Il sapere e il lavoro non sono una merce: assemblea delegati FLC Cgil. La battaglia referendaria su voucher e appalti. Camusso: sono uno strumento malato. Resta la precarietà strutturale

Il sapere e il lavoro non sono una merce: assemblea delegati FLC Cgil. La battaglia referendaria su voucher e appalti. Camusso: sono uno strumento malato. Resta la precarietà strutturale

“Il sapere e il lavoro non sono una merce”, questo il titolo dell’assemblea dei delegati e delle delegate della Federazione lavoratori della conoscenza che ha avuto luogo al teatro Brancaccio di Roma venerdì 10 febbraio. L’assemblea è stata introdotta dal segretario nazionale della Flc, Francesco Sinopoli, che ha illustrato i temi principali che sono sul tavolo del sindacato, cominciando dal rinnovo del contratto nazionale. “Dopo nove anni di blocco della contrattazione nel pubblico impiego”, ha attaccato Sinopoli, “e nei nostri settori”, della scuola, della ricerca, dell’università e del’alta formazione artistica e musicale, “non possiamo più restare in trincea. Abbiamo bisogno di rilanciare un’azione collettiva con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione. Per questo crediamo che sia stato giusto aver imposto all’agenda politica due quesiti referendari che hanno l’obiettivo di invertire la rotta e di demercificare il lavoro. Abbiamo dunque l’opportunità di aprire una grande e straordinaria campagna che serva a ridare dignità al lavoro, alle persone e al paese”. Sui temi più specifici dell’istruzione, Sinopoli ha detto che occorre un “nuovo piano di reclutamento, perché quello renziano ha fallito”. Secondo il segretario della Flc, le risorse ci sono e ci sono sempre state per scuola, università e ricerca, ma sono state spese male, in estemporanee e non strutturali scelte di politica economica, come i bonus e le decontribuzioni del Jobs act. Inoltre, Sinopoli ha riproposto uno dei temi più caldi nelle relazioni sindacali di questi mesi, ovvero il rapporto tra contratto nazionale e legislazione. “Il contratto è uno strumento potente e noi lo vogliamo riconquistare”, ha aggiunto il segretario della FLC. E ha rilanciato la necessità di alzare il tono del conflitto per l’abrogazione totale della legge 107 del 2015 che ha malamente riformato la scuola italiana.

Camusso: “lo strumento dei voucher è malato, non serve l’aspirina. Restano una forma strutturata di precarietà”

L’assemblea è stata conclusa dall’intervento di Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, intervistata dal giornalista di Repubblica Roberto Mania. “Di fronte ad una domanda esplicita di ridurre la precarietà” alla base del referendum per l’abolizione dei voucher promosso dalla Cgil, ha esordito Susanna Camusso, “si continua a parlare di P.a. e di imprese. Non c’è, quindi, la scelta, che credo invece sia essenziale per una prospettiva economica del nostro Paese, di ridurre la precarietà”. A proposito del testo messo a punto dalla commissione Lavoro della Camera, Camusso puntualizza: “Bisogna dare il segnale che si cambia. Il tema è troppo serio per continuare a ragionare con i se, e con tutte le affermazioni sentite in questi mesi che si contraddicono” conclude. Inoltre, “Questo strumento” dei voucher “è malato, non serve l’aspirina”. Comunque, ha proseguito Camusso, così i voucher “restano una forma strutturata di precarietà nel mercato del lavoro, non ci siamo proprio capiti”. La sindacalista sottolinea che “siamo ancora lontani dalle ragioni dei referendum, ma se saranno fulminati sulla via di Damasco, aboliranno i voucher e faranno una legge sulla responsabilità degli appalti allora faremo gli applausi, ma ora non siamo lì”.

Camusso: scandaloso usare i voucher per i pagamenti dei disabili. “Si crea nuova ghettizzazione”

Camusso contesta con forza e durezza poi il fatto che i voucher resterebbero a disposizione dei pagamenti dei disabili: “Questa è una logica di ghettizzazione: quando ho letto che i disabili potranno avere i voucher mi sono venuti i brividi”. A chi le segnala le difficoltà di arrivare al quorum citando anche i precedenti referendum, Camusso replica: “La convinzione che le persone non partecipano non è scontata; la democrazia deve scommettere sulla partecipazione, poi può anche perdere”. I referendum della Cgil insomma sono “un esercizio utile per fare in modo che il tema lavoro resti centrale, cosa che è più importante di misurare le virgole di un testo che non inverte la strada”.

Camusso: La flat tax? “Operazione rinunciataria”. A Confindustria: “Veniamo da anni di politiche fiscali favorevoli alle imprese ma gli investimenti non sono cresciuti”

“Mi sembra una operazione rinunciataria”: Susanna Camusso commenta la flat tax. E sottolinea: “Non dovremmo rincorrere i paesi che fanno sconti fiscali per attirare in questo caso persone, e neanche lavoro e investimenti, mi sembra una politica sbagliata”. Piuttosto la Cgil chiede una “seria riforma fiscale che si basi sui principi della giustizia e della progressività”. Premesso che “è sempre importante se la disoccupazione scende”, è però “ragionevole dire che il rapporto tra i 18 miliardi di euro spesi per gli sgravi contributivi e il calo dello 0,2% del tasso di disoccupazione nel 2016 rispetto all’anno precedente, dimostra che quelle risorse sarebbe stato meglio spenderle diversamente”. Così invece il segretario generale della Cgil commenta gli ultimi dati Istat, insistendo sul fatto che, a suo parere, quelle risorse sarebbe stato meglio utilizzarle “per un piano straordinario del lavoro e dell’occupazione giovanile”. Commentando invece la posizione del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, sulla riduzione del cuneo fiscale per i giovani, Camusso sottolinea che “veniamo da anni in cui sono state fatte politiche fiscali a favore delle imprese e gli investimenti non sono cresciuti. Il Paese ha bisogno di investimenti e lavoro, non di operazioni di distribuzione a pioggia”. Per il rinnovo del modello contrattuale con Confindustria “ci abbiamo provato, poi sono desaparecidos”, spariti, dice Susanna Camusso, concludendo l’assemblea dei delegati Flc e attacca l’associazione degli Industriali: “Mi sembrano più impegnati su vicende interne che nello svolgere un ruolo di innovazione, più interessati ai benefici fiscali che possono ottenere dai vari governi che ad essere protagonisti del cambiamento”.

Anche Sinistra Italia si mobilita per il referendum su voucher e appalti. Fratoianni: “domani inizia mobilitazione ovunque”

“Sabato scorso eravamo sotto la sede del Ministero del Lavoro per chiedere l’indizione dei referendum promossi dalla Cgil su voucher e appalti sottoscritti da 3 milioni di cittadine e cittadini italiane, ieri i nostri deputati erano davanti al portone di Palazzo Chigi mentre i senatori hanno fatto la staffetta nell’Aula di Palazzo Madama per chiedere la stessa cosa. La data di svolgimento dei referendum, scandalosamente non c’è ancora”, così Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana. “Per noi – prosegue il segretario della Sinistra – fa lo stesso, da domani inizia in tutta Italia la campagna di mobilitazione di Sinistra Italiana nelle città del nostro Paese, saremo in tantissime piazze, mercati, parchi, strade di tutt’Italia per spiegare le nostre ragioni. Il governo Gentiloni deve immediatamente fissare la data del referendum e far svolgere il voto sui quesiti referendari in contemporanea con le amministrative per consentire maggior partecipazione al voto e minor spesa di risorse pubbliche”.

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