Unioni Civili, Roma Capitale con il Celebration day rompe gli schemi

Unioni Civili, Roma Capitale con il Celebration day rompe gli schemi

“Michela e Massimiliano siete pronti ad unirvi?”. In Campidoglio si è inaugurato nella giornata di giovedì il registro capitolino delle unioni civili: con il “Celebration Day” si festeggia a Palazzo Senatorio l’iscrizione delle prime 17 coppie nel registro comunale delle unioni civili. Sono 6 coppie etero, 11 coppie omosessuali (4 di donne e 7 di uomini) accompagnate da familiari e amici. Ad aprire la giornata dedicata all’amore a e ai diritti civili l’assessore con delega del sindaco, Alessandra Cattoi, in fascia tricolore. “Sono onorata di essere qui in rappresentanza del sindaco che si e’ speso in prima persona perché il registro divenisse finalmente una realtà a Roma. Il primo cittadino non può essere qui con noi per impegni istituzionali ma oggi, 21 maggio – ha detto Cattoi – è una giornata importante da segnare sul calendario e di cui essere orgogliosi perché oggi celebriamo l’amore e i diritti di coppie che sono, semplicemente, coppie. Ancora una volta diciamo che a Roma l’amore conta e che i diritti sono per tutti perché tutte le persone hanno pari dignità sociale. Le unioni civili devono essere legge anche d’Italia per dare risposte giuridiche alla vita delle persone”. Per la consigliera Sel, Imma Battaglia, prima firmataria della delibera per l’istituzione del regolamento per le unioni civili, “oggi è un giorno speciale perché sono qui a celebrare la vita e l’amore. Oggi noi qui non stiamo solo celebrando l’amore ma lo stiamo rendendo politico. Quando l’amore diventa impegno davanti a tutti anche noi siamo impegnati e oggi sono orgogliosa di essere parte del Consiglio comunale perché a Roma abbiamo dimostrato che esiste la politica che può andare avanti”. E’ stata una giornata di mazzi di fiori, applausi e grande commozione. Diciassette le coppie, come detto, che hanno formalizzato la loro unione. “Ce l’abbiamo fatta” ha urlato subito dopo l’iscrizione l’attrice Michela Andreozzi, la prima a registrare la sua unione con il compagno, Massimiliano. “Siamo felici non solo per noi – dicono – ma anche per tutte le altre coppie che sono qui e quelle che verranno dopo”. Poi tutte le altre storie. Nicoletta e Francesca stanno insieme da 13 anni, si dicono felici “perché finalmente da qualche parte questo sarà scritto”. Con loro c’è anche il piccolo Gabriele, di pochi mesi. “La nostra famiglia – aggiunge Nicoletta – esiste già, però magari vederlo scritto è un primo passo. Poi aspettiamo di acquisire gli stessi diritti delle coppie etero. Ringraziamo il sindaco e tutti i consiglieri per quello che hanno fatto”. Leonardo, invece, sta con la sua compagna da circa sei anni: “Visto che c’era questa possibilità abbiamo fatto domanda, ci piaceva l’idea di partecipare a questo rito collettivo. Speriamo di essere un segnale”. E un segnale vuole darlo anche Danilo, 46 anni, da 17 legato al suo compagno. “Abbiamo aderito – dice – sia perché ci crediamo, sia per continuare a spingere per una legge nazionale. Per quanto questa delibera comunale sia una delle più avanzate d’Italia, rimane una delibera comunale. Per noi l’esigenza adesso è una legge seria nazionale”. Ed ancora altre testimonianze: “Qui con voi percepiamo che lo stesso rispetto che per oltre 30 anni abbiamo riservato al nostro prossimo, oggi ci viene restituito”. A parlare sono Paola e Stella, insieme da 31 anni, subito dopo aver iscritto la loro unione nel registro. “L’amore – aggiungono – non riesce ancora a curare quel maledetto cancro psicologico che è l’omofobia. Ma questa nostra coppia diversamente giovane oggi vuole dire ‘forza e coraggio, ragazzi’: la città di Roma ha trovato la cura”. Anche Piergiorgio e Angelo vantano un’unione longeva: “Ci scambiamo sei fedi, non due. Le prime ce le siamo scambiate 35 anni fa, le seconde dopo 25 anni e le terze oggi. Le prime erano di oro giallo, poi di oro bianco e quelle di oggi sono di oro rosso, in omaggio alla sala capotolina che ha questo colore”. Per Piergiorgio “l’amore nasce per caso e in effetti per noi è stato così. Siamo praticamente cresciuti insieme. Prossimamente vorremmo che questa legge diventasse nazionale e che tutti possano fare questa scelta”.

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