Roma. Si moltiplicano le manifestazioni pro-Marino. Sempre più strumentale il ruolo di certa stampa

Roma. Si moltiplicano le manifestazioni pro-Marino. Sempre più strumentale il ruolo di certa stampa

Nuova manifestazione organizzata dopo che la petizione online per far retrocedere il sindaco dalla decisione di “lasciare” ha superato quota 52 mila adesioni. L’animatore Daniele Dezi, tra i protagonisti di questa iniziativa, ha annunciato questo nuovo momento di mobilitazione per domenica 25 ottobre in piazza del Campidoglio. Si tratta di un tam tam in rete che punta a far tornare indietro dalle sue decisioni il sindaco dimissionario. Tutto però si gioca sul filo dei numeri e sulla possibilità che Marino, alla fine, decida e passi per l’Aula Giulio Cesare, unico luogo deputato, in quella che dovrebbe essere una democrazia, per chiudere o riaprire una partita politico-amministrativa ancora in bilico. È chiaro che Marino abbia più di una ulteriore perplessità a sfidare i ‘poteri forti’, che in più di una occasione hanno tentato di bloccarlo, cercando di paralizzare la sua azione amministrativa. Oggi però il sindaco si trova di fronte ad un bivio, confermare le sue dimissioni senza far nulla entro la data che aprirà le porte del Colle Capitolino al commissario, o sfidare l’Aula Giulio Cesare ed una parte consistente del suo partito.

Marino e l’incontro con Giro (FI) è lo specchio di una situazione che porta direttamente in Aula Giulio Cesare

Chiaro, oltre misura, l’incontro che si è tenuto ieri in Campidoglio tra Marino ed il responsabile degli Enti Locali di Forza Italia, Francesco Giro ed altrettanto chiare ci sembrano essere le considerazioni finali: “Ho accolto in Campidoglio il responsabile del Dipartimento Enti locali di Forza Italia, ed ex collega senatore, Francesco Giro. Ho ascoltato la sua severa preoccupazione e la sua determinata richiesta di non spiegare le ragioni delle mie dimissioni in stanze chiuse, ma nei luoghi deputati a questo dalle regole democratiche. Lo ringrazio per il modo diretto con cui mi ha trasferito il suo pensiero”. Anche Giro ha voluto dire la sua sull’incontro e le sue riflessioni sono assolutamente in linea con le regole di una democrazia matura e responsabile: “Ho incontrato a titolo personale questa mattina il sindaco di Roma Ignazio Marino e gli ho chiesto di andare in aula al più presto e di spiegare al cospetto dell’Assemblea capitolina le sue ragioni. Lo deve fare e lo deve fare di fronte agli eletti, ai consiglieri comunali di Roma. In questa fase occorre trasparenza e responsabilità”.

Il Presidente dell’Assemblea Capitolina Baglio conferma: “Malgrado le note stampa e le raccolte di firme, non c’è nessuna richiesta di convocazione del Consiglio”

Intanto dal Colle Capitolino poco trapela sui destini dell’Amministrazione. Poche parole da Marino ed altrettanto poche dall’unica depositaria della gestione politico amministrativa dell’Aula di Roma Capitale, il presidente Valeria Baglio che conferma che non ci sono al momento richieste di dibattiti in Aula sulla crisi. “Nel momento in cui arriverà una richiesta ufficiale la valuteremo come sempre. Tranne i comunicati stampa ancora non ho ricevuto nessuna lettera ufficiale da nessun gruppo. Ad oggi non è quindi calendarizzata nessuna capigruppo”. Dunque, malgrado le raccolte di firme tra i consiglieri d’opposizione, le minacce di dimissioni e le decine di note stampa che quotidianamente stordiscono le redazioni, in soldoni, nulla si è concretizzato, quanto ad una richiesta specifica, motivata e numericamente congrua, sul destino del sindaco.

Più che chiari i radicali che chiedono a Marino di andare in Aula. “Orfini ha liquidato il sindaco via WhatsApp”

Sul punto più che chiari sono stati nella giornata di giovedì Riccardo Magi, presidente di Radicali Italiani e consigliere comunale a Roma, e Alessandro Capriccioli, segretario di Radicali Roma. “Siamo stati i primi ma anche i soli, quando due settimane fa il commissario Orfini decretava via WhatsApp la fine della giunta Marino e il dibattito restava inchiodato alla contesa mediatica tra favorevoli e contrari alle dimissioni, a chiedere al sindaco di ricondurre la crisi all’interno del perimetro istituzionale e presentarsi in Aula Giulio Cesare: alla luce dell’atteggiamento ai limiti dell’eversivo in cui perseverava il Pd romano e dell’intollerabile ingerenza vaticana, ritenevamo infatti centrale restituire all’Assemblea capitolina il ruolo che le spetta, e che in questi anni è stato sistematicamente sacrificato sull’altare della ‘ragione di partito'”.

“Oggi, nel riscontrare con soddisfazione che in molti, sia pure tardivamente, – prosegue la nota – sono arrivati sulle nostre stesse posizioni, ribadiamo con chiarezza che il pallino è tuttora nelle mani del sindaco, al quale sarebbe sufficiente ritirare le proprie dimissioni per costringere la sua maggioranza a formulare una mozione di sfiducia e a portare la crisi in aula. Sarebbe un modo per aprire finalmente quel dibattito sui problemi, le soluzioni e le priorità per la capitale che noi Radicali proviamo a sollevare dall’inizio della consiliatura, senza il quale verrebbe sprecata l’ennesima occasione per mettere finalmente al primo posto gli interessi e il futuro della città. Per questo, oggi più che mai, riteniamo che da parte del sindaco portare la crisi in aula, più che un’opzione, debba essere considerato un atto politicamente dovuto: perché sarebbe sufficiente, malgrado le intenzioni del Pd, a rifiutare lo scontro extra-istituzionale in atto da settimane e scegliere di spiegare con chiarezza ai cittadini le ragioni e gli obiettivi per cui crede di dover portare avanti la sua esperienza di governo”.

Quanto alla stampa romana ed al Messaggero in particolare riprendiamo il ‘Divo Giulio’: “A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”

C’è poi, infine, da fare un quadretto su quello che intorno a Marino si sta consumando quanto a pressing mediatico. Al netto delle straordinarie inchieste di Repubblica sugli scontrini e sui paginoni regalati dalla stampa delle destre, si distingue nella campagna mediatica contro Marino, soprattutto il quotidiano romano per eccellenza Il Messaggero, che non vede l’ora di vedere il sindaco Marino fuori dalle stanze capitoline. A pensar male quasi sempre si fa peccato, ma ci si azzecca, scandiva il ‘Divo Giulio’ ed anche noi, anche se molto più in basso la pensiamo altrettanto male. Se altre testate sono giustificate nei loro ‘processi sommari’, perché direttamente o indirettamente appartengono ad una parrocchia ben definita, ci riesce difficile comprendere il perché di una posizione così marcata e devastante nei confronti di una amministrazione legittimamente eletta da parte di quello che da sempre è considerato il quotidiano di Roma. Forse al Messaggero hanno sposato la deriva populista, quella che preferisce vedere il sindaco, ribadiamo, legittimamente eletto, lasciare il Campidoglio senza dover dare alcuna comunicazione ai tanti consiglieri di maggioranza ed opposizione che come lui sono passati dal voto per poter sedere sugli scranni dell’Aula Giulio Cesare. Troppo comodo, come è altrettanto comodo liquidare, e questo non dobbiamo assolutamente dimenticarlo, le amministrazioni cosiddette periferiche, le vecchie Circoscrizioni che oggi altro non sono che veri e propri Comuni di media grandezza e che hanno anche presidenti e consiglieri direttamente eletti dal popolo.

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