Stefano Fassina apre il quarto summit europeo “Plan B for UE and Eurozone”. “Fermatevi” dice a chi sostiene l’Europa neoliberista a velocità multipla.

Stefano Fassina apre il quarto summit europeo “Plan B for UE and Eurozone”. “Fermatevi” dice a chi sostiene l’Europa neoliberista a velocità multipla.

“È estremamente grave e preoccupante la proposta emersa nei giorni scorsi a Versailles al vertice tra il presidente Hollande, la cancelliera Merkel e i primi ministri Gentiloni e Rajoy e ribadita a Bruxelles dopo le conclusioni del Consiglio Europeo. ‘Uniti nella diversità’ è il principio guida proposto dalla cancelliera Merkel per la UE a velocità multipla. Oggi siamo qua per dire ‘Fermatevi’. Perché accelerare la velocità di navigazione lungo la rotta mercantilista, lungo la rotta del neoliberismo globalista e finanziario tracciata dai Trattati e dal Fiscal Compact vuol dire anticipare il naufragio. Fermatevi perché per salvare la cooperazione europea è urgente e necessario cambiare radicalmente rotta”, ha dichiarato Stefano Fassina di Sinistra Italiana, e consigliere capitolino di Sinistra x Roma, in occasione della conferenza stampa in Campidoglio con il candidato alle elezioni presidenziali in Francia Jean-Luc Mélenchon, nell’ambito del quarto summit europeo “Plan B for the EU and the Eurozone”.

“Siamo qui perché 60 anni fa si firmarono i trattati che poi hanno dato il via alla Comunità Economica Europea. Tra qualche settimana arriveranno i capi di stato e di governo europei a celebrare l’avvenimento. Noi riteniamo che ci sia molto poco da celebrare. L’Unione Europea e l’eurozona hanno bisogno di una radicale correzione di rotta. Quindi, oggi sono venuti a Roma, qua in Campidoglio, tutte le forze della sinistra europea, per dire che bisogna rimettere al centro il lavoro, la giustizia sociale, la giustizia ambientale. Da Roma parte questo messaggio per rimettere in discussione l’Unione Europea, la moneta unica, perché non funziona e perché siamo arrivati ad una situazione drammatica”, ha aggiunto Stefano Fassina. “Noi oggi discutiamo di un piano B – ha poi sostenuto Fassina – per superare l’euro e per fare in modo che il lavoro e la giustizia sociale tornino al centro, attraverso programmi che poi si articolano in ciascuno stato nazionale, con gli investimenti pubblici, con un rilancio delle politiche industriali, mettendo fine all’austerità che soffoca l’economia. Quindi, con quella serie di strumenti che non sono praticabili nell’Eurozona”, ha concluso.

Cos’è il summit europeo sul “Plan B”? “Il network del Plan B”, scrivono gli organizzatori, “propone due strade: un Plan A e, appunto, un Plan B. Il Plan A consiste in un insieme di soluzioni per scardinare il mercantilismo dominante nell’Unione europea e nell’eurozona senza intaccarne l’architettura istituzionale e monetaria: da una banca centrale orientata verso l’obiettivo della piena occupazione e prestatrice di ultima istanza a politiche di aumento della domanda interna per i Paesi in avanzo commerciale; da una conferenza europea per la ristrutturazione dei debiti pubblici insostenibili a protezioni sociali per il lavoro, il welfare e l’ambiente nella regolazione degli scambi commerciali”. Una strada difficilmente percorribile, secondo questo orientamento. Per questo motivo, si immagina un Plan B, che “muove dal riconoscimento dell’impraticabilità politica del Plan A o comunque dell’utilità negoziale di un’alternativa praticabile per far avanzare il Plan A o, almeno, contrattare condizioni di sopravvivenza per il singolo Stato membro in trappola e evitare ripetizioni del caso Grecia, schiacciata da rapporti di forza impossibili”. Pertanto, “il Plan B si articola in una pluralità di versioni: il divorzio amichevole dell’euro, ossia il superamento cooperativo della moneta come, ad esempio, illustrato da Stiglitz nel suo ultimo saggio; l’uscita di uno o più Paesi in un negoziato cooperativo con le principali istituzioni dell’Ue e dell’eurozona (a cominciare dalla Bce); l’uscita individuale o di gruppo in un negoziato ostile. Tale arco di soluzioni viene sovente etichettato come velleitario”.

I lavori del summit si svolgono in due giornate con dibattiti in sessione plenaria e workshop, nella sede del Campidoglio, dove i Trattati di Roma vennero firmati 60 anni fa. Tra i partecipanti: Stefano Fassina (Sinistra Italiana), Jean-Luc Mélenchon (candidato alle elezioni presidenziali in Francia), Fabio De Masi (parlamentare europeo Linke), Zoe Konstantopoulou (ex Presidente del parlamento greco), Jonas Sjöstedt, (Partito della Sinistra, Svezia), Eleonora Forenza (parlamentare europea, L’Altra Europa), Caterina Martins (Presidente Bloco de Esquerda, Portogallo), Lorenzo Marsili (Diem25).

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