I suicidi della crisi. Governo Renzi, se ci sei, batti un colpo

I suicidi della crisi. Governo Renzi, se ci sei, batti un colpo

L’argomento non è certo in linea con l’ottimismo che sembra sprizzare da tutti i pori del presidente del Consiglio e, a cascata dai suoi ministri. Fingere che i problemi non ci siano tuttavia non è una soluzione, ignorare lei situazioni scomode o sgradevoli, significa solo lasciarle ulteriormente incancrenire.

Allora: fino a un paio d’anni fa ogni giorno si ascoltava un notiziario radio-televisivo, o si sfogliava un quotidiano, non importa se di sinistra, destra o centro, e c’era un titolo, che riassumeva una triste storia: una volta è un imprenditore veneto che per disperazione si lega una corda attorno al collo e si impicca; un’altra volta è un disoccupato senza sbocco che decide di farla finita perché non sa più come tirare avanti; ed era un vero bollettino di guerra: piccoli industriali rovinati dalla crisi, che vedono la loro azienda fallire, imprenditori travolti da debiti e da tassazioni implacabili, mentre lo Stato e le amministrazioni pubbliche non saldano crediti che risalgono alla notte dei tempi; e come abbiamo detto lavoratori licenziati, disoccupati. Poi a un certo punto, silenzio…Cos’è accaduto, non ci sono più fallimenti, non c’è più la crisi, non ci si ammazza più?

Dietro i numeri ci sono storie drammatiche

Il fenomeno dei suicidi per crisi economica tuttavia continua. Anzi, sembra essere più grave. I dati disponibili sono eloquenti: dagli ottantanove suicidi del 2012 siamo passati ai 201 del 2014. Nel triennio 2012-2014 i suicidi sono 439; 198 gli imprenditori disperati che la fanno finita; 183 i disoccupati che preda di altrettanta disperazione, si tolgono la vita.  Un fenomeno inizialmente concentrato nelle regioni del Nord Est; ora è praticamente spalmato in tutto il paese. La regione che detiene il primato di questa particolare disperazione è il Veneto; segue la Campania… Dietro ognuno di questi numeri c’è una drammatica storia, uno scenario fatto di debiti, fallimenti, licenziamenti, stipendi che non arrivano, disoccupazione. Tra i disoccupati, inquietante è il dato relativo ai più giovani. Sono il 12,4 per cento, quelli con età inferiore ai 34 anni.

Nel 2014 più che raddoppiato rispetto al 2012 anche il numero dei tentati suicidi: 115 le persone che nel 2014 hanno provato a togliersi la vita per motivazioni riconducibili alla crisi economica, a fronte dei complessivi 86 del 2013 e dei 48 del 2012.Questa la situazione, i dati e i fatti. Governo Renzi, se ci sei, batti un colpo!

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