Film inedito di Orson Welles torna al cinema

Film inedito di Orson Welles torna al cinema
Orson Welles è unanimamente riconosciuto come uno dei più grandi maestri della settima arte. Film come “Quarto Potere”, “L’orgoglio degli Amberson”, “Il Processo”, “L’infernale Quinlan” e “La signora di Shanghai” sono passati alla storia del cinema per la profonda innovazione estetica e narrativa portata dal cineasta statunitense.
Una delle sue principali caratteristiche era quella di cercare sempre di stupire gli spettatori con una serie di trovate geniali e sorprendenti che hanno rivoluzionato il cinema come l’uso degli obiettivi grandangolari per deformare e accentuare le prospettive e le inquadrature, l’impiego sistematico della camera a terra per ‘esaltare’ la composizione di ogni visuale e il totale dominio del bianco e nero. La principale fonte d’ispirazione del regista scomparso nel 1985 era l’altro ‘monumento’ del cinema americano: John Ford, il maestro indiscusso del western. Una volta disse: “Prima di girare Quarto Potere vidi decine di volte Ombre Rosse, quello è stato il mio apprendistato”.
Sull’avventurosa vita di Welles c’è una grande novità: il prossimo anno sarà possibile vedere l’ultima opera del maestro. Si tratta di un vero e proprio colpo di scena che avviene al trentennale della scomparsa del regista.
Ecco la notizia: “The Other Side of the Wind”, l’ultima pellicola di Orson Welles, rimasta incompiuta nel 1985 alla morte del suo autore e considerato da molti esperti la pellicola più importante che non è mai uscita nelle sale, potrebbe veder presto la luce in coincidenza con i cento anni dalla nascita dell’artista statunitense.
Oltre mille pizze di negativi sono praticamente sigillati da anni in un magazzino di Parigi, fortemente dibattuti tra i titolari dei diritti di autore che includono l’unica figlia di Welles, Beatrice, un parente dello scià di Persia e la compagna e collaboratrice di “Quarto Potere” Oja Kodar. Ispirato liberamente al celeberrimo scrittore Premio Nobel Ernest Hemingway e alla carismatica e tormentata figura dello stesso Welles, “The Other Side of the Wind” è un film in un film che racconta il tentativo di un vecchio regista indipendente interpretato da John Huston (altro leggendario cineasta americano) di resuscitare la sua carriera combattendo eroicamente contro l’establishment di Hollywood per finire l’agognata opera. Nel cast anche Susan Strasberg, (figlia di uno dei fondatori dell’Actor’s Studio), Lilli Palmer, Dennis Hopper e Peter Bogdanovich (l’indimenticato autore de “L’Ultimo Spettacolo”) che interpreta se stesso nelle parti di un giovane regista emergente. Ha fatto da catalizzatore l’anniversario: “Tutto ha cominciato a muoversi improvvisamente”, ha detto la Kodar al New York Times confermando di aver essersi messa d’accordo con le altre parti accettando di dare luce verde. Secondo Frank Marshall, che aveva lavorato alla produzione, “siamo arrivati a un momento in cui, più si aspetta, meno ci sarà gente in giro”. Marshall, un collaboratore di Steven Spielberg, aveva lavorato invano per anni con Bogdanovich per portare la pellicola alla luce del sole. Chi ha effettivamente salvato dall’oblio l’ultimo film di Welles in cui Huston a un certo punto agita la vera statuetta vinta dal regista per “Citizen Kane”, è stata a una società di produzione di Los Angeles, la Royal Road Entertainment, che ha concluso l’accordo tra le parti per la cessione dei diritti. L’obiettivo adesso è di avere il film pronto per lo screening il 6 maggio, i 100 anni dalla nascita di Welles. Nel frattempo in novembre Royal Road ne promuoverà la distribuzione all’American Film Market di Santa Monica mentre sta per approdare in liberia il libro di Josh Karp sulla realizzazione della pellicola. Welles aveva lavorato ossessivamente “The Other Side of the Wind” per 15 anni fino alla morte nel 1985.
Girato a colori e in bianco e nero e in vari formati (35 e 16 mm e super 8), ha un copione le cui origini sono in un incontro ad alta tensione del 1937 tra Welles e Hemingway in cui lo scrittore diede al giovane regista del “ragazzo effeminato di teatro”. C’è molto Hemingway nel personaggio di Huston, dal suicidio del padre all’amore per la Spagna. Ora è compito di Mashall e Bogdanovich riportare i negativi in vita: “Me lo chiese lui nel 1970”, ha detto il regista: “Promettimi che lo finirai, qualsiasi cosa mi succeda”.
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