Ebola, Papa Francesco spera negli aiuti ma le previsioni sono nere

Ebola, Papa Francesco spera negli aiuti ma le previsioni sono nere

Dal Vaticano arriva l’annuncio di speranza di Papa Francesco per le popolazioni flagellate dall’epidemia di ebola. Davanti alla folla di fedeli radunatasi in piazza San Pietro, il pensiero del Pontefice “va a quei paesi dell’Africa che stanno soffrendo a causa dell’epidemia di ebola. Sono vicino alle tante persone colpite da questa terribile malattia. Vi invito a pregare per loro e per quanti hanno perso così tragicamente la vita”. Prosegue poi Bergoglio, auspicandosi “che non venga meno il necessario aiuto della comunità internazionale per alleviare le sofferenze di questi nostri fratelli e sorelle”.

 L’appello di speranza e collaborazione del Papa arriva in un momento sempre più nero per i numeri che giungono dalle zone colpite. Le previsioni si fanno sempre più nere e dagli States parlano continuamente di cifre sempre maggiori di contagiati e vittime. Si è stimato che entro gennaio prossimo le persone che contrarranno la malattia saranno quasi 1,5 milioni. Ad affermarlo il ‘Centers for Disease Control and Prevention’ di Atlanta, uno dei maggiori istituti statunitensi. Righe si speranza, però, compaiono in un rapporto che se non parla di apocalisse è solo per non scatenare il panico. Si legge, infatti, che le proiezioni sono realizzate coi dati di agosto, e che le nuove decise azioni di settembre potrebbero portare ad una svolta, con un declino rapido dei casi di contagio.

 Intanto Sierra Leone, Nigeria, Guinea, Liberia e Senegal continuano a lottare contro la malattia. I numeri sono impietosi e crescono anche le vittime tra il personale sanitario di soccorso. Si pensa a replicare il coprifuoco che ha costretto per 3 giorni in casa la popolazione della Sierra Leone, mentre l’esercito dei vari Paesi ha sigillato le frontiere. Preoccupazione trapela anche in Europa, dove però la UE si dice sicura di non aver nessun problema a gestire la situazione, restando pur sempre vigili ed allerta per possibili focolai. Sono intanto stati stanziati già 150 milioni di euro per progetti d’intervento in Africa, senza contare le strutture e il personale già all’opera.

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