Da Ivrea la lunga marcia dei grillini verso il governo. Il richiamo ad Olivetti e alla Officina H maschera un’operazione tutta in politichese. Il giovane Casaleggio strizza l’occhio all’establishment

Da Ivrea la lunga marcia dei grillini verso il governo. Il richiamo ad Olivetti e alla Officina H maschera un’operazione tutta in politichese. Il giovane Casaleggio strizza l’occhio all’establishment

“L’Olivetti ha lasciato un’aurea in questo paese e questa aurea volevamo intercettare per ragionare su temi del futuro”. Così Davide Casaleggio ha  motivato il convegno dal titolo “Sum #01 Capire il Futuro” e la scelta di Ivrea dove Gianroberto, suo padre, fondatore del movimento M5S, iniziò il suo percorso lavorativo. E, sempre non per caso, si è scelta l’Officina H di Ivrea. Non  comprendiamo bene il  richiamo alla “aurea” lasciata da Olivetti che l’M5S  vuole “intercettare”. Ma se vuol significare che  i grillini  tentano di accreditarsi come una sorta di “eredi” di Adriano Olivetti e prima di lui del padre, fondatore del gruppo industriale, si tratta di un tentativo che non possiamo che definire spregevole. Non servono molte parole, consigliamo ai grillini, dal capofila ai Di Maio, Di Battista, anche allo stesso Davide Casaleggio di studiare la vita, il pensiero, le iniziative nel campo della cultura, della politica di Adriano Olivetti, fondatore del movimento di Comunità, antifascista, forte di tradizione socialista mai dimenticata. Ci basterà ricordare cosa significa per Adriano Olivetti l’impresa, “la fabbrica”, che non è solo il luogo di produzione ma, come si evince dai suoi scritti e dalle sue iniziative, è il motore principale dello sviluppo economico e sociale; un motore che ha anche la responsabilità di mettere a disposizione della collettività e del suo territorio più lavoro, prodotti, servizi, cultura. Le mille miglia lontane dal rapporto con il lavoro e i lavoratori che hanno, anzi non hanno i grillini. Basterà ricordare che per alcuni anni il responsabile dei rapporti del personale alla Olivetti è stato uno scrittore come Paolo Volponi. Per non parlare dei suoi rapporti con il mondo della cultura, con gli urbanisti, la sua idea di una “città” da costruire intorno ad una fabbrica, le sue iniziative come sindaco di Ivrea. Niente a che vedere con il grillismo. Verrebbe da dire che questa iniziativa è stata una “appropriazione indebita” della Officina H dove Casaleggio figlio, dopo la prima sortita televisiva, non certo brillante a “Otto e mezzo”, ripete il copione e strizza l’occhio all’establishment. Lui non si occupa di politica, parla di futuro.

Ad Ivrea la politica ascolta e la Leopolda non c’entra niente

Lo smentiscono i vari Di Maio, Di Battista, che parlano di politica eccome. Come quando fanno presente che non si tratta della Leopolda bis rispondendo alle domande di qualche giornalista addomesticato, il quale sapeva già quale sarebbe stata la risposta. “Qui ad Ivrea la politica ascolta e la Leopolda non c’entra niente –  afferma  il vicepresidente della Camera Luigi di Maio – perché i relatori hanno la loro indipendenza politica”. Ecco, la politica ascolta, parole rivelatrici di un movimento che cerca di rifarsi un volto, di darsi il belletto, ascoltando i “relatori”, sociologi, giornalisti, manager. Doveva esserci  anche un astronauta italiano, Paolo Nespoli, ma la sua sedia è rimasta vuota. “Un fatto indegno – dice Nuzzi che conduceva il dibattito – doveva venire a raccontarci il suo viaggio nello spazio, ma è restato a Napoli, non è venuto. Poi vi spiegherò il perché”. Alludendo che dall’alto qualcuno gli abbia “suggerito” di non venire. Anche Beppe Grillo c’è rimasto male. “Voglio Star Trek” aveva strillato, alludendo al tema del convegno, il futuro. C’era invece Di Pietro, ma solo per ricordare il suo rapporto con Gianroberto Casaleggio. Niente più, “largo ai giovani”, ha detto. L’ascolto, verrebbe da dire usando il linguaggio della vecchia politica, della società civile, che annuncia una nuova fase del M5S, quella del possibile governo del Paese. Alessandro Di Battista, non a caso, sempre a proposito di Leopolda afferma: “Da quando è  nato il Movimento la ricerca ossessiva è stata non capirne le idee ma tentare di etichettarlo sempre e anche qui sembra più interessante dare un nome, quindi una forma, all’evento piuttosto che riportare le idee che sono contenute nei discorsi delle persone che intervengono. Mi sembra la differenza tra il vecchio e il nuovo”. Un segnale molto chiaro della ricerca di un rapporto con quello che si chiama l’establishment. La Casaleggio associati, fa notare un servizio su Huffington Post non è una associazione di beneficenza e sfrutta la “economia di relazioni”, il convegno di Ivrea appunto, per accreditarsi come forza in grado di governare il paese. “E una fonte vicina a Di Maio, come e peggio della vecchia politica, afferma che  ‘è evidente  che dobbiamo superare un limite, un punto debole’ che è diventata la principale accusa degli altri: non siete affidabili, non siete credibili”.

In scena la politica dell’ascolto. Grillo in platea con deputati, senatori, sindache

Allora la politica dell’ascolto. Grillo è in platea, così come una quindicina, forse più di senatori, una sessantina di deputati, le sindache Appendino e Raggi. Tutti ad ascoltare gli interventi degli ospiti. Banalità, non si offendano gli “invitati”. Quando si sente affermare che “ internet è pensato per migliorare l’esistenza delle persone”, oppure valorizzare il “gusto della politica”, quando Casaleggio il giovane afferma: “La rete è come l’energia atomica, si può usare a fin di bene oppure no”, non c’è commento che tenga. Meglio quando il Casaleggio giovane afferma che “prima del voto renderemo nota la nostra squadra di governo”. Da segnalare infine che la gestione dell’evento è stata affidata ad una agenzia esterna al movimento. Forse è la prima volta che questo avviene. Non è un caso che sia stata affidata ad una agenzia  che segue molti giornalisti fra cui Gianluigi Nuzzi che, insieme al sociologo DeMasi, anch’egli relatore al convegno, ha “sostenuto” Casaleggio nell’intervista da Lilli Gruber.

Concludiamo con una nota positiva, con parole di saluto espresse in un messaggio della Fondazione Olivetti: “Crediamo nel potere delle forze spirituali, amore, giustizia, bellezza”. Quello in cui credeva Adriano Olivetti, di cui gli attuali grillini non sono neppure parenti alla lontana.

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