Corruzione all’Anas, la ‘dama nera’ pronta al pentimento

Corruzione all’Anas, la ‘dama nera’ pronta al pentimento

 

Antonella Accroglianò, la ‘Dama nera’ dell’inchiesta della Procura di Roma su un giro di mazzette all’Anas è pronta a collaborare con gli inquirenti. E’ quanto emerge al termine della prima giornata di interrogatori di garanzia durante i quali la Accroglianò agli arresti nell’ambito dell’inchiesta su un giro di corruzione, si è avvalsa della facoltà di non rispondere nel corso del suo interrogatorio di garanzia davanti al Gip. La Accroglianò, era finita in carcere, a Regina Coeli, insieme ad altre cinque persone, su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Giulia Proto. “La dottoressa ha bisogno di tempo per leggere gli atti e selezionare tutti gli argomenti con cui dovrà parlare con il pubblico ministero”, ha affermato l’avvocato Giancarlo Pittelli, difensore della Accroglianò, intervistato da Skytg24. “Nei prossimi giorni – ha concluso Pittelli – prenderemo contatto con il pm”. Altre quattro indagati, tra i quali l’ex sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture Luigi Giuseppe Meduri, sono finiti invece ai domiciliari. Intanto sempre nella giornata di mercoledì si sono tenuti , davanti al gip Giulia Proto, gli interrogatori di garanzia di cinque degli indagati finiti in carcere nell’ambito dell’inchiesta su un presunto giro di mazzette all’interno dell’Anas. Oltre alla dirigente Antonella Accroglianò, considerata al vertice dell’associazione a delinquere che ha portato agli arresti di 10 persone, si sono svolti a Regina Coeli gli interrogatori di Oreste De Grossi, Antonio Ferrante e Sergio Lagrotteria, tutti con una posizione all’interno di Anas. Stando a quanto si apprende, Parlato avrebbe ammesso il suo coinvolgimento in uno degli episodi che gli vengono contestati, quello in cui era stato trovato in possesso di 25 mila euro trasportati sulla sua automobile. Per la giornata di martedì, invece, è atteso l’interrogatorio di garanzia di Luigi Giuseppe Meduri, ex sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture, finito ai domiciliari nell’ambito della stessa inchiesta. Da registrare, infine, un nota delle Regione Lazio che prende posizione e scarica la ‘Dma Nera’: “In riferimento ad alcune dichiarazioni di consiglieri regionali si fa presente che la dott. Antonella Accroglianò è stata nominata nel 2011e poi confermata nel 2014, nel CdA di Autostrade del Lazio direttamente dall’Anas, azionista al 50% della società. In questa nomina quindi, avvenuta oltretutto ben prima della conoscenza di qualsiasi indagine della Procura, la Regione Lazio non c’entra assolutamente nulla. Inoltre la Regione Lazio, appena appresa la notizia delle accuse rivolte alla signora Accroglianò, ha subito chiesto al presidente di Autostrade del Lazio, Raffaele Stajano, di chiederne ad Anas l’immediata rimozione dall’incarico. Tale rimozione dovrebbe avvenire nel prossimo cda il 2 novembre”.

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