Pd. L’assemblea degli iscritti contro mafia e corruzione si farà. Ma ristretta. L’amarezza di Cosentino

Pd. L’assemblea degli iscritti contro mafia e corruzione si farà. Ma ristretta. L’amarezza di Cosentino

Ha trovato pace l’assemblea “Contro le mafie e la corruzione” che era stata convocata da Lionello Cosentino, ancora segretario della federazione romana del Pd per sabato al Centro Congressi Frentani. In un primo momento, dopo il commissariamento della Federazione annunciato da Matteo Renzi, intervistato da Enrico Mentana, su Bersaglio mobile a La7, era stata mantenuta la convocazione. Non più Cosentino ma Orfini, il commissario a guidarla. Poi, qualche ripensamento e qualche preoccupazione perché la decisione di  Renzi non è stata molto gradita, in particolare per il modo in cui è avvenuta, da molti militanti aveva portato di fatto a un annullamento. Se ne sarebbe riparlato. Meglio far calmare le acque nel partito. Alla fine si è trovata la soluzione. L’assemblea, ordine del giorno mantenuto, viene spostata al 10 dicembre. Non più al Centro Congressi Frentani che può ospitare diverse centinaia di persone. Non più con inizio  al mattino in modo da dare la possibilità di un dibattito reale, con molti interventi, soprattutto  di “iscritti e simpatizzanti” invitati a partecipare in gran numero. Si svolgerà invece presso il Centro culturale “Elsa Morante” in piazzale Elsa Morante. Saranno presenti ovviamente  Matteo Orfini e il sindaco Ignazio Marino. L’assemblea avrà inizio alle ore 17 e, ovviamente, gli interventi saranno  limitati. Come avviene del resto nella Direzione del Pd, massimo due ore, interventi di cinque minuti. Non solo, il Centro  “Elsa Morante” può ospitare circa 180 persone, c’è anche uno spazio all’aperto ma non crediamo sia il caso. Si trova in una zona al limite del quartiere Laurentino, ci arrivi o con mezzi propri oppure metro B, fermata stazione Laurentina, dove  scendi e prendi l’autobus 776 che ti porta a destinazione. Insomma, non sarà la “grande assemblea” degli iscritti di cui aveva parlato Lionello Cosentino  in una intervista all’Huffington Post che  aveva chiesto all’allora segretario del Pd romano se non riteneva che il partito stava reagendo in modo troppo debole allo tsunami che lo aveva coinvolto. “Abbiamo convocato subito questa grande assemblea degli iscritti- aveva risposto- intendo andare avanti sulla linea di queste settimane, anche nei rapporti col Campidoglio: nessun tavolo su poltrone e rimpasto, sulle nomine decide il sindaco in piena autonomia. Questa è la linea che ho fatto passare nelle settimane scorse in direzione, e non è stato un passaggio scontato o indolore. Il Pd darà un contributo sui programmi, sulle priorità, a partire dalle periferie e dalla battaglia per la legalità. Nei momenti difficili è sempre utile confrontarsi con la base. È una mia vecchia convinzione che negli anni non ho cambiato”.

Nelle prospettive dell’ex segretario non c’erano le dimissioni

 Nelle sue prospettive non c ‘erano le dimissioni. “Meno di un mese fa davanti alla direzione Pd ho detto che il mio anno di servizio civile (gratuito) per il partito romano si stava concludendo. Ma- aveva detto nell’intervista citata- non si abbandona una barca su due piedi e in queste condizioni. Nei momenti difficili bisogna rimboccarsi le maniche e stare uniti, lascerò quando questa bufera sarà passata e il partito rimesso in salute”. E già che c’era parlò anche dei rapporti con Marino. “Alla conferenza del Pd dello scorso fine settimana ho già visto segnali di questo nuovo clima, la voglia di lavorare insieme c’è. E del resto, quando Marino fu scelto come candidato alle primarie, non fu un caso: c’era la volontà di un cambiamento radicale rispetto alla stagione di Alemanno”. “La voglia di lavorare insieme”, conferma che  Cosentino intendeva continuare il lavoro intrapreso nel segno del cambiamento per costruire una nuova Roma, dell’innovazione, della cultura, della conoscenza, un progetto cui il Pd doveva dare un contributo essenziale. Cosa è accaduto nell’arco di qualche ora? Orfini aveva parlato della necessità di “rifondazione del partito”, attaccando duro. Cosentino non aveva gradito, non c’è da rifondare, aveva detto ma di rinnovare, ricostruire il partito,  “un partito che c’è”.  In quale sede del Pd è stato deciso di dimettere Cosentino ? Basta leggere la lettera che il segretario ha inviato agli iscritti in cui dice  “lascio l’incarico di segretario, perché penso che si la scelta giusta”.

Vado in pensione,  una panchina ai giardinetti

 E poi, il quadro di quello che emerge da questa inchiesta “è terribile, indegno”, afferma:  “In questa situazione, non avrei avuto la forza, da solo, di restituire fiducia al partito. Serviva, è servito un intervento nazionale. Orfini è giovane, bravo, autorevole. Ci aiuterà”.  Quelle parole, “da solo”, hanno un suono e un significato chiaro. O te ne vai o resti da solo. A pensar male, come si dice si fa peccato, ma volte ci si azzecca. La conferma viene dalla conclusione della lettera che di seguito riportiamo per intero. “Vado quindi in pensione. Esattamente- dice- una panchina ai giardinetti, con un buon libro in mano. Ai compagni di Monte Mario, il mio circolo, dico: Se serve un volantinaggio, ci sono. Fatemi un fischio”. Non serve alcun commento.

La lettera di Lionello Cosentino agli iscritti

Nel salutare voglio essere chiaro:

1 – Quello che emerge da questa inchiesta è terribile, indegno. Il sistema di potere di ex terroristi neri e di banda della Magliana, creatosi ai tempi della Giunta Alemanno, si è infiltrato nella vita amministrativa della città e nella politica, lambisce noi, esercita il suo potere di corruzione. Tutto ciò va spazzato via, e ringrazio la magistratura per il lavoro che fa. Non ci sono santuari da difendere: sia fatta, su tutto, chiarezza.

2 – In questa situazione, non avrei avuto la forza, da solo, di restituire fiducia al partito. Serviva, è servito un intervento nazionale. Orfini è giovane, bravo, autorevole. Ci aiuterà.

3 – Ma il partito romano c’è. Tra tante difficoltà e tanta fatica, il partito c’è, siete voi. Siamo gente seria, che crede in quello che fa. E fra noi tanti giovani. Non fermiamoci. La conferenza per Roma ci ha indicato una strada su cui lavorare. E ora serve, come sempre nei momenti difficili, reagire e mettere in campo tutte le nostre energie.

4 – Per quello che mi riguarda, a chi interessa, voglio dire che non sono implicato nelle indagini e non temo nulla. Non ho niente, ma proprio niente, a che fare con la corruzione e i reati di cui si parla. Chi mi vuol bene, lo sa già. Agli altri dico: “State tranquilli”. Sono una persona onesta, e lascio la politica povero come ci sono entrato.

5 – Vado quindi in pensione. Esattamente una panchina ai giardinetti, con un buon libro in mano. Ai compagni di Monte Mario, il mio circolo, dico: Se serve un volantinaggio, ci sono. Fatemi un fischio.

A tutti dico grazie.

E un saluto affettuoso, con un sorriso, ai tanti che mi sono stati vicino.

Lionello Cosentino”.

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