Banche: in piazza i risparmiatori truffati. Il Sole 24 ore descrive con dovizia di particolari, cosa accadrà nelle prossime settimane

Banche: in piazza i risparmiatori truffati. Il Sole 24 ore descrive con dovizia di particolari, cosa accadrà nelle prossime settimane

Sono trascorsi 4 mesi dal salvataggio delle ormai note banche Carichieti, Cassa di Ferrara, Banca Marche e Banca Etruria. Un tempo più che sufficiente per prendere adeguati provvedimenti tesi a restituire ai risparmiatori quanto dovuto. Invece tutto ancora tace. O meglio, se ne parla molto, ma manca ancora un provvedimento concreto. Le associazioni dei consumatori, Adusbef e Federconsumatori, restano ferme nel sostenere la necessità di un rimborso totale per i risparmiatori truffati, spesso indotti ad effettuare investimenti ed operazioni finanziarie ad alto rischio dietro inganni o ricatti (ad esempio per ottenere mutui o prestiti personali). Persino la soluzione individuata nell’arbitrato, a nostro avviso del tutto insufficiente e carente, è in attesa dei decreti attuativi, nei quali ci auguriamo si preveda un concreto rimborso, per i risparmiatori, definito attraverso un confronto con chi rappresenta le parti in causa.

Intollerabile, per Adusbef e Federconsumatori la palude che si è creata

Questa situazione di stallo è intollerabile, per questo, Federconsumatori ed Adusbef hanno deciso di richiamare alle proprie responsabilità il Ministero e l’intero Governo, indicendo un presidio in via XX Settembre nella mattinata del 16 marzo. “Ci riuniremo sotto le finestre del Ministro – fanno sapere le Associazioni-per ricordargli che il Governo non può voltare le spalle a migliaia di risparmiatori traditi dal sistema bancario e dal relativo sistema di vigilanza. È indispensabile trovare una soluzione soddisfacente ed esaustiva in tempi rapidi”. Legge diversamente la cosa il Sole 24 ore, in un articolo pubblicato in queste ore. Per il quotidiano di Confindustria “il decreto sugli indennizzi degli obbligazionisti truffati dalle quattro banche fallite (CariChieti, CariFerrara, Banca Marche e Banca Etruria) vestirà i panni del regolamento e per questo sarà spedito al Consiglio di Stato. E questo potrebbe accadere presumibilmente già la prossima settimana, ossia una volta che tutti i nodi del provvedimento interministeriale (Economia e Giustizia) saranno definiti. Si tratta di un passaggio non casuale e non certamente solo frutto della burocrazia”. Secondo il quotidiano confindustriale “con il parere dei giudici amministrativi, infatti, il Governo conta di arrivare alla definizione di una procedura il più possibile al riparo dal rischio ricorsi che, considerata la materia particolarmente sensibile, potrebbero essere numerosi e a macchia di leopardo sull’intero territorio”.

Per il quotidiano di Confindustria la chiave di volta è il passaggio nelle maglie del Consiglio di Stato

Ma l’articolo è sempre più puntuale sulle sue considerazioni: “Oltre a “blindare” la procedura scelta per indennizzare gli investitori truffati, il passaggio al Consiglio di Stato consentirà al Governo di definire anche l’altro tassello per far girare l’intero meccanismo: il Dpcm sugli arbitrati. Come noto, l’arbitro è già stato individuato nella camera arbitrale dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), ma a quanto risulta il presidente Raffaele Cantone avrebbe già prospettato più di una volta nel corso delle riunioni tecniche tra Mef, Giustizia e Presidenza, la necessità di poter rafforzare la squadra con maggiori unità e più risorse. Il passaggio per il parere delle sezioni consultive del Consiglio di Stato si concluderà, assicurano fonti del Governo, in tempo per rispettare il termine di emanazione dei provvedimenti fissato dalla Stabilità in 90 giorni e dunque per la fine di marzo”.

Ecco il meccanismo possibile di ristoro per gli obbligazionisti subordinati e l’accesso la fondo di solidarietà

Sempre secondo l’articolo del Sole: “Il meccanismo di ristoro degli obbligazionisti subordinati e che avranno accesso al fondo di solidarietà da 100 milioni istituito dal Governo con la legge di stabilità 2016 seguirà un principio giuridico ben preciso: davanti al fondo tutti i truffati sono uguali. Il che vuole dire anche che non ci sarà nessun tetto massimo del rimborso a 100mila euro. Il fondo nasce di fatto per anticipare gli indennizzi agli obbligazionisti che risulteranno truffati sulla base di specifici indici presuntivi ed elementi di valutazione che saranno indicati dal decreto in arrivo. Se passa dunque il principio del diritto uguale per tutti i truffati nell’accesso al fondo, i 100 milioni di euro stanziati saranno ripartiti in funzione della capienza dei rimborsi da erogare”. E sul punto il Sole 24 Ore è ancor più preciso: “Se dall’esame caso per caso dei truffati dovesse emergere che i rimborsi dovuti sono complessivamente sotto i 100 milioni tutti i truffati recupereranno il 100% degli investimenti persi. Se al contrario il fondo dovesse risultare incapiente il valore dell’incapienza determinerà la percentuale di taglio dell’indennizzo spettante. Per fare un esempio: se i rimborsi dovessero attestarsi sui 120 milioni gli indennizzi saranno tagliati del 20 per cento per tutti. La parte residua non rimborsata, trattandosi come detto di un’anticipazione del ristoro, potrà essere recuperata dall’investitore ricorrendo alle vie legali nei confronti del truffatore, così come farà lo Stato nel recuperare i 100 milioni che è pronto ad anticipare. Stando alle analisi condotte dal Mef sui profili finanziari degli investitori la somma stanziata con la legge di fine anno è ritenuta capiente”. Come dire lo Stato copre l’esposizione ma poi se la riprende ed il truffato dovrà, per recuperare le somme perse, fare carte bollate…

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