Europei, l’Italia B perde molto male con l’Irlanda ma ora aspettando la Spagna, è indispensabile ricompattarsi

Europei, l’Italia B perde molto male con l’Irlanda ma ora  aspettando la Spagna, è indispensabile  ricompattarsi

Va bene che ormai avevamo già la qualificazione in tasca, smentendo qualche malevola previsione iniziale; va bene che avevamo battuto prima il temuto Belgio, bene, e poi la Svezia di Ibrahimovic, così così, ma con un duplice bottino pieno, risvegliando l’orgoglio sportivo nazionale, alquanto sopito per scarsa fiducia in un gruppo privo di campioni; va bene che, in una simile situazione ottimale era  opportuno preservare i presunti titolari da eventuali ammonizioni o infortuni, facendoli riposare; vanno tutte bene queste giustificazioni perché lo scopo primario – passaggio agli ottavi – era stato raggiunto, però… perdere, seppure con le seconde linee, quasi non giocando, l’unica partita proprio con l’avversario ritenuto il più debole del gruppo, col senno di poi, brucia non poco…

Italia-Irlanda era stata presentata, in ogni ambito, come una partita che, con i tre punti già in tasca, avrebbe significato il punteggio pieno, rivalutando il potenziale del gruppo, portando nelle casse della Federazione il terzo  milioncino di premio per la terza vittoria e, fattore ancora più importante di quello economico, il balzo in settima posizione nel Ranking della Fifa, che è quello che decide il posizionamento nei sorteggi delle manifestazioni internazionali: con la sconfitta, obiettivi sfumati.

Nello stesso tempo, vista la bassa caratura dell’Irlanda, ritenuta solo prestanza fisica o poco più, si sarebbero provate le seconde linee, preservando, sotto ogni aspetto infortunistico e disciplinare quelli che ormai erano stati incastonati nell’undici titolare. Alla fine, però, si conteranno 10 diffidati nella rosa, per i futuri impegni.

Con questi scopi iniziali, fuori 8 giocatori, con i soli  Florenzi,  Barzagli  e Bonucci dentro anche se quest’ultimo già in diffida e, come si è visto, palesemente condizionato in ogni intervento tanto da ammetterlo lui stesso nel post partita.  Probabilmente, anzi sicuramente, si è cambiato troppo e, considerato che si trattava dell’organico di una rappresentativa nazionale e non di una squadra in campionato, era scontato che i panchinari non avrebbero avuto l’affiatamento e l’amalgama necessari e così è stato. Si è vista un’Italia brutta e senza idee, soprattutto senza gli stimoli giusti che, al piccolo trotto quasi si trattasse di un allenamento infrasettimanale, si è limitata a controllare un avversario al contrario irruente e molto determinato a vincere, per inserirsi fra le quattro migliori terze per proseguire  il cammino. Italia senza scopo perché già qualificata, Irlanda decisa a giocarsi l’ultima carta.

In questo contesto, per l’intero primo tempo si è giocato quasi sempre in area azzurra, con i nostri a difendersi senza mai uscirne in contropiede anche perché il presidio del centrocampo, affidato a Thiago Motta e a Sturaro, si è rivelato  inesistente; sulle fasce qualcosa si è visto dalle parti di Bernardeschi ma né De Sciglio, troppo impegnato a difendere, né Florenzi il più portato,  per caratteristiche, a spingere, riuscivano a costruire quei capovolgimenti di fronte che sono rimasti tali nelle intenzioni tecniche di Conte.

Nella ripresa, probabilmente dopo qualche reprimenda dell’allenatore, si notava negli azzurri uno spirito diverso ma non decisivo, concretizzato solo da una splendida girata di Zaza e, dopo un provvidenziale sorvolo arbitrale su un potenziale rigore negato agli irlandesi, alla fine, si recriminava per il palo di Insigne, il cui ingresso al 77’ rianimava il gioco offensivo fino ad allora inesistente o quasi ma era troppo tardi perché l’Irlanda con una splendido stacco di testa di Brady, autentica spina nel fianco della difesa, su cross da destra precedeva tutti battendo Sirigu. Incontenibile  il simpatico entusiasmo dei numerosissimi supporters nordici.

Dopo aver fatto i complimenti ad una Irlanda prima disperata e poi vittoriosa e  qualificata anch’essa (incontrerà i padroni di casa francesi), possiamo solo dire che questa Italia non ha avuto e soprattutto non avrà nulla a che vedere con quella che affronterà i campioni del mondo della Spagna, anche se, alla fine Antonio Conte, meravigliando tutti, si è dichiarato soddisfatto della prova degli azzurri, forse solo per diplomatiche esigenze di facciata e tranquillità domestiche…..

Lunedì prossimo in quel di Parigi,  contro la Spagna, che pure come noi ha perso una partita ma con la fortissima Croazia, sarà necessario ricompattare subito l’undici titolare per giocarsela senza timori di sorta, trattandosi di eliminazione diretta, tenendo conto che, chi vince, probabilmente poi dovrà vedersela con la Germania.

Per gli azzurri, dopo queste positive schermaglie iniziali, per il prosieguo, non sono più ammessi errori perché è in arrivo il momento di manifestare il vero potenziale delle proprie  forze contro avversari candidati alla vittoria finale.

Se si vuole continuare a sognare.

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