Turchia. Folla ai funerali di Elci. Dubbi sull’omicidio

Turchia. Folla ai funerali di Elci. Dubbi sull’omicidio

Migliaia di persone hanno partecipato ai funerali di Tahir Elci, il presidente degli avvocati curdi di Dijarbakir, ucciso sabato mattina nel corso di una conferenza stampa per il suo pacifismo. Funerali anche per i due poliziotti uccisi nella stessa circostanza.

Il premier turco Davoutoglu ha detto domenica che la pistola ritrovata accanto al corpo di Elci era la stessa arma usata nell’attacco contro i poliziotti, che avevano tentato di bloccare i killer. Tuttavia, Selahattin Demirtas, leader del partito popolare democratico curdo (HDP) getta dubbi sulle dichiarazioni del governo e sull’attribuzione del delitto. In sostanza, si presume, dalle immagini rilasciate da una televisione turca, che si sia trattato di un omicidio politico, con la complicità delle autorità turche. “Il nostro scetticismo”, ha detto Demirtas durante il funerale di Elci, “deriva dalle tante sofferenze analoghe che hanno avuto luogo nella nostra terra in passato. E fino a quando i responsabili non saranno catturati, non saremo a nostro agio”.

I video infatti mostrano i poliziotti in borghese che sparano contro due uomini nella stessa direzione in cui avrebbe dovuto esserci Elci. Secondo i curdi si tratterebbe dunque di una messinscena, e di una vera e propria esecuzione contro l’avvocato Elci. Perché? Perché Elci stava svelando al mondo intero che era sotto inchiesta e rischiava sette anni di carcere per aver detto che il PKK non è un’organizzazione terrorista, come il governo la descrive. E lo stesso Elci aveva denunciato la violenza del PKK. Centinaia di persone sono state uccise da quando è scattato un patto sul cessate il fuoco tra il PKK e le forze di sicurezza turche. Da quando ha avuto inizio, il conflitto tra curdi e turchi ha provocato 45mila vittime, dal 1984.

L’omicidio di Elci ha gettato benzina sul fuoco della rabbia del popolo curdo. Nel quartiere di Sur a Dijarbakir, dove ha avuto luogo l’omicidio, è scattato il coprifuoco. Le forze di sicurezza hanno dato vita ad operazioni militari per cacciare l’ala giovanile del PKK, rimuovendo le barricate dove si erano nascosti i militanti con armi da fuoco ed esplosivi.

La salma dell’avvocato Elci è stata portata a spalla dai deputati di HDP e dai colleghi delle associazioni legali, insieme a una enorme folla. “Non ti dimenticheremo”, recitava in curdo e in turco un drappo messo di fronte all’ospedale dove il corpo esanime di Elci si trovava. Gli stessi avvocati hanno dato vita a una propria indagine per scoprire se si è trattato di un delitto o se invece la morte di Elci è stata determinata dal falso scontro a fuoco tra poliziotti in borghese e i due fuggitivi, come si vede nel video.

Il fratello di Elci, Ahmet, è convinto che l’avvocato sia stato il vero bersaglio: “mio fratello non è il primo martire nostro e non sarà neppure l’ultimo. Come intellettuale curdo era odiato dallo stato. Abbiamo già visto questo uccidere gli intellettuali curdi nella storia. Ma non molleremo e vinceremo”.

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