Ferrara. Delegato Cgil nella fabbrica Basell licenziato per aver alzato la voce contro un dirigente

Ferrara. Delegato Cgil nella fabbrica Basell licenziato per aver alzato la voce contro un dirigente

Un alterco durante una trattativa per il rinnovo del contratto integrativo aziendale, finito con un ‘contatto fisico’. È questo il motivo che ha portato al licenziamento di Luca Fiorini, dipendente della Lyndonell-Basell, multinazionale della chimica attiva nel polo di Ferrara, storico sindacalista Cgil e delegato di fabbrica. I fatti risalgono allo scorso 17 dicembre: nell’azienda c’era un clima molto teso per il licenziamento, poi revocato, di due lavoratori. Durante un incontro fra i dirigenti dell’azienda e la rappresentanza sindacale gli animi si sono surriscaldati oltre misura e da entrambe le parti si è alzata un po’ la voce. Finché  non è successo il fatto incriminato. Secondo l’azienda, Fiorini ha spintonato un dirigente della Basell fino a farlo cadere. Secondo il delegato Cgil, il contatto si è limitato al fatto di avergli appoggiato una mano sulla spalla: il divario fisico fra i due, alto e massiccio il dirigente, mingherlino il sindacalista renderebbe, secondo la sua memoria difensiva, impossibile la ricostruzione dell’azienda. Tant’è che la Basell ha immediatamente sospeso il lavoratore ed ha avviato una procedura che prevedeva anche l’ipotesi del licenziamento. In mattinata Fiorini ha ricevuto la raccomandata che gli ha notificato il licenziamento per aver contravvenuto alla policy aziendale: “non tolleriamo nessun tipo di violenza sul posto di lavoro”, ha motivato la Basell.

Secondo Fiorini, e anche secondo i sindacati confederali che si sono immediatamente schierati al suo fianco, si tratterebbe solo di un pretesto per far fuori uno dei leader sindacali con maggiore esperienza: Fiorini ha 52 anni, da 27 lavora nell’azienda e nel corso degli anni ha ricoperto incarichi nel sindacato dei chimici della Cgil a livello provinciale. Contro il licenziamento di Fiorini si è schierata anche buona parte della politica locale, a cominciare dal segretario regionale del Pd Paolo Calvano e dal capogruppo leghista in Regione Alan Fabbri, entrambi ferraresi. Ed anche il sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani ha invitato l’azienda, una delle più importanti del polo chimico ferrarese, a tornare sui suoi passi: “licenziare un delegato sindacale per un alterco in trattativa – ha detto – è un grave errore dell’azienda”.

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