Per Latorre e Girone scatta l’arbitrato internazionale. Servirà?

Per Latorre e Girone scatta l’arbitrato internazionale. Servirà?

L’Italia ha attivato l’arbitrato internazionale (dopo mesi di richieste in questo senso ndr) per riuscire a tutelare i due fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, nel quadro della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare. La decisione, che il Parlamento aveva sollecitato, è stata presa a conclusione della necessaria fase negoziale diretta con l’India e di fronte alla impossibilità di pervenire a una soluzione della controversia.
 Le autorità italiane chiederanno immediatamente l’applicazione di misure che consentano la permanenza di Latorre in Italia e il rientro in patria di Girone nelle more dell’iter della procedura arbitrale. Da parte italiana, vi sarà un impegno a tutto campo per far valere con la massima determinazione le ragioni a fondamento della nota posizione italiana sulla giurisdizione e sull’immunità. “Obiettivo – si legge in una nota della Farnesina – è la conclusione positiva della vicenda, protrattasi sin troppo a lungo, dei nostri due marò ai quali il governo rinnova la sua vicinanza.
 Il governo, nelle ore precedenti l’attivazione dell’arbitrato ha informato della decisione i presidenti delle Commissioni Esteri e Difesa del Senato e della Camera dei Deputati”. Servirà questa svolta diplomaticamente rivoluzionaria o i due fucilieri di Marina resteranno prigionieri delle ‘regole’ indiane?

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