I laburisti al tempo di Corbyn. Si moltiplicano gli iscritti. Partecipazione alle stelle. E tornano a chiamarsi compagni

I laburisti al tempo di Corbyn. Si moltiplicano gli iscritti. Partecipazione alle stelle. E tornano a chiamarsi compagni

Le speranze di Jeremy Corbyn di rimodellare il Labour Party sono state incoraggiate da una dettagliata inchiesta del Guardian. Il quotidiano ha intervistato segretari, dirigenti, consiglieri e iscritti in più di cento collegi elettorali sui 632 in cui è divisa la Gran Bretagna. In quasi tutte le circoscrizioni elettorali, il Guardian ha rilevato una notevole crescita degli iscritti. Vi sono casi in cui il numero si è perfino quintuplicato.  In altri, invece, un partito Laburista dato per moribondo ha mostrato una rinnovata vitalità e passione. Il Guardian conferma il nuovo interesse verso il Labour da parte delle nuove generazioni, nelle città universitarie e nelle zone urbane. La città col maggiore incremento di iscritti è Bath, che passa da 300 a 1322, mentre a Colchester gli iscritti passano da 200 a quasi 1000. Nessuna delle due città ha una tradizione laburista.

Le rilevazioni del Guardian sono state poi confermate dalle cifre nazionali del partito laburista, rompendo il tradizionale silenzio sugli iscritti. Il numero è passato da 201.293 iscritti del maggio del 2015, giorno precedente alle elezioni generali, ai 388.407 del 10 gennaio 2016. Sulle cifre degli iscritti si era aperto un notevole conflitto, innescato da Peter Mandelson, uno degli avversari più tenaci di Corbyn, e sostenitore del blairismo. Mandelson aveva accusato il nuovo segretario del presunto crollo degli iscritti: “30.000 iscritti hanno lasciato il partito”, aveva tuonato nel corso di una riunione il mese scorso. Ma le cifre ufficiali fornite dal Labour al Guardian non lasciano spazio ai dubbi: solo 13.860 iscritti hanno abbandonato il partito dalle elezioni, alcuni si sono dimessi, mentre altri hanno abbandonato. Ma l’aumento degli iscritti è continuo: da Natale ad oggi sono ben 1000 i nuovi iscritti.

L’inchiesta del Guardian arriva dopo mesi di conflitti interni al gruppo parlamentare laburista, dopo la vittoria di Corbyn, e fornisce finalmente l’opportunità di dare voce alla “base” del partito. L’inchiesta ha scoperto che la crescita degli iscritti è stata a macchia di leopardo in Gran Bretagna. A differenza di Inghilterra e Galles, e Londra, dove la crescita è stata impetuosa, in Scozia invece è stata relativamente modesta; gli iscritti di ritorno, che avevano lasciato i laburisti per protesta contro la partecipazione della Gran Bretagna all’invasione dell’Iraq nel 2003, hanno avuto un impatto positivo; vecchi e nuovi iscritti condividono la stessa passione per la sinistra, mentre sono pochi quelli di estrema sinistra. Va detto che gli iscritti al Labour sono stati decisamente volatili per molto tempo. Gli iscritti salirono a 407.000 quando Tony Blair divenne leader nel 1997, ma declinarono subito, soprattutto per la delusione nell’area di sinistra del partito. Nel 2010, gli iscritti scesero a 185.000.

Tra il 7 maggio e l’11 settembre 2015, si sono iscritte 116.753 persone, mentre hanno abbandonato 5.393 – di queste, 4.066 non hanno motivato l’abbandono. Il 12 settembre Jeremy Corbyn è diventato leader. Da allora fino a Natale, si sono iscritte 87.158 persone, mentre 8.567 hanno abbandonato il partito. La non coincidenza delle cifre è motivata dal fatto che il partito laburista concede una sorta di periodo di grazia di sei mesi a coloro che abbandonano, prima di cancellarli definitivamente. I dirigenti delle circoscrizioni elettorali confermano tre periodi in cui si sono registrate le maggiori impennate degli iscritti: la prima, dopo la vittoria dei conservatori a maggio, la seconda dopo che Corbyn vinse le elezioni interne per la leadership e la terza quando ne divenne leader. È una sorta di “effetto Corbyn”.

Molte sono le testimonianze di dirigenti locali del partito sul ritorno anche lessicale alle origini della sinistra. Christina Watkin, ad esempio, segretaria della circoscrizione Southampton, dice: “abbiamo avuto molti vecchi iscritti di ritorno che pensavano a riunioni condotte come negli anni ’70 e ’80. Piuttosto che andarsene nei pub o a bere vino  a casa di qualcuno, gli iscritti di ritorno hanno cominciato a riunirsi qui, nelle sezioni, e a chiamarsi compagni”. La segretaria vede in futuro “una collisione tra questi vecchi iscritti e i giovani: quelli che la considerano come il ritorno a una vecchia politica e quelli che la considerano un nuovo tipo di politica”. La segretaria di Bath sostiene che “si tratta soprattutto di sostenitori di Corbyn, alcuni molto entusiasti, che si sono iscritti per lui. Sono decisamente ben preparati e hanno portato la loro esperienza. Sono molto attivi nel lavoro concreto, non solo con le parole. Molti di loro erano a sinistra, ma non nel labour, ai tempi di Blair e della guerra in Iraq. Non sono di estrema sinistra, questi iscritti, non sono affatto come i radicali degli anni settanta e ottanta”. In ogni caso, rivela l’inchiesta del Guardian, vecchi e nuovi iscritti, ora pretendono di discutere su tutti i grandi temi, dalle decisioni parlamentari al bombardamento sulla Siria. L’impatto dei nuovi iscritti sulle politiche del labour è ben descritto da David Plowman, segretario della circoscrizione del South Suffolk: “abbiamo organizzato molte riunioni sulla Siria e sui bombardamenti. Il 90% ha votato contro i bombardamenti. Prima che entrassero i nuovi iscritti, le percentuali erano del 60% a favore e del 40% contrari. La loro passione ha fatto il resto”.

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