Gabriele Del Grande libero subito! Venerdì, forse, sarà concesso a console e legale di fiducia di vederlo

Gabriele Del Grande libero subito! Venerdì, forse, sarà concesso a console e legale di fiducia di vederlo

“Sono rimasto in silenzio fino a ora perché ho messo tutte le mie energie nel facilitare l’incontro con Gabriele da qui a Mugla, con la famiglia, l’avvocato e le autorità. Domani mattina, venerdì, alle 8 italiane lo vedremo! Dita incrociate!”, questo è il post con cui Alberto Tetta, giornalista italiano che vive in Turchia e amico di Gabriele Del Grande, il documentarista arrestato e portato in un centro di detenzione amministrativa, dove ha iniziato lo sciopero della fame annuncia che una delegazione formata dal console italiano a Smirne, l’avvocato turco di Gabriele Del Grande, Taner Kilic, e un traduttore entreranno nel Centro di detenzione amministrativa di Mugla per incontrare il giornalista italiano fermato ad Hatay, zona di confine tra la Turchia e la Siria, lo scorso 10 aprile.

“E’ un primo passo positivo che speriamo possa sbloccare la situazione di Gabriele – dice Tetta, raggiunto al telefono – Certo è assurdo che festeggiamo un diritto basilare, l’incontro con il suo avvocato, concesso a una persona solo dopo più di una settimana dal fermo. E’ una cosa senza precedenti, lo stesso consolato si è detto stupito del fatto che le autorità turche ci abbiamo messo così tanto a dare il permesso”. Ieri una prima visita del viceconsole italiano e del traduttore non era stata autorizzata. “Ma non finisce qui. Lo vogliamo libero subito. La solidarietà è un’arma”. Scrive Alberto Tetta su Facebook. Da martedì, giorno in cui Del Grande ha potuto telefonare alla sua compagna, ha annunciato lo sciopero della fame e ha chiesto una mobilitazione pubblica perché fossero rispettati i suoi diritti, la solidarietà si è fatta sentire: il caso è stato trattato anche dalla stampa estera e in Italia si stanno moltiplicando le iniziative di piazza per chiedere la liberazione Del giornalista.

La telefonata del ministro degli Esteri italiano, Angelino Alfano, al suo omologo turco, Mevlut Cavusoglu, ha contribuito a sbloccare la situazione. “Le prese di posizioni dall’alto sono servite ma anche la mobilitazione, che va mantenuta finché Gabriele non sarà libero”, dice Tetta. Dopo la vittoria di Erdogan al referendum dello scorso 16 aprile, il clima in Turchia è teso. “La vittoria di Erdogan continua a essere contestata dall’opposizione che ha chiesto di ripetere il voto – racconta Tetta – Poco prima del referendum Erdogan aveva annunciato che avrebbe sospeso lo stato di emergenza ma il giorno prima del voto lo ha prorogato di altri tre mesi. Continuano le manifestazioni dei sostenitori del no e anche la repressione con arresti di massa di militanti e volontari”.

Massimo Del Grande, padre di Gabriele: “speriamo che sia la volta buona. Non so da cosa Gabriele denna difendersi”

“Spero che l’incontro” di domani tra Gabriele Del Grande e il console e il legale – che “la Farnesina ci ha confermato” – “possa andare in porto, che si possa parlare con lui e che nell’arco della prossima settimana torni a casa”, ha detto Massimo Del Grande, padre del giornalista trattenuto in Turchia, alle telecamere de “La vita in diretta” su Rai uno. “Grazie a tutti per aver dato la possibilità a Gabriele di aver voce – ha aggiunto – già nei giorni scorsi c’era stato detto che Gabriele avrebbe avuto la possibilità di parlare, speriamo che domani sia la volta buona per lui e per noi”. “Sono contento che anche le forze politiche si stiano muovendo – ha aggiunto – l’importante per noi è portare a casa Gabriele”. Il padre ha puntualizzato di “non saper bene” da cosa Gabriele si debba difendere. “Non è stato arrestato, le autorità turche lo hanno fermato. E’ chiuso in una cella, ogni giorno viene interrogato e gli è impedito di parlare con l’esterno. Questo ci sembra un fatto abbastanza grave”. Massimo Del Grande si è detto inoltre “preoccupato” per lo sciopero della fame cominciato dal figlio: “Non siamo in Italia, lo sciopero della fame non è uno scherzo. Se Gabriele ha detto questo, lo fa. Voleva richiamare forte l’attenzione su di sè. Gabriele è una persona che anche le difficoltà del suo lavoro non le ha mai fatte pesare sulla sua famiglia. Questa volta dopo dei giorni è riuscito a telefonare, ha chiesto aiuto, ha detto ‘mobilitatevi, faccio lo sciopero della fame’. In questa telefonata – ha concluso Massimo – ha detto che era in regola. Gabriele solitamente gira con una penna e con dei fogli di carta. Quando uno va in certe zone purtroppo non è da stare tanto tranquilli, ma se tu vuoi dar voce a chi non ce l’ha ci devi andare”.

Si moltiplicano gli appelli alla liberazione di Gabriele Del Grande. Maurizio Landini, leader Fiom: “libero subito. L’Italia si faccia parte attiva per la cancellazione dell’accordo della Ue con la Turchia”

Un appello affinché Gabriele Del Grande venga rilasciato viene anche dal segretario generale Fiom Maurizio Landini. “Gabriele Del Grande da dieci giorni è privato della propria libertà, nessuna motivazione sulle ragioni del fermo se non l’evidente tentativo di mettere a tacere il suo lavoro nella ricerca della verità che lo ha portato in Turchia per dare voce a persone oppresse e in fuga dalla guerra” si legge in una nota del sindacalista. “E’ necessario che il governo italiano che è responsabile con l’Unione Europea del sostegno al regime di Erdogan si spenda fino al rilascio di Gabriele e che fino ad allora esiga che a Gabriele sia garantita la possibilità d’incontrare il suo legale e i rappresentanti del Consolato italiano. Allo stesso tempo l’Italia si faccia parte attiva nella cancellazione dell’accordo dell’Ue con la Turchia. A oggi nel paese sono imprigionati giornalisti, attivisti, migliaia di esponenti delle opposizioni politiche e sociali, delle minoranze etniche. Per questo chiediamo, insieme al rilascio di Gabriele Del Grande, anche la scarcerazione dei prigionieri politici che Ankara detiene. Esprimiamo la vicinanza di tutta la Fiom a Gabriele e ai suoi cari: abbiamo avuto modo di avere ospiti i registi di ‘Io sto con la sposa’ lo scorso giugno alla festa nazionale della Fiom e abbiamo un profondo rispetto e riconoscimento per il lavoro che questi giornalisti e registi stanno portando avanti nella difesa della libertà”.

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