Scuola: molti annunci, pochi fatti

Scuola: molti annunci, pochi fatti

Riparte l’anno scolastico e i problemi sono quelli di sempre. A dispetto delle mirabolanti novità annunciate da Renzi e dalla ministra Giannini, per ora, il quadro complessivo della scuola è, se possibile, leggermente peggiore rispetto agli anni precedenti. A fronte di un numero crescente di alunni, infatti, il numero dei professori è rimasto invariato, a causa dei tagli, degli accorpamenti e dell’aumento delle iscrizioni.

A tal proposito, merita di essere sottolineata una riflessione formulata su “La Stampa” da Alessandro D’Avenia, giovane docente di liceo nonché noto e apprezzato scrittore: “Conterei quasi come doppie le ore in una classe da trenta e più alunni, considerato quindici il numero ideale. Con tutti i precari in cerca di ruolo è proprio necessario mortificare insegnanti già oberati e stanchi, invece di investire in modo coraggioso su nuove leve? Ma mentre si dibatte noi entriamo in classe lo stesso: proprio per quei trenta e più. Si può insegnare in una classe così?”. È la domanda che si sono posti in molti, a cominciare dai sindacati e dalle associazioni degli studenti, costretti a fare i conti con una realtà assai diversa da quella prospettata per il futuro dal governo. In Piemonte, ad esempio, pare che, a fronte di seicentomila studenti, manchino centotrenta professori di matematica. Non va meglio a Bologna, dove agli alunni parcheggiati in lista d’attesa, si sommano trentatre adolescenti stranieri di elementari e medie senza un posto in classe. A Firenze, invece, la CGIL denuncia la mancanza di mille nomine fra i supplenti e duecentocinquanta fra amministrativi e bidelli. I COBAS, dal canto loro, hanno deciso di iniziare l’anno scolastico con uno sciopero contro il progetto di riforma annunciato dall’esecutivo e sottoposto, per i prossimi due mesi, al vaglio di tutti gli interessati che potranno esprimersi sulla riforma sul sito http://www.labuonascuola.gov.it/. Al termine della consultazione, la Giannini ha ribadito che la riforma sarà approvata, a gennaio, con un decreto legge, asserendo oggi in un’intervista a “la Repubblica”: “In Europa non l’ha fatto nessuno: offriremo un sito a chiunque voglia esprimersi sulla nostra riforma “La Buona scuola”£. Tre grandi stanze dove poter entrare: “Compila il questionario”, “Un grande dibattito diffuso”, “Costruiamo insieme la buona scuola”. Poi ci sono sei scatole sui temi più importanti: le assunzioni, la formazione, l’autonomia, le materie, il lavoro, le risorse. Parte anche un ciclo di incontri con le scuole, i presidi, i provveditori. Il 15 novembre faremo la nostra sintesi e decideremo se e come ritoccare la riforma”. Non solo: la ministra spiega anche che è intenzione del governo rivedere e modificare l’esame di maturità che “deve perdere quell’aspetto da giudizio divino, che tra l’altro lo ha fatto diventare costoso” e “riprendere un ruolo di appuntamento di sintesi di un anno scolastico, addirittura di un ciclo”, attraverso il ritorno ai commissari interni, aboliti, a suo tempo, dall’allora ministro Fioroni, e la nomina di un presidente di garanzia “che non deve arrivare per forza da fuori provincia”. Anche la vecchia tesina, a quanto pare, andrà presto in soffitta: “Gli studenti dovranno presentare un progetto che riguardi tutto l’anno trascorso: un lavoro più teorico per i licei e un prodotto finito per i tecnici”.

Le perplessità della FLC CGIL riguardano, in particolare, il blocco dei contratti pubblici e la sospensione degli scatti d’anzianità per i prossimi tre anni, in quanto il sindacato è dell’idea che “la valorizzazione dei lavoratori si fa con risorse aggiuntive e logiche diverse rispetto a quelle del piano governativo che vorrebbe togliere gli scatti al 34 per cento della categoria per ridistribuirlo, fra tre anni, solo al 66 per cento. Una scelta che divide e che comporta un taglio complessivo degli stipendi”. Tuttavia, nonostante i rapporti non certo idilliaci col Preisdente del Consiglio e i dissidi sulla sua concezione del sindacato, la FLC CGIL ha annunciato che parteciperà alla consultazione relativa a “La buona scuola”, promovendo in contemporanea una propria consultazione capillare, basata su assemblee, dibattiti e il sostegno alle iniziative degli studenti previste per il prossimo 10 ottobre.

Se la scuola targata Renzi-Giannini sarà davvero buona, lo capiremo nelle prossime settimane. Per ora, rimane lo scetticismo e una guardinga attesa.

Roberto Bertoni

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