Siria, Is decapita quattro curdi

Siria, Is decapita quattro curdi

I terroristi dello Stato Islamico hanno giustiziato quattro peshmerga curdi nei pressi di Kobane, città al confine tra la Turchia e la Siria. Secondo quanto riportato dall’Osservatorio nazionale per i diritti umani, i jihadisti hanno decapitato quattro curdi, di cui tre donne, che erano stati catturati in seguito ai combattimenti nella città. Il fronte più delicato di questo conflitto rimane proprio quello tra Siria e Turchia: secondo il capo delle operazioni umanitarie dell’Onu Valerie Amos circa 160 mila persone sono fuggite oltre il confine negli ultimi giorni. “Se l’Is continua a guadagnare terreno, vi è la possibilità che altre decine di migliaia di persone siano costrette a fuggire dalla Siria” ha spiegato. “La loro paura è così grande che in molti hanno attraversato campi minati per cercare rifugio”. L’amministrazione turca ha iniziato a schierare 10mila soldati e alcuni carri armati al confine con la Siria proprio in un’ottica di “contenimento” della minaccia jihadista. Questo mentre i peshmerga turchi continuano a combattere a Nord della città di Mosul e a Sud della città petrolifera di Kirkut.

In Europa, invece, resta alta l’allerta. “L’Isis, se non contrastato e lasciato proliferare in Iraq e Siria, potrebbe diventare un vero Stato terroristico e arrivare a costituire anche una minaccia nucleare in quanto potrebbe dotarsi di armi chimiche, biologiche o perfino nucleari”. A dirlo è stato il ministro degli Interni britannico Theresa May, nel suo discorso al congresso del partito conservatore a Birmingham. Da pochi giorni la Gran Bretagna partecipa ai raid in Iraq ma il governo inglese è al lavoro per mettere a punto anche altre misure di sicurezza per contrastare la minaccia del Califfato. Infatti, May ha annunciato la possibilità di rendere illegali associazioni, gruppi e organizzazioni ritenute pericolose dall’intelligence.

Ieri l’Isis ha diffuso in rete un nuovo filmato in cui compare l’ostaggio inglese John Cantlie. “Con i raid non guadagnerete terreno, il nuovo conflitto non renderà l’Occidente più sicuro” ha detto il giornalista che indossava la solita tuta arancione. L’ostaggio, scomparso nel novembre del 2012 in Siria, ha aggiunto che  l’Isis non ha perseguito e ucciso i cristiani e gli Yazidi. Poi, facendo nuovamente riferimento allo spettro del Vietnam bolla come “prevedibile” la strategia del presidente americano Obama.

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