Beni culturali, anno di superlavoro per i Carabinieri del Patrimonio. Ecco i numeri delle operazioni del 2016 (+171,3%)

Beni culturali, anno di superlavoro per i Carabinieri del Patrimonio. Ecco i numeri delle operazioni del 2016 (+171,3%)
Più di 94 mila beni antiquariali, archivistici, librari, archeologici e paleontologici sequestrati, con un incremento del 171,3% rispetto al 2015. E’ questo il dato che emerge dal bilancio dell’ultimo anno di attività del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC) presentato questa mattina a Roma alla presenza del comandante Fabrizio Perrulli e del Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. I dati diffusi oggi, riguardanti il 2016, mostrano anche una lieve flessione dei furti riguardanti beni culturali (-0,2%, 449 rispetto ai 450 del 2015), ed una marcata diminuzione delle sottrazioni di documenti d’archivio e di materiali bibliografici (-67,2%). In termini assoluti, le Regioni più colpite sono state la Toscana, la Campania, il Piemonte e il Lazio, comparando il dato 2016 con quello 2015 per ciascuna area geografica, si rileva un sensibile incremento dei furti di beni culturali in Toscana, Piemonte, Sicilia e Liguria ed una netta diminuzione degli stessi reati in Emilia Romagna, Lombardia, Puglia e Campania.
Dati positivi anche per quel che riguarda una piaga molto italiana, gli scavi clandestini. Anche in questo caso si evidenzia una flessione con 14 scavi segnalati rispetto ai 21 del 2015, mentre 58 sono le persone denunciate per il reato di ricerche archeologiche non autorizzate. Le Regioni più colpite da tale fenomeno sono la Sicilia e la Sardegna, rispettivamente con 6 e 5 eventi. Per il ministro Franceschini, “all’esame dei dati riferiti al 2016, emerge un quadro sostanzialmente positivo che conferma la validità del lavoro sinora svolto e che costituisce il migliore viatico per proseguire su questa strada”.
Oltre agli interventi sul territorio nazionale le indagini condotte all’estero attraverso le 18 Commissioni di Rogatoria Internazionale, o le azioni nell’ambito della diplomazia culturale, hanno consentito il rimpatrio di 2.761 beni culturali italiani illecitamente esportati (734 reperti archeologici, 2.000 frammenti e 27 beni antiquariali). Le opere rientrate in Italia, per un valore di oltre 35.000.000 dieuro, sono state individuate negli Stati Uniti d’America, in Svizzera, Inghilterra, Germania, Olanda e Francia. A queste si devono aggiungere i 17 capolavori dal valore inestimabile, tra cui dipinti di Bellini, Pisanello, Tintoretto, Rubens e Mantegna, sottratti il 19 novembre 2015 dal Museo di Castelvecchio a Verona e rimpatriati da Kiev (Ucraina), il 21 dicembre scorso. La proiezione investigativa internazionale del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e, in particolare, la costante azione di monitoraggio del mercato estero e delle transazioni dell’e-commerce, ha poi consentito di individuare un’eccezionale scultura, in marmo bianco di Carrara, raffigurante “San Giovanni Battista”, di 100 cm. di altezza e risalente al XVI sec., realizzata da Girolamo Santacroce e trafugata, nel 1977, dalla Chiesa “San Giovanni” di Carbonara di Napoli. Infine, grazie alla collaborazione con l’Agenzia federale statunitense Homeland Security Investigation – Immigration and Customs Enforcement (HSI-ICE), sono emersi alcuni trasferimenti anomali fra gli Stati Uniti e l’Italia: a differenza delle importazioni di beni d’arte italiani a cui si è già abituati, in questo caso gli agenti speciali dell’HSi-ICE hanno segnalato un’operazione opposta, acquisti da parte di un cittadino italiano. Una volta ricostruita la rete degli scambi illeciti tra le due sponde dell’oceano, sono scattate le perquisizioni in Italia e negli USA.
A Roma, in particolare, è stato perquisito un imprenditore capitolino che aveva allestito un vero e proprio museo privato con espositori e vetrine in cui custodiva decine di reperti archeologici italiani, tra cui moltissime monete di epoca romana e medievale; centinaia di reperti di origine americana e, in particolare, 400 fossili del periodo cretacico (circa 100 milioni di anni fa); 200 reperti assiro babilonesi ed indù; decine di armi bianche, di diverso genere ed epoca; numerose armi da fuoco tra cui 3 pistole a pietra focaia, 8 fucili, 1 mitragliatrice MG completa di treppiede, bossoli, palle di cannone, spolette ed equipaggiamenti militari vari, risalenti alla I e alla II guerra mondiale.
 

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