Paralimpiadi 2016: trionfa la Cina. Bilancio da record per l’Italia: dopo 44 anni è nella TOP 10

Paralimpiadi 2016: trionfa la Cina. Bilancio da record per l’Italia: dopo 44 anni è nella TOP 10

Si sono chiusi domenica sera i giochi paralimpici di Rio de Janeiro, che hanno visto l’Italia tornare a casa con un bottino di 39 medaglie ed entrare così, per la prima volta dopo 44 anni, tra le prime dieci nazioni nel medagliere finale.

Ad aprire la spedizione italiana il 7 settembre era stata una donna, Martina Caironi, campionessa mondiale ed europea in carica, nonché prima atleta al mondo a scendere sotto i 15 secondi nei 100 metri T42, ed è una donna, Bebe Vio, a chiuderla. “È stato un onore poter portare il tricolore alla cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi. Grazie Luca Pancalli”. Lo scrive su twitter l’azzurra, vincitrice di un oro nel fioretto individuale e di un bronzo nella prova a squadre.

Sul podio, com’era prevedibile, sale ancora una volta la Cina. Per la quarta paralimpiade di fila è il paese asiatico a chiudere in testa il medagliere a gare concluse: con 239 medaglie complessive, per la prima volta nella sua storia la Cina riesca anche a superare la quota 100 ori. I britannici si confermano ai vertici, arrivando secondi nel medagliere con un balzo assolutamente formidabile. Se a Londra le medaglie erano state 120 con 34 ori, qui a Rio ne sono arrivate 147, e con un numero di medaglie d’oro strabiliante, ben 64, cui si aggiungono 39 argenti e 44 bronzi. Al terzo posto, riesce a conservare la posizione dopo averla occupata praticamente per tutti i primi dieci giorni di gare l’Ucraina, che conquista un totale di 117 medaglie, di cui 41 d’oro, 37 d’argento e 30 di bronzo. Rispetto a quattro anni fa il bottino è sensibilmente migliorato (oltre 30 medaglie, di cui nove d’oro, in più) e l’assenza della Russia consente di issarsi al terzo e non più al quarto posto finale.

“Un oro che mi aspettavo? No, è un oro che mi sarebbe piaciuto confermare e che per fortuna, con la mia tenacia e il mio coraggio, sono riuscita a conquistare. La nostra è una squadra giovane, ma ricca di talenti: sono stata molto felice di essere il capitano della squadra di atletica”. Così, all’aeroporto di Fiumicino, Assunta Legnante, l’atleta napoletana che a Rio ha vinto la gara del lancio del peso con la misura di 15,74 m, bissando il titolo di Londra 2012. Insieme con lei, allo scalo romano è sbarcata gran parte della spedizione azzurra (64 atleti) reduce dalle paralimpiadi. “Con le nostre sei medaglie abbiamo confermato quelle di Londra – prosegue sorridendo la Legnante – naturalmente, insieme a tutta la delegazione abbiamo fatto sì che questo bottino salisse a 39 medaglie. Adesso ci riposiamo un po’ e poi, passo dopo passo, l’anno prossimo si andrà verso i Mondiali di Londra, con un occhio a Tokyo 2020”. Vicino a lei Monica Contrafatto, bronzo nei 100 metri categoria T42. “Finalmente si è realizzato il mio sogno, siamo una squadra fortissima – dice la giovane bersagliera che nel 2012 fu vittima di un attentato in Afghanistan ed oggi è membro del Gruppo sportivo paralimpico della Difesa – spero che tanta gente ci abbia guardato e che le persone con disabilità capiscano che la vita non finisce, ma ce la creiamo noi. Dedico questa mia medaglia alla famiglia, all’Esercito, ai miei allenatori e a tutte le persone che mi hanno seguito”.

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