Ericsson: sciopero compatto. L’azienda non tratta, comunica solo il numero dei lavoratori da licenziare

Ericsson: sciopero compatto. L’azienda non tratta, comunica solo il numero dei lavoratori da licenziare

I sindacati chiedono da ormai molto tempo un tavolo di confronto con la Ericsson che continua invece a comunicare il numero dei lavoratori da licenziare. Un’azienda “arrogante” dicono i sindacati che hanno chiamato alla lotta i lavoratori del gruppo registrando una altissima adesione allo sciopero. Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl telecomunicazioni hanno organizzato lunedì nel corso della astensione dal lavoro diversi  presidi di fronte alle sedi aziendali fra le quali quelle di Genova, Roma, Napoli. A Milano il presidio si è svolto davanti al consolato svedese. “L’azienda – afferma una nota della segreteria nazionale del Sindacato lavoratori della comunicazione (Slc Cgil) – deve smetterla con atteggiamenti arroganti. C’è possibilità di dialogo sulle ragioni che hanno portato allo sciopero, a cominciare dalle cause che stanno generando continui esuberi (e che vanno superate). Ma un vero rilancio dell’azienda e la tutela della professionalità dei lavoratori risiede anche nella messa al bando di pratiche quali delocalizzazioni, spostamenti che richiedono viaggi giornalieri, consulenze. I lavoratori non vanno licenziati o rimpiazzati, ma formati e riconvertiti professionalmente – conclude la nota. Le eventuali eccedenze siano gestite attraverso esodi incentivati e contratti di solidarietà. Se l’azienda non recede, saremo costretti ad alzare il livello della conflittualità.”  Si tratta di una vertenza “esemplare” in senso negativo. Ericsson è un colosso in questo settore molto importante. Detiene il 40% del mercato mondiale, 187 mila dipendenti, 40 miliardi di capitalizzazione e 37 di fatturato. “Senza alcuna giustificazione tangibile di una crisi interna – sottolinea una nota di Slc Cgil di Napoli – ma solo con l’enunciazione di previsioni al ribasso per le telecomunicazioni, Ericsson attua un piano di esuberi triennale che dovrebbe ridurre il costo del lavoro per circa 1 miliardo, rischiando seriamente, invece, di perderne altrettanti. Ciò solo a causa dalla pressione del gossip finanziario, riconducibile all’aumento dell’indice di sostenibilità aziendale, direttamente correlato a una laconica riduzione del costo del lavoro”. Slc parla di “miope strategia aziendale” e chiede l’apertura da parte aziendale di “un percorso non conflittuale al fine di tutelare al meglio e senza soluzioni traumatiche le 166 persone individuate nelle liste di esubero di Ericsson a Napoli”. Il sindacato, inoltre, sottolinea anche che lo sciopero nazionale del gruppo “ha visto nel capoluogo campano un’adesione del 100 per cento”. Sempre la segreteria Slc Cgil di Napoli informa che c’è stato un incontro con Panini, assessore al lavoro della regione Campania che si è impegnato per la difesa del sito di Napoli, sia dal punto di vista dell’occupazione sia per le ricadute economiche che può avere l’importante sito delle telecomunicazioni in Campania, in modo particolare in questo periodo in cui si parla di agenda digitale e di sviluppo delle telecomunicazioni per Napoli e per la Campania.

Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.