luogo dell’evento: della raccolta, della vendita e del consumo di prodotti ortofrutticoli coltivati; del pascolo degli animali; dell’utilizzo di foraggi per alimentazione animale provenienti dall’area interessata ed eventualmente esposti alla ricaduta da combustione; di provvedere al mantenimento degli animali da cortile al chiuso, evitando il razzolamento. I prodotti ortofrutticoli derivanti dalla coltivazione nei terreni posti al di fuori della predetta area ma in zone immediatamente prospicienti, dovranno essere sottoposti prima della consumazione ad accurato lavaggio in acqua corrente e potabile. In tutti gli edifici di comune uso personale, familiare o di lavoro, ricadenti in un raggio di 100 metri l’allontanamento dei residenti.
 
Si raccomanda il lavaggio esclusivamente con acqua delle superfici esterne. Vanno sostituti i filtri degli impianti di condizionamento o areazione forzata
 
Si raccomanda: Il lavaggio esclusivamente con acqua delle superfici esterne ed oggetto di accumulo di polveri evitando getti che possano rimettere in circolo le medesime. Per impianti di condizionamento o areazione forzata, la sostituzione/manutenzione dei filtri e il lavaggio delle condotte. Proseguono le attività di lavaggio straordinario delle strade del territorio. Continueremo a fornire aggiornamenti alla cittadinanza”.
 
Il sindaco di Pomezia Fucci ha disposto la riapertura delle scuole di ogni ordine e grado a partire da lunedì
 
“Il sindaco di Pomezia Fabio Fucci ha appena firmato l’ordinanza che prevede la riapertura di tutte le scuole per lunedì 15 maggio prossimo, a seguito del completamento delle operazioni di pulizia straordinaria”. E’ quanto si legge sul sito internet del comune di Pomezia. “Da lunedì saranno quindi riaperti anche gli istituti superiori: IIS Largo Brodolini, IS Via Copernico, Liceo Classico e Scientifico Blaise Pascal, Via P. Nenni, Liceo Artistico Pablo Picasso: Via Cavour e Via Lamarmora”.
 
Legambiente denuncia: “Evitare allarmismi, ma ora è necessario  individuare i terreni di ricaduta al suolo per le bonifiche”
 
“Arpa Lazio ha pubblicato i risultati delle analisi svolte repentinamente a poche ore dal rogo della Eco X di Pomezia, da questi emerge una presenza record di diossine e furani. Per il 5 e 6 maggio le rilevazioni indicano una percentuale di concentrazione di diossine e furani di 77,5 picogrammi per metro cubo, a fronte del limite di 0,1 picogrammi per metro cubo indicato come limite massimo per la salute umana dall’Oms: una presenza oltre 700 volte la soglia di rischio. Anche la concentrazione di idrocarburi benzopirenici è risultata superiore al limite con 9,1 nanogrammi per metro cubo, a fronte di un massimo di 1 ng/m3. Migliorano invece il livelli di Pm10 che stanno tornando a valori normali anche nelle vicinanze del sito dopo che domenica 7 maggio si era registrata una concentrazione record di 373 μg/m3 (nelle giornate di massimo smog in una città e difficile superare i 150 μg/m3)”. Lo comunica, in una nota, Legambiente. “Il rogo di Pomezia ha prodotto una concentrazione di diossine impressionante – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – nell’aria intorno all’incendio. Bisogna evitare allarmismi ma ora è fondamentale individuare i terreni di ricaduta al suolo attraverso i modelli per lo studio dei venti, solo così si può avviare una seria di bonifica, che operi là dove è necessario intervenire, per mettere così in sicurezza la salute delle persone e tutti il comparto agro-silvo-pastorale del territorio. Presenteremo un esposto alla procura che possa essere di sostegno alle indispensabili indagini delle cause, intanto ringraziamo con forza Arpa Lazio per il gran lavoro di monitoraggio che ha messo in campo in questa settimana e dovrà continuare”.
 
Castrilli (vicecapo di Gabinetto in Campidoglio), sulle ricadute su Roma: “In nessuno dei campionamenti effettuati ci sono tracce di quello che si cercava”
 
“Ho i risultati dei campionamenti effettuati dalla ASL Roma 6. L’Istituto Zooprofilattico del Lazio e della Toscana ha esaminato vari campioni raccolti in varie aree: sulle foglie di carciofo a Velletri, su trifogli di campo ad Ardea, poi Albano, Pomezia. Al momento in nessuno dei campionamenti effettuati sono state rilevate tracce di quello che si cercava, anzi in tutti sono stati rilevati valori inferiori al limite di rilevabilità. La ricerca riguarda microinquinanti organici”. Lo ha detto il vice capo di gabinetto del Campidoglio con delega alla sicurezza Marco Cardilli durante la seduta della commissione capitolina Ambiente dedicata al rogo dello stabilimento di stoccaggio rifiuti della Eco X a Pomezia. “Analogo campionamento è stato fatto per quanto riguarda l’amianto dove il suo risultato è ben diverso ma questo ce lo aspettavamo. All’interno della Eco X sono state rinvenute fibre di amianto disperse, questo vuol dire che che evidentemente c’è stata una dispersione di amianto e che il vento potrebbe averlo sparso”. Un docente presente in sala ha però rassicurato subito “il mesotelioma della pleura viene dopo anni che uno respira amianto”.