Londra. Centinaia di migliaia nelle piazze contro l’austerità del nuovo governo. Ma i laburisti non ci sono

Londra. Centinaia di migliaia nelle piazze contro l’austerità del nuovo governo. Ma i laburisti non ci sono

Quaranta giorni dopo la vittoria di David Cameron, con l’inattesa conquista della maggioranza assoluta nella Camera bassa britannica, i partiti di opposizione sono ancora nella fase della ricostruzione, bloccati a leccarsi le ferite. Ma nelle strade di tutto il regno, sabato, centinaia di migliaia di persone, da Londra a Glasgow, hanno marciato nella prima grande protesta contro i progetti del nuovo governo Cameron che prevedono altri cinque anni di austerità.  Nella sola Londra si contavano circa 150mila persone, mentre a Glasgow, in Scozia, erano diverse migliaia.

“Siamo qui per dire che l’austerità non funziona”, ha detto la parlamentare Verde Caroline Lukas dal palco, riscuotendo il grande applauso della folla in Parliament Square, la Piazza del Parlamento londinese, alla fine della marcia. “Siamo qui per affermare che non è stata colpa di coloro che cercano lavoro il crollo delle banche. E non erano infermiere e insegnanti e vigili del fuoco che hanno giocato sui mercati internazionali. Per questo dobbiamo fermare le politiche che stanno facendo pagare a loro una crisi che loro non hanno provocato”.

Marciando sotto uno striscione con su scritto “Basta Austerità Adesso”, i manifestanti hanno denunciato i tagli al settore pubblico, il trattamento riservato ai disabili e alle persone vulnerabili coi tagli al welfare, la privatizzazione del servizio sanitario. Insegnanti, infermieri, avvocati e sindacati hanno marciato ciascuno sotto i propri striscioni. Con voce unanime hanno chiesto di porre fine al governo conservatore, hanno chiesto più uguaglianza e soprattutto maggiori aiuti ai poveri. Alla manifestazione londinese hanno partecipato anche decine di volti noti della cultura britannica.

Il vice primo ministro dell’Irlanda del Nord, Martin McGuinness, ha detto alla folla: “è il governo dei miliardari – sono loro i veri scrocconi. Sono coloro ai quali è stata concessa la libertà di vivere nelle loro fantasie thatcheriane a spese delle comunità popolari e oneste in tutte le nostre isole”. I manifestanti di Londra sono partiti dalla sede della Bank of England, la Banca centrale, e hanno raggiunto Westminster – destinazione finale – con un serpentone di quasi due chilometri che ha attraversato il centro e Trafalgar Square.

“È una magnifica manifestazione”, ha detto John Rees dell’Assemblea Popolare Contro l’Austerità, che ha organizzato la protesta. “Ma è solo l’inizio”, ha proseguito, “non vinceremo solo con una manifestazione”. Len McCluskey, il segretario del sindacato unitario, rivolgendosi alla folla dei manifestanti dal palco sistemato davanti al Parlamento, ha detto: “Voglio dare un avvertimento a questo governo, ancora una volta, spingeteci nell’illegalità e sarete voi i responsabili delle conseguenze, non noi. Il desiderio di un mondo migliore, di un mondo di pace, di un mondo in cui lo sforzo umano è utilizzato per il progresso di tutti, in cui regnino la solidarietà e lo spirito comunitario, è sempre stato parte del DNA del movimento dei lavoratori e faremo in modo che non ci venga rubato”.

La candidata a sindaco di Londra, la laburista Diane Abbott, ha rilasciato un’intervista al quotidiano  The Observer in cui ha detto: “è triste che non ci siano oggi parlamentari laburisti. L’austerità dei conservatori non è necessaria e il Partito Laburista dovrebbe presentarsi come l’alternativa. C’è un estremo sostegno popolare contro l’austerità ed è notevole che sia io l’unico candidato sindaco a lottare davvero contro l’austerità, mentre credo che la maggioranza dei laburisti di Londra sia contro l’austerità”.

Pascale Mitchell, una libraia di Londra, era alla manifestazione con la figlia di 15 anni. Ha detto ai reporter: “ho dovuto regalare dei soldi ad un’amica perché erano finiti i suoi sussidi e faceva ricorso alle banche del cibo. Sto vivendo attorno a me l’impatto dell’austerità, e va sempre peggio”. Sono soprattutto i giovani britannici ad avvertire il peso dei tagli, per miliardi di sterline, alla sanità e al welfare, operati dal nuovo governo Cameron. Owen Winter, 16 anni, è andato a Londra dalla Cornovaglia per manifestare. Aveva un grosso cartello con uno slogan bellissimo ed esplicito: “Your cuts, our future”, i tagli sono vostri, il futuro è nostro. Intervistato dai media, Owen ha detto: “manifesto perché sento che i tagli sono particolarmente gravosi per i giovani e li colpiscono negativamente, e credo che crescerò subendone le ripercussioni. In generale, credo che i giovani abbiano subito un’ingiustizia dalla politica”. Il suo amico Morgan Centini, 16 anni, ha aggiunto: “sono cresciuto in un ambiente in cui ho visto il settore pubblico nella mia città è stato distrutto. Ho visto i tagli uccidere una comunità, non ho più parole. È disgustoso”.

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