Grecia: Tsipras invia le nuove proposte. Sì da Parlamento greco, francesi, Spd tedesca e austriaci. Brilla per assenza Renzi

Grecia: Tsipras invia le nuove proposte. Sì da Parlamento greco, francesi, Spd tedesca e austriaci. Brilla per assenza Renzi

Alle ore 22 di giovedì 9 luglio, il Consiglio dei ministri greco ha inviato la proposta formale di accordo alle autorità europee e internazionali, creditrici del Paese. Il centro della proposta greca è una serie di riforme fiscali e previdenziali e il taglio dei privilegi contro un primo finanziamento di 13 miliardi di euro, una previsione nel lungo periodo di ristrutturazione del debito pari a 53,5 miliardi di euro, e un piano di finanziamenti pari a 35 miliardi per favorire lo sviluppo della Grecia. Su queste proposte, contenute in un documento di 12 pagine, dovranno esprimersi le istituzioni internazionali e il Parlamento greco, riunito nella mattinata di venerdì. Il vertice dell’eurozona è invece convocato per il pomeriggio di sabato, mentre quello dei capi di stato e di governo dei 28 Paesi dell’Unione Europea è previsto per la serata di domenica. Si tratta di tre giorni decisivi per il futuro della Grecia e dell’Europa.

Alle 9 di venerdì, Tsipras ha guidato la riunione del Gruppo di Syriza al Parlamento greco, che conta 149 deputati su 300. Sostanzialmente, al netto di qualche spinta ultraestremista da parte di qualche deputato che ancora non intende sottoscrivere compromessi, delegittimando le istituzioni europee, la riunione del Gruppo è stata molto positiva per Tsipras, perché ha manifestato alla quasi unanimità il consenso alle scelte contenute nel documento. La stragrande maggioranza dei deputati di Syriza ha giudicato il documento elaborato da Tsipras come un buon compromesso coerente col risultato del referendum di domenica 5 luglio. Il Gruppo di Syriza, si legge nel comunicato, “conferisce al primo ministro la delega per negoziare a nome nostro”. Sembra, comunque, che il rischio di accettazione e di cedimento ad un nuovo Memorandum della troika venga così scongiurato proprio per la mossa adottata da Tsipras. In realtà, Tsipras è convinto che la questione centrale sulla quale gira l’intero accordo coi creditori e coi parlamentari di Syriza sia la ristrutturazione o la rinegoziazione del debito, i cui lineamenti sono stati tracciati nel documento inviato a Bruxelles, insieme con la tenace volontà di mantenere la Grecia in ambito UE e eurozona.

Intanto, giungono le prime reazioni, molto positive al documento presentato da Tsipras. Il presidente francese Hollande lo ha giudicato “programma serio e credibile, perché mostra la determinazione a restare nell’eurozona. Riprendiamo i colloqui con la volontà di concludere”. La posizione di Hollande è condivisa dal primo ministro francese Valls, il quale ha giudicato la proposta greca “un grandissimo progresso. L’ampiezza delle riforme greche potrà rispondere alle attese europee”. I giudizi dei francesi hanno anticipato le posizioni di altri partner. Finalmente si sveglia anche la SPD, che col portavoce al Bundestag, Alex Schafer, giudica il documento greco “un progresso importante, perché concordato in modo unitario dai partiti al governo e dalle principali opposizioni”. Egli ha dunque aggiunto di essere certo che il Parlamento tedesco approverà la bozza di terzo programma di aiuti alla Grecia, anche se la Merkel avrà maggiore facilità a trovare consensi a sinistra piuttosto che tra i conservatori. Anche il cancelliere austriaco ha dichiarato che finalmente si vede la luce in fondo al tunnel e che un accordo sarà firmato entro domenica.

L’editorialista principale del Guardian, Larry Elliott, così giudica la situazione greca: “è come Sisifo, il re di Corinto che secondo la leggenda aveva fatto infuriare gli dei e venne condannato a spingere un enorme masso fino alla sommità di una collina. Quando Sisifo si avvicinava alla sommità, il masso sfuggiva dalla presa e rotolava verso il basso, costringendolo a ripartire. Anche Tsipras ha fatto infuriare gli dei, in questo caso la Commissione europea, la BCE e il FMI, e tanti dei 18 paesi membri della moneta unica. La sua punizione per cinque mesi di manifesta sfiducia hanno costretto la Grecia a rilanciare sempre di nuovo”.

Infine, vi è da registrare la durissima presa di posizione da parte del Segretario generale della NATO, Stoltenberg, che ha ricordato a tutti i paesi membri della UE la centralità strategica della Grecia nell’intero scacchiere del cosiddetto Fianco Sud e del Mediterraneo. Non è auspicabile l’uscita della Grecia, ha detto Stoltenberg, nell’ambito delle esercitazioni NATO al largo della Croazia, perché ciò aprirebbe le porte a un maggiore protagonismo della Russia nel Mediterraneo e aumenterebbe i problemi legati alla gestione dei flussi migratori. In realtà, si tratta delle stesse preoccupazioni che più volte sono state avanzate anche da Obama, nei suoi colloqui con Angela Merkel, Hollande e lo stesso Tsipras. Il mondo guarda con ansia e tifa per una onorevole soluzione della crisi greca. Il governo Renzi pare essere affaccendato in altre questioni, evidentemente più gravi e urgenti. Quali siano non si sa. Attendiamo con ansia di capire quale sarà il giudizio del governo italiano sul documento greco e sull’allarme suscitato da Stoltenberg, che vedrebbe l’Italia in posizione di massimo rischio geopolitico. Meraviglia che su questo tema non sia intervenuta Federica Mogherini, Alto Rappresentante della politica estera europea. Già in vacanza?

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