Alitalia. Siglato il preaccordo tra governo, azienda e sindacati. L’ultima parola ai lavoratori col referendum. Camusso: “sacrifici ma aspettiamo scelte vere di politica industriale”

Alitalia. Siglato il preaccordo tra governo, azienda e sindacati. L’ultima parola ai lavoratori col referendum. Camusso: “sacrifici ma aspettiamo scelte vere di politica industriale”

E’ stato raggiunto nella notte, in extremis, un pre-accordo tra Alitalia e sindacati per salvare la compagnia aerea. Il verbale di confronto siglato dalle parti diventerà un vero e proprio accordo solo dopo il via libera dei lavoratori. Cruciale dunque diventa l’esito del referendum che si terrà dopo Pasqua (da martedì o mercoledì e terminerà domenica), mentre il prossimo incontro con governo, azienda e sindacati è fissato per il 26 aprile. Da più parti ci si appella al senso di responsabilità. Lo stesso ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, sottolinea che se questa manovra dovesse fallire tutti i costi ricadrebbero sullo Stato, ben oltre un miliardo di euro. Calenda valuta “positivamente” il pre-accordo: “Da un lato – afferma a Radio 24 il ministro – in questo modo Alitalia, se i sindacati approveranno l’accordo, avrà una struttura di costo del lavoro e una struttura di contratto per essere più competitiva, dall’altra abbiamo lavorato per evitare il più possibile le esternalizzazioni e per avere più risorse sul medio e lungo raggio”. Ma avverte: “Tenete presente che l’amministrazione straordinaria, se questa manovra fallisse, butterebbe sullo Stato italiano tutti costi della gestione Alitalia e/o della liquidazione, e sarebbero costi altissimi: solo l’amministrazione straordinaria costerebbe oltre un miliardo di euro. L’obiettivo prioritario del governo – conclude – è mettere meno soldi possibili”. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, sottolinea che il governo “mette a disposizione gli ammortizzatori sociali che hanno consentito di trovare gli equilibri necessari”.

Nel dettaglio del pre-accordo gli esuberi previsti per il personale a tempo indeterminato scendono da 1.338 a 980, attraverso il superamento “dei progetti di esternalizzazione delle aree manutentive e di altre esternalizzazioni”, il ricorso alla Cigs entro il maggio 2017 per due anni, l’attivazione di programma di politiche attive del lavoro (riqualificazione e formazione del personale) e misure di incentivazione all’esodo, e miglioramenti di produttività ed efficienza che saranno definiti in ambito aziendale entro il prossimo mese di maggio. La riduzione della retribuzione del personale navigante, originariamente da un minimo del 24% a un massimo del 30%, nel verbale è prevista all’8%. I tagli chiesti al personale navigante scendono da 369 milioni nell’arco di 5 anni a 258.

Camusso: “ridotte le pretese dell’azienda di scaricare sui lavoratori la crisi generata dalla loro gestione”

“Abbiamo provato a fare un lavoro importante di grande riduzione delle pretese che aveva l’azienda di scaricare sui lavoratori, sia del personale di terra sia del personale di volo, le conseguenze generate da una crisi generata dalla loro gestione”, ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, a margine della firma del Memorandum sul reddito di inclusione a palazzo Chigi a proposito del pre-accordo raggiunto fra Alitalia e sindacati nella notte. “La preoccupazione che abbiamo e che vogliamo trasmettere ai lavoratori – ha aggiunto – è che bisogna provare a salvare un’azienda che così è sull’orlo della chiusura”. “Questo è lo sforzo che abbiamo fatto sapendo bene – ha concluso Camusso – che ancora una volta si chiede uno sforzo ai lavoratori e questi sacrifici devono essere ricompensati da scelte vere sul piano industriale e di rilancio perché il mantenimento dello status quo non serve”.

Barbagallo: “siglato un pre accordo che ha ridotto i sacrifici occupazionali”

“Dopo anni di incapacità del management di attuare un piano industriale e mettere al riparo l’Alitalia ieri notte siamo riusciti a sintetizzare un verbale che ha ridotto di molto i sacrifici occupazionali ed economici anche se il peso sarà ancora significativo”, afferma il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, sull’intesa Alitalia. A margine della firma del memorandum contro la povertà a palazzo Chigi, il sindacalista, rispetto al prossimo voto dei lavoratori Alitalia, conclude: “Ora speriamo che i lavoratori si rendano conto dello sforzo fatto e che i sacrifici non vengano vanificati. Mi auguro che il buon senso prevalga”.

Fassina, Sinistra Italiana: “Molto preoccupati. Il governo entri nel capitale Alitalia”

“Rimane grande la nostra preoccupazione per Alitalia, nonostante il pre-accordo raggiunto la notte scorsa. I rappresentanti sindacali sono riusciti a ridurre l’impatto negativo su lavoratrici e lavoratori, ma la riduzione dei danni sociali non migliora la scarsa credibilità del cosiddetto piano industriale” afferma Stefano Fassina di Sinistra Italiana. “Senza adeguati investimenti e partnership industriale – prosegue Fassina – tra pochi mesi saremo al quarto giro di ristrutturazione o svendita degli asset residuali. Il governo, con realismo e pragmatismo, deve entrare nel capitale Alitalia, come entra nel capitale dell’Ilva, per garantire gli investimenti e le alleanze necessarie al rilancio. Invece, attiva una garanzia di 200 milioni per le banche coinvolte nella ricapitalizzazione, indicatore inequivocabile di insostenibilità del piano dell’azienda. Purtroppo, ancora una volta, si rinvia sulla pelle di lavoratrici e lavoratori, mentre manager inadeguati rimangono al loro posto o vanno via con laute buonuscite”, conclude Fassina.

Gubitosi,  presidente designato Alitalia: “l’importante è che i soldi arrivino il più presto possibile”

“Il Cda è soddisfatto, perchè così si sblocca la situazione”. A riferirlo è stato il presidente designato di Alitalia, Luigi Gubitosi, al termine della riunione del Consiglio di amministrazione che questa mattina è stato aggiornato sul pre-accordo raggiunto questa notte con i sindacati. “Il board è stato ragionevole. Abbiamo fatto una negoziazione in cui potevamo avere di più ma tutti gli azionisti sono businessmen e gente di grande esperienza e sanno che quando si entra in una trattativa, alcuni obiettivi si raggiungono e altri no”, ha detto Gubitosi. “Ora l’importante è che i soldi arrivino il più presto possibile”.

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