La Roma vince il derby, e va in Champions, Lazio spareggio a Napoli domenica prossima

La Roma vince il derby, e va in Champions, Lazio spareggio a Napoli domenica prossima

Un derby è sempre un derby, a Roma, poi, è anche qualcosa di più; e, se, com’è stato stavolta, dall’esito dello stesso, si decide il 2° posto e la qualificazione certa alla Champions, allora diventa veramente una supersfida, nella quale i significati diventano multipli, e non sono più solo campanilistici, perché l’accesso diretto al più importante torneo calcistico significa portare a casa diversi milioni in più di fatturato.

Ha vinto la Roma, e per giunta, calendario alla mano, anche in casa della Lazio, strappando una vittoria che, superfluo aggiungerlo, è la più importante dell’intera annata perché, in questa partita, i giallorossi, dopo tante delusioni di vario genere, si sono improvvisamente risvegliati, si sono riscattati e hanno “fatto” la stagione.

Qualcuno, dopo la sconfitta del Napoli a Torino, aveva malignato su di un potenziale “biscotto”, in un contesto romanesco del “volemose bene”, rimandando il tutto all’ultima giornata e, dall’andamento dell’incontro, sembrava fosse questo il tema finale. La Lazio, nel primo tempo, aveva avuto un certo predominio territoriale senza, però, riuscire a concretare in gol, la Roma aveva fatto solo un tiro in porta.

Nella ripresa, dopo il vantaggio laziale con Djordjevic e il pareggio, otto minuti dopo di Iturbe si ripresentava incombente lo spettro del pareggio preconfezionato ma non era così perché sbucava dal cilindro magico proprio l’uomo meno rappresentativo e il più impensabile, quel Yanga-Mbiwa, che, da perfetto difensore in avanti, raccoglieva di testa un prezioso pallone su calcio piazzato ed entrava nella storia dei derby romani.

Adesso ha poca importanza recriminare, criticare o star a valutare chi avrebbe meritato di più in un incontro che andava assolutamente solo vinto per non attendere, sia da una parte che dall’altra, all’ultimo respiro l’esito di un intero campionato.                                                                         Dopo le velenose polemiche fra Pioli e Garcia, pre e post partita, quello che conta è il risultato: Roma, in classifica chiude dopo la Juve, anche se da quanto visto finora, l’abisso rimane, ma, soprattutto, Roma in Champions senza alcuna ansiosa coda estiva. Per la Lazio, invece, si fa doppiamente dura perché dopo questo primo scontro diretto, ora è attesa a Napoli, in un secondo, ancora più duro e difficile, perché equivale ad un vero e proprio spareggio: per qualificarsi ai preliminari la compagine di Lotito non deve assolutamente perdere, mentre il Napoli, a sua volta, può solo vincere; mors tua vita mea e, di conseguenza, la squadra che soccomberà dovrà consolarsi con l’Europa League che, si sa, non è la Champions….

Juve invincibile, Napoli fiacco. Si sono viste due squadre agli antipodi in Juve-Napoli: i bianconeri, ai quali il risultato poteva non interessare granché, oltre ad essere schierati con tante riserve, giocano con la solita determinazione e, soprattutto, continuano ad avere fame di vittoria; i napoletani, ai quali, invece, il tre punti avrebbero fatto comodo per giocarsi i preliminari per la Champions, sottovalutano la sfida, e se la prendono con una calma disarmante, quasi come se il risultato non interessasse e alla fine, aggiungiamoci pure qualche scelta discutibile di Benitez (sostituzione di Higuain nell’intervallo al posto di Gabbiadini anziché farli giocare insieme) e la frittata è servita. Napoli, ancora una volta in sofferenza e rimandato all’ultima giornata per salvare la stagione.

Zona Europa League La Fiorentina, con la vittoria di Palermo mantiene bene le distanze dal Genoa che, al termine di uno spettacolare incontro, mette sotto l’Inter conservando il sesto posto, grazie anche alla frenata dei cugini doriani, fermati ad Empoli sul pari.   Ma per le qualificazioni a questo torneo, forse non sarà sufficiente neppure l’ultima giornata perché sul Genoa pende sempre la spada di Damocle dell’Uefa che non ne aveva convalidato l’iscrizione per i ritardi di alcuni pagamenti, poi, effettuati. Già due decisioni ne hanno deciso l’esclusione dai tornei europei ed ora si è in attesa del giudizio del Coni al quale Preziosi si è appellato. Qualora dovesse esserci la conferma dell’esclusione, in base ai risultati di domenica, se la Sampdoria dovesse perdere in casa col Parma e fosse raggiunta dall’Inter, a parità di punti in classifica, al posto del Grifone, prima ed eventualmente della Samp, poi, sarebbero addirittura i nerazzurri ad accedere.

Milan… elettorale. Finalmente si è visto un buon Milan che, surclassando il Torino (3-0), nel difficile periodo elettorale del suo presidente, può venire utile anche al momento del voto delle regionali… Berlusconi, in queste settimane tiene vivo l’interesse della tifoseria sia per la cessione della società che per la scelta dell’allenatore e, conoscendo il personaggio, così sarà fino a domenica prossima quando si chiuderanno i seggi… Intanto, il Milan ha ritrovato il suo giovane, vecchio profeta anzi faraone, El Shaarawy, il quale, sotto gli occhi di Antonio Conte ha messo a segno una splendida doppietta, offrendo una prestazione all’altezza di due anni fa, prima dello scellerato arrivo di Balotelli che, gli tarpò l’entusiasmo. E forse il nuovo Milan, al di là delle chiacchiere berlusconiane, farebbe bene a ripartire da lui.

Degli altri risultati… Nessuno che abbia avuto influenza sulla classifica al punto tale che il designatore arbitrale, vista la scarsa importanza di alcuni incontri, aveva pensato bene di far fare capolino nella massima serie a tre giovani arbitri della B (Abisso, Sacchi e Minelli), forse anche in vista di un futuro indispensabile rinnovamento dei ranghi che tutti si augurano possa esserci fin dalla stagione 2015-16.

 

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