Ribaltone in testa: la Roma espugna Firenze ed è prima da sola, 4 squadre a 2 punti: Fiorentina raggiunta da Inter, Lazio e Napoli

Ribaltone in testa: la Roma espugna Firenze ed è prima da sola, 4 squadre a 2 punti: Fiorentina raggiunta da Inter, Lazio e Napoli

Cinque squadre nello spazio di due punti con una nuova e solitaria capolista: questo è l’esito della nona giornata di campionato. Una Roma super passa a Firenze infliggendo all’undici di casa la seconda sconfitta consecutiva che sarebbe la terza considerando quella sorprendente in Europa League; due squadre agli antipodi, con la Fiorentina che in una settimana ha dilapidato quanto di buono acquisito in precedenza e con la Roma (quarta vittoria di seguito) lanciatissima nella conquista della vetta. Agli uomini di Garcia, al Franchi, è bastato meno di mezz’ora per andare a segno e raddoppiare, controllando, poi, un’avversaria che, dopo aver sciupato un paio d’occasioni, è riuscita ad andare in gol solo negli ultimi secondi quando era troppo tardi per riaprire una partita caratterizzata dalla sonora contestazione dei tifosi viola nei confronti del fuggiasco ex Salah il quale, dopo aver segnato, ha pensato bene di non esultare per non inasprire la situazione. Dopo questo scontro diretto al vertice, la Roma guarda tutti dall’alto ma due punti sono pochi per non rischiare d’essere acciuffata dal nutrito gruppo di inseguitori.

L’Inter a quando la vittoria? L’Inter si deve accontentare del terzo pareggio consecutivo conseguito a Palermo, dove, alla fin fine, fa comodo solo il punticino che smuove la classifica e consente di rimanere nei piani alti; dopo un primo tempo nel quale il portiere palermitano ha fatto da buon spettatore inoperoso, nella ripresa l’Inter aveva almeno tre occasioni per segnare ma Sorrentino si meritava la palma di migliore in campo con altrettanti interventi che fissavano il risultato su di un giusto pari, tutto sommato, gradito ai padroni di casa ma anche all’Inter che a Palermo non vince ormai da cinque anni.

C’è anche la Lazio. Dopo l’inattesa sconfitta col Sassuolo, la Lazio si rialza immediatamente mettendo sotto il Torino (non vince da un mese) e conquistando la quinta vittoria consecutiva in casa grazie ad uno strepitoso Felipe Anderson, tornato ai vecchi livelli, il quale oltre a doppiare il gol di Lulic, a pochi secondi dalla fine, umilia il Toro con un’ulteriore segnatura che confeziona un 3-0 forse eccessivo per la squadra di Ventura. Ottima la prestazione dei laziali sulle ali dell’entusiasmo anche per il successo in Europa League.

Napoli, il solito Higuaìn. Con il minimo indispensabile (1-0 gol del Pipita che colpisce pure un palo) il Napoli passa a Verona contro il Chievo e, alla pari della capolista Roma, si conferma la squadra più in forma e redditizia del momento (12 punti nelle ultime 4 gare) dopo una partenza così così. Anche con un Insigne un po’ stanco, l’undici di Sarri ha espresso un predominio in tutti i settori meritando di vincere ed ora diventa lecito continuare ad aspirare alla vetta.

Milan contestazione e vittoria. Il Milan torna a vincere col Sassuolo (sesto in classifica) e questa è già una buona notizia dopo tre giornate nelle quali aveva rimediato figuracce, raccogliendo un misero punto, ma i problemi di gioco restano e, da quanto visto anche oggi, è ancora ben lontano da quel decollo tanto auspicato da tutti. Persino i tifosi si sono stufati e, prima dell’inizio, hanno esposto tre significativi striscioni con i quali invitavano il presidente a licenziare Galliani e contestavano l’operato dell’allenatore. Mihajlovic ha schierato l’ennesima formazione facendo esordire il giovanissimo portiere Donnarumma (poco più che sedicenne) rimandando ancora al futuro (quale?) le possibilità di vedere tecnica e tattica da parte dei suoi giocatori fra i quali l’unico apparso all’altezza dell’etichetta Milan è stato Bonaventura. Il Diavolo è riuscito a sbloccare la partita grazie ad un rigore dubbio, trasformato da Bacca, che ha ridotto il Sassuolo in dieci per l’espulsione del suo portiere e solo l’incocciata di Luiz Adriano, entrato a mezz’ora dal termine si rivelava risolutiva di una situazione che, in campo prima e fuori dopo, sarebbe stata sicuramente ancora una volta indecorosa e probabilmente esplosiva.

Juve in rimonta? Torna a vincere anche la Juve, dopo i due risultati in bianco con l’Inter e, soprattutto, con il Borussia in Champions. Tre punti salutari per svariati motivi quelli conquistati contro l’Atalanta, indispensabili per risollevare la classifica e il morale dopo l’insoddisfazione manifestata in settimana dai vertici bianconeri e dopo le polemiche su Dybala innescate dal suo ex presidente Zamparini per lo scarso utilizzo dell’attaccante da parte di Allegri il quale, dopo aver risposto a tono, provvedeva a mandarlo in campo dall’inizio e l’argentino lo ripagava segnando uno strepitoso gol che spianava il successo. Nonostante un rigore fallito da Pogba la Juve raddoppiava col redivivo Mandzukic e vinceva una partita quanto mai importante, guadagnando due posizioni in classifica posizionandosi al dodicesimo posto. È l’inizio della sospirata rimonta?

Le altre Un bell’Empoli, nonostante alcune assenze di rilievo, quello visto contro un Genoa più che mai dimesso e battuto con un gol per tempo. Nel neo derby emiliano, importante per evitare l’ultimo posto, il Bologna prevale sul Carpi in pieno recupero, lasciando ai modenesi il fanalino di coda insieme al Verona il quale, surclassato(4-1) a Marassi anche dalla Sampdoria, continua a mantenere il triste record di essere l’unica compagine a non aver ancora vinto una partita, inanellando, dopo nove giornate, solo cinque pareggi e, ora, per l’allenatore Mandorlini si fa dura. È bastata una punizione di Lodi per consentire all’Udinese di superare il Frosinone in un incontro che si presentava decisivo per entrambe le squadre per staccarsi dalla zona calda, nell’ambito della quale al quart’ultimo posto è rimasto l’undici ciociaro.

Turno infrasettimanale. La decima giornata si giocherà mercoledì (otto incontri) ma con un anticipo martedì e un posticipo giovedì, tanto per accontentare le Pay TV, rendendo la vita difficile ai tifosi che si dovranno recare allo stadio in giornate lavorative. Così è se vi pare, dice la Lega, per gli incassi televisivi, gli unici puntelli rimasti a mantenere in piedi il mondo calcistico.

 

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