Referendum Cgil. Il governo confonde le acque. Soffiate ai giornali. È pronto un decreto. La Cgil sarebbe soddisfatta. L’ira di Camusso: “Un accordo fantomatico che non è pensabile”. Sinistra Italiana: tutti i giorni flash mob davanti a Palazzo Chigi

Referendum Cgil. Il governo confonde le acque. Soffiate ai giornali. È pronto un decreto. La Cgil sarebbe soddisfatta. L’ira di Camusso: “Un accordo fantomatico che non è pensabile”. Sinistra Italiana: tutti i giorni flash mob davanti a Palazzo Chigi

I tempi cambiano, cambia il modo in cui si stabiliscono rapporti fra i giornali, più in generale i mezzi di informazione, e il potere, il governo in primo luogo. Una volta c’erano le “veline” che partivano da Palazzo Chigi, dai ministeri in particolare. Sembravano “soffiate”, notizie date in esclusiva a questo o quel giornalista, quelli che stazionavano alla Camera e al Senato, oltre che alla Presidenza del Consiglio. Invece  si trattava di “suggerimenti” relativi ai contenuti degli articoli. Ora invece le “veline” circolano  via Internet ma il contenuto è sempre il solito, il suggerimento appunto. Diciamo questo perché siamo “gufi”, appellativo che piaceva a Renzi nei confronti di chi non la pensava come lui? No, leggendo alcuni articoli, “scoop” ben argomentati, si scopre la paternità. Per esempio, le notizie che riporta La Repubblica in merito ai voucher, al referendum promosso dalla Cgil puzzano di bruciato lontano un miglio. “Il governo – titola il quotidiano di Largo Fochetti editore De Benedetti – pronto al decreto antireferendum. Pd. Torniamo al 2003”. La scriba, nell’articolo, dà per scontato che ci sia un accordo con i sindacati. Dimentica che insieme al quesito referendario sull’abolizione dei voucher, ce n’è un secondo, non meno importante, che riguarda la tutela dei lavoratori delle aziende in appalto. Solo alla fine dell’articolo se ne ricorda. E cita una proposta Pd, leggi Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera. E che dice: “Bisogna tornare all’origine, legge 276 ,secondo cui quando il subappaltatore sparisce il lavoratore non resti senza stipendio”. Sempre Damiano nella sua proposta depositata da ormai molto tempo per quanto riguarda i voucher parla di tornare alle origini, alla legge Biagi. Ma se era così semplice perché non si è ancora tornati a questa origine e alla Commissione Lavoro sono arrivate ben otto proposte che ora dovrebbero essere  unificate? Malgrado i tentativi ancora non è arrivato alcun risultato. Non solo, la Cgil nel quesito referendario approvato dalla Corte Costituzionale non ha chiesto il ritorno alla legge Biagi, ma l’abolizione. E su questa proposta ha raccolto più di un milione di firme. Ed esige che il governo fissi la data del referendum. Da oggi Sinistra Italiana ha dato inizio ad una campagna di mobilitazione. Ogni giorno manifesteranno davanti a Palazzo Chigi.

Gentiloni e Poletti cercano di evitare il referendum Cgil. Renzi non lo vuole

Qual è la situazione reale? Il governo vuole evitare in tutti i modi il referendum. Renzi non lo vuole, teme una nuova sconfitta anche se questa volta ci vuole il quorum, quindi l’impresa non  è fra le più facili. Ma è meglio evitare rischi. La mobilitazione della Cgil è molto forte. Manifestazioni in tutta Italia, l’8 aprile a Roma, Piazza del Popolo. Che fare? Presto detto. Dal ministero di Poletti partono indiscrezioni. L’accordo con i sindacati si può fare. Addirittura  è auspicabile un decreto legge. Certo, la Commissione della Camera trova qualche ostacolo ad unificare le diverse posizioni. C’è un problemino, si fa per dire. Si torna al progetto originario però si ammettono le microimprese, magari con un solo titolare. La maggioranza di governo così si sarebbe ricompattata. Quando Susanna Camusso viene a conoscenza dell’accordo, glielo dice qualche giornalista mentre partecipa alla cerimonia per l’8 Marzo al Quirinale, non vuol credere alle sue orecchie e sbotta: “Un accordo fantomatico che non è pensabile: semmai devono pensare a una legge”. E per quanto riguarda l’incontro previsto per giovedì con il governo nel quale secondo Poletti si  parlerà di voucher  taglia corto: “Ci vedremo per parlare di ammortizzatori sociali”.

Ora anche la Cisl e la Uil si accorgono della iniziativa referendaria promossa dalla Cgil

Con la Cgil si schiera il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, che per la prima volta prende posizione. “Se governo e Parlamento non riuscissero a trovare un accordo sulla riscrittura dei voucher la Uil è pronta a schierarsi con la Cgil e votare sì al referendum”. Anche la segretaria generale della Cisl,  Furlan, si accorge che c’è in corso un problema che si chiama referendum per abolire i voucher e tutelare i lavoratori degli appalti. Dice che “da più di  due anni la Cisl si batte per tornare ad utilizzare la legge Biagi”. Non se ne era accorto nessuno, ma non si nega a nessuno un ripensamento. Ma si fa finta di non capire che quel milione e più di persone che hanno firmato il referendum chiede l’abolizione. Non pasticci, non mezze misure, l’apertura a microimprese, un varco per  consentire milioni di voucher. Le microimprese italiane, con zero o un dipendente, sono 2.600.000, dati Istat. Si tratta del 60% del totale, che operano nei servizi per la metà, un terzo tra commercio, trasporti e alberghi, il resto diviso fra costruzioni e industria. Insomma sarebbe  come prima, peggio di prima.

Malgrado questo sia lo scenario reale, dal ministero si spera che “riportando i ticket allo spirito originario del 2003 limitandoli ai lavoretti occasionali – leggiamo da Repubblica – potrebbe indurre  la Cgil  – quando sarà interpellata dalla Cassazione – a ritenersi soddisfatta  e a fare un passo indietro rispetto alla richiesta di abolizione via referendum”. E chi  lo ha detto alla scriba?  La risposta la lasciamo ai lettori.

Airaudo e Marcon ( SI): No a soluzioni pasticciate. Da 41 giorni silenzio dell’esecutivo

La situazione è ben diversa, tanto che  Sinistra italiana ha dato vita ad una manifestazione davanti a palazzo Chigi per chiedere la data del referendum che proseguirà nei prossimi giorni. Ormai siamo al 41esimo giorno di silenzio da parte del governo. L’ annuncio in conferenza stampa l’hanno dato  il capogruppo Giulio Marcon e il responsabile lavoro Giorgio Airaudo. “Domani cominciamo a fare una sorta di flash mob davanti a Palazzo Chigi per chiedere di convocare subito il referendum. E se il cdm non lo farà, continueremo la prossima settimana”, afferma Marcon. In riferimento alle ipotesi di un decreto, il capogruppo di Si dice “no a soluzioni pasticciate. Il milione di cittadini che hanno firmato il referendum vuole solo l’abolizione dei voucher”. Airaudo rimarca: “Sono 41 giorni che Gentiloni è silente. Noi da domani in poi ogni giorno delle attività parlamentari saremo presenti sotto palazzo Chigi per un’ora”. “Sentiamo – aggiunge – di un possibile decreto ma l’idea che tra le ragioni dell’urgenza ci sia quella di impedire il referendum mi sembra curiosa. Diffidiamo il governo dall’ usare strumenti impropri. Lo strumento proprio c’è ed è dare la parola agli italiani, perché questo è un referendum sulla precarietà. E non c’è riduzione del danno possibile. O il parlamento fa ammenda e cancella i voucher, oppure si fa il referendum. Da domani alle 11 e 30 Sinistra italiana darà un pungolo a Gentiloni”.

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