I lavoratori delle costruzioni scendono in piazza. Manifestazione il 18 a Roma. Al governo: basta annunci

I lavoratori delle costruzioni scendono in piazza. Manifestazione il 18 a Roma. Al governo: basta annunci

“Oggi X domani”: questo lo slogan della manifestazione nazionale indetta dai sindacati delle costruzioni di CGIL CISL UIL per il 18 luglio a Roma, che verrà  conclusa  a Piazza SS Apostoli  dai segretari generali di categoria e dai segretari generali delle Confederazioni Camusso, Furlan, Barbagallo. Delegazioni  arriveranno da tutte le regioni e dai vari comparti, edilizia, legno-arredo, cemento, lapidei, manufatti, restauro, settori fondamentali per avviare davvero la ripresa di cui il governo parla ma che i numeri che segnano la situazione economica smentiscono. I segretari generali, Feneal Uil, Vito Panzarella, Filca Cisl, Domenico Pesenti, Fillea Cgil, Walter Schiavella, sintetizzano le richieste che i sindacati pongono al governo. “Innanzitutto – affermano – la riduzione dell’età  pensionabile per i lavori gravosi,lotta al lavoro nero e precario, il rilancio degli investimenti in edilizia.”

I sindacati Cgil, Cisl, Uil: il settore continua a subire la crisi

“Il settore continua a subire la crisi e le sue conseguenze – proseguono i  dirigenti sindacali – con il crollo devastante dell’occupazione, del lavoro regolare e sicuro, dei redditi e dei consumi , la perdita di legalità  e trasparenza. I dati parlano chiaro: dal 2008 al 2014, il settore ha perso il 32% degli investimenti e si colloca sui livelli di attività  più bassi degli ultimi 50 anni.” Se c’è ripresa “nei nostri settori serve una lente di ingrandimento per trovarla. Lo vediamo dai dati delle Casse Edili” raccontano i segretari “dopo l’ennesima caduta del trimestre ottobre – dicembre 2014 (- 8% ore lavorate – 7% operai – 6% monte salario), nei primi mesi di quest’anno l’emorragia di posti di lavoro segna una lieve frenata, ma di contro scendono ancora le ore lavorate ed il monte salario (- 5% e-4%). Un dato che fa pensare ad una qualità del lavoro sempre più al ribasso e ricattato.”

In sei anni dimezzato il numero degli operai e delle imprese

Il quadro che i dirigenti delle tre organizzazioni sindacali delineano è impressionante, dà il segno della gravità della crisi dei settori delle costruzioni. Rispetto a sei anni fa  si parla di “dimezzamento del numero degli operai e delle imprese, addirittura oltre per la massa salari”. I provvedimenti sul mercato del lavoro  presi dal governo in questo settore si “confermano inutili perché, proprio per le caratteristiche contrattuali del lavoro di cantiere, i posti di lavoro recuperati in questi ultimi mesi non dipendono da quel provvedimento ma piuttosto da una parziale emersione del lavoro grigio, dovuta ad adempimenti minimi introdotti a livello contrattuale, ed alla ripresa in attività  di lavoratori che hanno fatto ricorso ad ammortizzatori sociali, presumibilmente impiegati in medie imprese.” Ancora: ai pochi investimenti e al poco lavoro si aggiunge il troppo tempo, quello per la pensione, che per gli edili è un miraggio. “I lavori non sono tutti uguali, perché allora l’età  per andare in pensione lo è?”, si chiedono i sindacati.

Urgente ridurre l’età pensionabile per chi svolge mansioni pesanti

E pongono l’urgenza di “ridurre l’età  pensionabile, consentendo uscite flessibili e senza penalizzazioni a chi svolge mansioni pesanti, come gli edili e i cavatori, che per poter avere uno straccio di pensione sono costretti a stare sulle impalcature o in cava fino a 67 anni, con rischi per la vita, come confermano i dati in crescita di infortuni gravi e mortali tra gli over 60. Non solo,  a questi lavoratori, caratterizzati dalla discontinuità  lavorativa, occorre garantire anche ammortizzatori sociali adeguati, con l’aumento di periodi di copertura contributiva”.

Al governo: non possiamo più aspettare. Il Paese ha bisogno di lavoro e opere utili

Il governo viene chiamato in causa dai segretari dei  sindacati di categoria e dai segretari generali di Cgil, Cisl, Uil che intervengono a sostegno di rivendicazioni che riguardano non solo gli edili ma l’intero paese.“Non possiamo più aspettare – affermano Panzarella, Pesento e Schiavella –  il governo deve passare dagli annunci ai fatti. Il paese ha bisogno di lavoro e di opere utili, di scelte strategiche e risorse per far partire i cantieri utili, di lavoro buono, imprese regolari. Per questo occorre rafforzare la lotta alle  irregolarità,al lavoro nero, alla  corruzione – concludono – per questo serve una nuova legge sugli appalti e la revisione della norma sul Durc online. Per questo serve rafforzare le regole ed i controlli, a partire da quelli sulla sicurezza, in un settore che drammaticamente sta pagando un tributo di sangue e morti intollerabile.”

Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.