Voucher e appalti: il governo inciucia con Cisl e Uil per isolare la Cgil. Damiano non ne sapeva niente? Una vicenda squallida. Camusso: “Non smobilitiamo fino a quando la legge non sarà approvata”. Manifestazioni in tutta Italia

Voucher e appalti: il governo inciucia con Cisl e Uil per isolare la Cgil. Damiano non ne sapeva niente? Una vicenda squallida. Camusso: “Non smobilitiamo fino a quando la legge non  sarà approvata”. Manifestazioni in tutta Italia

Neppure ai tempi dei governi Berlusconi con i ministri del Lavoro impegnati ad  isolare la Cgil si era arrivati a  manovre sottobanco, nei bassifondi di Palazzo Chigi, come è avvenuto, stando alle rivelazioni del Corriere della Sera, nel corso della fase conclusiva della vicenda relativa ai referendum proposti dalla Confederazione di Corso d’Italia. Proprio le manovre del governo Gentiloni confermano la giustezza della posizione ribadita da Susanna Camusso: “Non smobilitiamo fino a quando la legge non sarà approvata”. Che qualcosa non quadrava lo si era capito chiaramente. In particolare Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl, non aveva mancato di rilasciare dichiarazioni rancorose, astiose. Certo ognuno è libero di  esprimere opinioni e valutazioni diverse da quelle della Cgil. La Cisl, del resto, non aveva mai nascosto che era contraria all’uso del referendum ritenendolo una iniziativa di natura “politica”, partitica. Una assurdità ovviamente ma anche sul tema della contrattazione, nella storia dei due sindacati, più volte le posizioni  sono state diverse. La Cisl in particolare puntava alla contrattazione di secondo livello, nei luoghi di lavoro, dando minor rilievo ai contratti nazionali. Una linea che piace agli imprenditori ma che sminuisce il valore dei diritti che devono valere per tutti i lavoratori. Anche la Uil si era chiamata fuori dai referendum.  Comunque, il suo segretario generale, Barbagallo, aveva annunciato che se non c’era un accordo la sua organizzazione avrebbe votato per i due Sì.

Le rivelazioni del Corriere della Sera: “Gentiloni in debito con Cisl e Uil

Il Corriere della sera pubblica un articolo a firma  di  uno dei suoi editorialisti, Enrico Marro, dal titolo “Gentiloni in debito con Cisl e Uil”. Ci racconta una vicenda squallida, non smentita, nella quale sono coinvolti il presidente del Consiglio, il ministro del Lavoro, Poletti, il nuovo consigliere economico di Palazzo Chigi, Marco Leonardi che ha preso il posto di Nannicini, destinato dall’ex premier Renzi alla segreteria del Pd, Furlan e Barbagallo e  due dirigenti “trattativisti”, Petteni (Cisl) e Loy (Uil) collegati con consiglio dei ministri, leggi Poletti e Leonardi. Coinvolto anche il presidente della Commissione lavoro, Cesare Damiano,  al quale  è affidato il compito più arduo, quello di trovare un punto di equilibrio, scrive Marro, “tra abolizione dei  voucher, come richiesto dal referendum Cgil  e la  riduzione del campo di applicazione, come indicato da Cisl e Uil. Una soluzione – scrive il giornalista del Corriere – che mettesse in difficoltà la Cgil” isolando le famiglie e prevedendo l’adozione anche da parte di imprese senza dipendenti, facendo rientrare dalla finestra quanto cacciato dalla porta”. Il buco che si è aperto in questi anni ed ha permesso alle aziende, anche grandi, di usufruire dei voucher. Dalle statistiche risulta che un terzo sono stati usati dalle famiglie, il resto dalla aziende. Più di due milioni di lavoratori sono stati coinvolti nel 2016 per compensi pari a 1,5 miliardi. Sempre dal Corriere apprendiamo che  il “patto” governo, Cisl, Uil, Damiano, viene dato come cosa fatta e Gentiloni chiama Furlan e Barbagallo per dare l’annuncio e proporre il patto per dare via libera al decreto con obiettivo una futura riforma. Tutto ok, la Cgil è servita. Stentiamo a credere che lo stesso presidente della Commissione lavoro, già uno dei massimi dirigenti della Cgil, la Fiom nella fattispecie, sia stato fra i protagonisti di questa operazione. Ma lui non ha smentito.

Il contrordine di Renzi stoppa il “patto” troppo rischioso fra governo, Cisl e Uil

Come si diceva, anzi dicevano, contrordine compagni. A Gentiloni  arrivava il “messaggio” da parte dell’ex premier. Stop, niente da fare. Troppo rischioso, mentre lui è impegnato nella campagna per le primarie. La cosa più semplice, abolire i voucher, approvare una norma sugli appalti. Gentiloni, Poletti e Leonardi sono imbarazzati ma niente da fare. La Cisl si sente tradita, così la Uil. Sono in “debito” con Gentiloni. Non a caso il segretario generale della Fim Cisl, il sindacato dei metalmeccanici, spesso in sintonia con Marchionne, spara a zero contro la Cgil, parla di “folli o mascalzoni” riferito a chi ha osato promuovere il referendum per abolire i voucher. Ira anche da parte di Barbagallo. La Cgil non commenta, un dignitoso silenzio. O meglio, un commento viene dai fatti, dalla campagna di mobilitazione che continua. Nel corso della settimana sono previste iniziative, fra le tante, ad Aosta, Cagliari, Ancona, Vercelli, Roma, Mantova, Oristano, Brianza, Cosenza, Crotone, Tolentino (Macerata), Follonica (Grosseto), L’Aquila e Asti. Susanna Camusso intervenendo alla manifestazione ad Aosta ha ribadito che fotografia di Cgil Parma, account Twitter”il decreto legge del governo è un primo straordinario risultato della nostra iniziativa. Ma ora il Parlamento deve trasformare in legge il decreto, affinché la Cassazione possa dichiarare accolte le nostre istanze e quindi superare il voto referendario. Per questo non smobilitiamo. Siamo e saremo impegnati ogni giorno fino a quando la legge su voucher e appalti non verrà approvata”.

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