Siria. Idlib, si aggiorna a 74 il numero dei morti. 20 sono bambini, tutti colpiti da gas velenosi. Battaglia all’Onu sulla risoluzione anti Assad di Francia e Gran Bretagna. Mosca e Pechino metteranno il veto

Siria. Idlib, si aggiorna a 74 il numero dei morti. 20 sono bambini, tutti colpiti da gas velenosi. Battaglia all’Onu sulla risoluzione anti Assad di Francia e Gran Bretagna. Mosca e Pechino metteranno il veto

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu si è riunito d’urgenza mercoledì 5 aprile, a New York, all’indomani dell’attacco che ha provocato 74 morti, dei quali 20 bambini, e decine di feriti a Khan Cheikhoun, nel nord ovest della Siria. Washington, Parigi e Londra hanno presentato una bozza di risoluzione che condanna l’attacco e chiede un’inchiesta indipendente, completa e rapida dell’Organizzazione per il divieto delle armi chimiche.

Lo strappo nel Consiglio di sicurezza: Occidente contro Assad, Russia e Cina invece lo coprono

Ma nel Consiglio di sicurezza si sono affrontate due tesi: una che attribuisce la responsabilità dell’attacco addirittura ai ribelli, come da copione siriano, e l’altra, sostenuta da Francia e Gran Bretagna che invece punta il dito contro il regime di Bashar Al-Assad. Inoltre, è accertato che si sia trattato di un attacco portato con armi chimiche devastanti, probabilmente gas nervino o sarin, dal momento che tutte le testimonianze dei medici sono unanimi nel confermare i sintomi tipici di una esposizione ad agenti neurotossici, come appunto il gas sarin. La conferma giunge sia dai medici di Save the Children, che a Idlib hanno aperto una struttura sanitaria, che dalla Ong Medici senza frontiere.  Mentre l’opposizione siriana giudica “una “menzogna” la ricostruzione fornita dal ministero della Difesa russo dopo la strage. Secondo la ricostruzione di Mosca, alleata di Damasco, all’origine delle denunce di un attacco con armi chimiche ci sarebbe un bombardamento dell’aeronautica siriana contro un “deposito terroristico” in cui erano contenute “sostanze tossiche” usate per produrre proiettili contenenti agenti chimici. “Qualcuno sostiene che gli attacchi abbiano colpito un deposito di armi. E’ una menzogna”, ha detto Abdul Hakim Bashar, numero due della Coalizione nazionale siriana, il principale blocco dell’opposizione all’estero al governo di Assad.

La Russia, però, in questi casi seguita dalla Cina, ha giudicato “inaccettabile” la bozza di risoluzione di condanna dell’attentato, aprendo l’ennesimo fronte del conflitto tra Mosca e l’Occidente, soprattutto da quando ha avuto inizio la guerra civile siriana sei anni fa. L’ambasciatore francese Francois Delattre ha denunciato, al suo ingresso nella sala del Consiglio, “i crimini di guerra, i crimini di guerra su larga scala, i crimini di guerra con armi chimiche”. Il suo omologo britannico, Matthew Rycroft, ha puntato l’indice direttamente contro Mosca, stigmatizzando che un “eventuale veto russo avrebbe il significato che i russi passano il loro tempo a difendere l’indifendibile”.

L’ambasciatrice americana: la Russia fermi Assad. La portavoce del governo russo: “Chi vi dice che sia Damasco il colpevole?”

A sua volta, l’ambasciatrice americana ha detto rivolta alla delegazione russa: “Se la Russia ha l’influenza che dice di avere in Siria, ora dobbiamo vedere se la userà”, sottolineando che l’attacco di ieri nella provincia di Idlib ha le caratteristiche dell’uso di armi chimiche del regime di Assad. “Quanti altri bambini devono morire prima che a Mosca interessi?”, ha concluso, sottolineando che “il mondo deve vedere che l’uso delle armi chimiche non sarà tollerato”. Mosca però rifiuta categoricamente il progetto di risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sull’ attacco chimico a Idlib, ha confermato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. “Vorrei sottolineare che il testo presentato è assolutamente inaccettabile. Il suo difetto, un difetto fondamentale, è che anticipa i risultati delle indagini e che semplicemente nomina i colpevoli sul posto. Damasco è visto agire come colpevole” ha spiegato durante una conferenza stampa. Anche Mosca punterebbe, però, allo svolgimento di un’indagine approfondita sull’incidente.

L’appello del papa alla comunità internazionale per fermare le stragi in Siria

“Assistiamo inorriditi agli ultimi eventi. Esprimo la mia ferma deplorazione per l’inaccettabile strage avvenuta ieri nella provincia di Idlib, dove sono state uccise decine di persone inermi, tra cui tanti bambini” ha detto Bergoglio. Il pontefice ha quindi rinnovato il suo appello alla comunità internazionale: “Prego per le vittime e i loro familiari e faccio appello alla coscienza di quanti hanno responsabilità politiche, a livello locale e internazionale, affinché – ha concluso il Papa – cessi questa tragedia e si rechi sollievo a quella cara popolazione da troppo tempo stremata dalla guerra. Incoraggio, altresì, gli sforzi di chi, pur nell’insicurezza e nel disagio, si sforza di far giungere aiuto agli abitanti di quella regione”.

E l’Italia? Come sempre in questi casi, Alfano pilateggia con una posizione ignobile e insensata

Alla conferenza sul futuro della Siria, l’Italia, dice Alfano, ha “sostenuto una linea di grande fermezza” (quale?) “circa la necessità di assicurare alla giustizia i responsabili di questi che sono veri e propri crimini di guerra”. Come ha spiegato al termine della riunione a Bruxelles il ministro degli Esteri Angelino Alfano, “occorrerà trovare forme e modi per cui un’autorità indipendente sia in grado di punire chi è responsabile di tutto questo”. Ci vuole una vera faccia tosta a chiedere “un’autorità indipendente” mentre al Consiglio di sicurezza dell’Onu, del quale l’Italia fa parte come membro non permanente, si discute una bozza di risoluzione talmente importante e decisiva da richiedere il probabile veto della Russia e della Cina. L’Italia si è spostata sulle posizioni di Mosca? E quando il Parlamento avrebbe discusso di questo eventuale cambio di strategia? L’Italia, con Alfano, ha un progetto di costituzione di un’autorità indipendente? E quando pensa di parlarne con Mattarella e con l’opinione pubblica? Per favore, qualcuno dica ad Angelino Alfano che fare il ministro degli Esteri non è come partecipare a una serata con gli amici al bar.

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