Il “manifesto” della coalizione sociale . “Non lasciare nessuno da solo”. Proposte e obiettivi

Il  “manifesto” della coalizione sociale . “Non lasciare nessuno da solo”. Proposte  e obiettivi

Il “manifesto” per la coalizione sociale è pronto per diventare la base di una iniziativa che veda protagonisti associazioni, movimenti, sindacati, donne e uomini che in questi anni si  sono battuti contro  ingiustizie,  discriminazioni, progressivo deterioramento dei diritti. Così inizia il testo che verrà presentato e discusso il 6 e il 7 giugno a Roma in un auditorium nelle zone di San Giovanni, luogo storico degli appuntamenti dei sindacati, della Cgil e della Fiom in particolare. Questa volta non sarà la piazza ma un auditorium, come avevamo anticipato nei giorni scorsi, capace di ospitare un migliaio di persone. Per due giorni, in gruppi di lavoro, daranno il via definitivo alla elaborazione durata alcuni mesi, che ha visto associazioni sia nazionali che territoriali, reti, personalità del mondo della cultura, fra cui Stefano Rodotà, discutere a fondo l’iniziativa promossa dal segretario generale della Fiom, Maurizio Landini. Leggendo il testo, due pagine, analisi e proposte, vengono meno le accuse rivolte al leader della Cgil di voler fondare un nuovo partito, un nuovo sindacato, oppure di precostituirsi una base per puntare a diventare il prossimo segretario generale della Cgil, quando si svolgerà il Congresso, nel 2018, se non  andiamo errati. Se così fosse, Landini avrebbe preso una lunga, troppo lunga rincorsa. La realtà è molto più semplice di tante arzigogolate ipotesi di commentatori, giornalisti specializzati in sindacatologia.

I protagonisti delle lotte di questi anni decidono di “promuovere un cammino comune”

Sono appunto quei protagonisti delle lotte di questi anni che decidono di mettersi insieme, di “promuovere un cammino comune” perché “in una società fondata sull’individualismo e sulla competizione tra le persone è necessario unirsi, fare rete, coalizzarsi”. È un tema ricorrente del “manifesto”: non lasciare nessuno da solo, da soli non ce la facciamo, nessuno  può farcela da solo, unire le forze e l’impegno. Si descrivono gli anni della crisi economica, sociale, ambientale, di politiche dell’austerità. Si indica come obiettivo da conquistare “un futuro di solidarietà e giustizia”. Ed ecco in sintesi quanto è avvenuto in questi anni:  “Liberalizzato il mercato del lavoro, ridotto gli spazi di cittadinanza, privatizzato la formazione, la sanità, i beni comuni e i servizi pubblici, avvelenato città e territori, impedito ogni politica industriale, ogni valorizzazione della conoscenza per tutti”. Non solo non si è usciti dalla crisi ma la situazione si è aggravata: “Il lavoro manca o è sempre più precario e povero, anche il lavoro autonomo e le professioni- si afferma- soffrono profondamente gli effetti della crisi, mentre quelle politiche hanno indebolito la democrazia, affidando a organismi tecnocratici il governo della vita concreta delle persone, dei loro bisogni e speranze”. Ancora: ricchezza e potere sempre più concentrati nelle mani di pochi, sempre più sono sotto la soglia della povertà. La corruzione e l’economia illegale completano il quadro: “ormai parti costitutive di un modello di società in cui le persone e l’ambiente sono sempre più una variabile del mercato, saccheggiando le risorse del pianeta e modificandone il clima”.

La Costituzione non applicata e stravolta. Un’ esistenza libera e dignitosa

Il “manifesto” indica alla  costituenda coalizione sociale valori e obiettivi a partire dalla Costituzione non applicata anzi stravolta. “Il lavoro non è una merce ma un diritto per tutti, base di un’esistenza libera e dignitosa; l’ambiente e i beni comuni – si afferma- vanno tutelati, come patrimonio collettivo non privatizzabile, anche attraverso percorsi di rigenerazione urbana e sviluppo locale, fonti di uno sviluppo e di un sistema energetico diversi per migliorare la qualità della vita di ciascuno; il diritto alla salute, all’istruzione, alla cultura, alla casa, alla pensione e all’assistenza devono essere assicurati a tutti da un sistema pubblico ed efficiente per costruire l’uguaglianza nella cittadinanza anche attraverso un fisco più equo e coerente con i principi costituzionali; per ridurre le disuguaglianze va garantito un reddito che metta le persone al riparo dalla povertà; il superamento del divario Nord-Sud” è un obiettivo irrinunciabile di un paese più giusto”. Ancora, la riforma, non quella del governo, della scuola  che va ripensata oltre che nei sapere nella sua funzione formativa, i diritti dei migranti, dei rifugiati e delle minoranze, la lotta contro le mafie, le economie criminali, la corruzione.

L’Europa va sottratta al ricatto del debito e alle politiche di austerità

Uno sguardo all’Europa da sottrarre al ricatto del debito che impone politiche d’austerità per riportarla “al senso di solidarietà”, nel ripudio della guerra e di ogni forma di xenofobia e razzismo, nella condivisione di opportunità e di comune crescita culturale. “Da qui nasce la proposta di coalizione  per cambiare il paese e l’Europa, facendo politica a partire dai territori, dai luoghi di lavoro, al di fuori e non in competizione rispetto a partiti, organizzazioni politiche o cartelli elettorali.” Ciascuno di noi – conclude il documento – “offrirà il contributo delle proprie migliori pratiche e dei propri saperi e sulla base di tali principi in reciproca autonomia aderirà alle campagne per obiettivi comuni che insieme decideremo di avviare”. Aderirà in reciproca autonomia, in campagne da decidere insieme. Saranno i gruppi di lavoro, chi parteciperà, chi metterà la propria firma sotto il “manifesto” della coalizione, a decidere un calendario, un programma di iniziative. Insieme, perché “nessuno  può farcela da solo”.

Per la coalizione sociale

Associazioni, movimenti, sindacati, donne e uomini che in questi anni si sono battuti contro le molteplici forme d’ingiustizia, di discriminazione e di progressivo deterioramento dei diritti, decidono oggi di promuovere un cammino comune. In una società fondata sull’individualismo e sulla competizione tra le persone è necessario unirsi, fare rete, coalizzarsi. Dopo anni di crisi economica, sociale e ambientale, di politiche di austerità, sappiamo che nulla può tornare a essere come prima, ma proprio per questo pensiamo sia possibile immaginare un futuro di solidarietà e giustizia. Consapevoli che nessuno di noi può farcela da solo a cambiare il corso degli eventi, che per evitare scelte individualistiche o corporative sia necessario unire le forze e l’impegno.

In questi anni le politiche europee e dei governi nazionali hanno liberalizzato il mercato del lavoro, ridotto gli spazi di cittadinanza, privatizzato la formazione, la sanità, i beni comuni e i servizi pubblici, avvelenato città e territori, impedito ogni politica industriale, ogni valorizzazione della conoscenza per tutti. Con l’obiettivo dichiarato di uscire dalla crisi. Così non è stato: il lavoro manca o è sempre più precario e povero, anche il lavoro autonomo e le professioni soffrono profondamente gli effetti della crisi, mentre quelle politiche hanno indebolito la democrazia, affidando a organismi tecnocratici il governo della vita concreta delle persone, dei loro bisogni e speranze. In Europa e in ogni suo singolo paese ricchezza e potere sono sempre più concentrati nelle mani di pochi e aumenta il numero di coloro che sono spinti sotto la soglia della povertà. La corruzione e l’economia illegale sono ormai parti costitutive di un modello di società in cui le persone e l’ambiente sono sempre più una variabile del mercato, saccheggiando le risorse del pianeta e modificandone il clima.

Ciascuno di noi, in questi anni, in associazione o da solo, ha fatto i conti con tutto questo, provando a difendere i diritti che altri prima di noi avevano conquistato e che consideravamo storicamente acquisiti e i principi della nostra Costituzione, mai pienamente applicata e oggi progressivamente stravolta. È arrivato il momento di rivitalizzare la partecipazione alla vita pubblica sulla base di alcuni fondamentali valori e obiettivi.

 Il lavoro non è una merce ma un diritto per tutti, base di un’esistenza libera e dignitosa; l’ambiente e i beni comuni vanno tutelati, come patrimonio collettivo non privatizzabile, anche attraverso percorsi di rigenerazione urbana e sviluppo locale, fonti di uno sviluppo e di un sistema energetico diversi per migliorare la qualità della vita di ciascuno; il diritto alla salute, all’istruzione, alla cultura, alla casa, alla pensione e all’assistenza devono essere assicurati a tutti da un sistema pubblico ed efficiente per costruire l’uguaglianza nella cittadinanza anche attraverso un fisco più equo e coerente con i principi costituzionali; per ridurre le disuguaglianze va garantito un reddito che metta le persone al riparo dalla povertà; il superamento del divario Nord-Sud è un obiettivo irrinunciabile di un paese più giusto; i diritti dei migranti, dei rifugiati e delle minoranze vanno tutelati promuovendo diritti di cittadinanza uguali per tutti; le mafie, le economie criminali, la corruzione vanno combattute con leggi adeguate, con la confisca e l’uso sociale dei beni, con politiche che trasformino la società della diseguaglianza e dei privilegi in società dei diritti e delle opportunità; la scuola va rimessa al centro dell’attenzione politica e ripensata, oltre che nei saperi, nella sua funzione formativa; la Costituzione va applicata per renderla davvero operativa; è necessario che l’Italia si adegui alle più avanzate legislazioni europee riformando il codice penale e abolendo i maltrattamenti inumani nelle carceri; l’Europa va sottratta alle logiche tecnocratiche che con il ricatto del debito impongono politiche d’austerità e riportata al senso di solidarietà, di collaborazione, di pacifica e rispettosa convivenza tra i popoli, nel ripudio della guerra e di ogni forma di xenofobia e razzismo, nella condivisione di opportunità e di comune crescita culturale. La risposta alla crisi climatica può diventare il volano di un nuovo modello di sviluppo liberato dalla dipendenza delle fonti fossili, dal saccheggio del pianeta e che comprenda la conversione dal modello agroindustriale a produzioni agroecologiche.

A partire da questi obiettivi proponiamo alle associazioni, ai movimenti, ai sindacati, ai singoli cittadini di mettere in comune esperienze di azione, volontariato, mutualismo, competenze, intelligenze per affrontare in modo solidale nei luoghi di vita e lavoro un cammino che con la partecipazione e il protagonismo delle persone conquisti giustizia e dignità: la coalizione sociale, con l’obiettivo di riunificare e ricostruire i diritti di cittadinanza delle donne e degli uomini nel lavoro e nella vita, di ricucire lo strappo che si è creato nel tessuto sociale e quindi di rafforzare la democrazia.

Non lasciare nessuno da solo è la prima ragione che ci porta a intraprendere questo percorso per cambiare il paese e l’Europa, formulare proposte e batterci per un’alternativa concreta alle divisioni e alle solitudini in cui ogni persona rischia di essere abbandonata. Vogliamo dimostrare – come ha compreso il movimento delle donne – che si può far politica attraverso un agire condiviso tra soggetti diversi, rimotivare le persone a occuparsi dell’interesse generale nello spazio pubblico – al di fuori e non in competizione rispetto a partiti, organizzazioni politiche o cartelli elettorali – realizzando un modello d’impegno che si manifesti e qualifichi a partire dai territori, dai luoghi di lavoro e si caratterizzi per il fatto che ciascuno di noi offrirà il contributo delle proprie migliori pratiche e dei propri saperi e sulla base di tali principi in reciproca autonomia aderirà alle campagne per obiettivi comuni che insieme decideremo di avviare.

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