Pd, Zingaretti lancia messaggi al M5S e agli alleati, “serve un rimpasto di governo”. Intanto, il primo giorno di scuola per 5,5 milioni di studenti, suscita paure e timori

Pd, Zingaretti lancia messaggi al M5S e agli alleati, “serve un rimpasto di governo”. Intanto, il primo giorno di scuola per 5,5 milioni di studenti, suscita paure e timori

Il Pd lancia messaggi precisi al M5S, ed evoca per la prima volta esplicitamente un rimpasto di governo. “Basta con l’ipocrisia di essere alleati ma in televisione fare la parte degli avversari – si sgola il segretario dem Nicola Zingaretti -.Questo logora l’immagine di una alleanza che deve essere unita da una visione”. Agli alleati, non solo pentastellati, Zingaretti dice: “Siamo uniti non per occupare poltrone ma per organizzare un programma di rinascita italiana, non abbiamo molto tempo”. Il presidente del Lazio e segretario del Pd sottolinea che “il centrodestra come l’abbiamo conosciuto non esiste più: combattiamo contro la destra estrema, che non si vergogna di candidare neofascisti, come chi celebra la marcia su Roma”. Ricordando le critiche di Roberto Saviano, che lo hanno “colpito e ferito”, Zingaretti ribadisce però che “l’avversario è altrove”, e rischia di vincere alle regionali di domenica prossima. L’invito è rivolto soprattutto ai giovani: “Sfondate le porte dei circoli chiusi per troppo tempo, e non aspettatevi segnali dopo il 21 settembre ma dateli voi”. Quindi, spronando nuovamente i colleghi del partito e dell’esecutivo: “Basta ai troppi se, alle attese e ai ritardi e ai nostri alleati, il Pd non è subalterno e combatterà per il Mes”. I dem vorrebbero organizzare un grande appuntamento nazionale per varare quella che a Modena viene chiamata la “rinascita dell’Italia”. Il discorso del segretario viene definito “chiaro e forte, sia nell’analisi sia nell’indicare la strada”, dal ministro Dario Franceschini, capo delegazione dem nell’esecutivo. Dal palco di Modena Zingaretti non ne parla esplicitamente, ma il suo vice Andrea Orlando evoca un rimpasto, anzi un “tagliando” al governo, per “tenere conto della fase nuova” che si disegnerà il 22 settembre. Nel M5S Luigi Di Maio rinvia la questione: “Ne parleremo ovviamente dopo le elezioni – risponde ai cronisti -, noi siamo concentrati su referendum e Recovery Fund”. Dalle opposizioni piovono invece critiche ed ironie sulle affermazioni di Orlando. Anna Maria Bernini, di Forza Italia, dichiara: “Tagliando significa verifica, verifica significa rimpasto e questo porterà altre tensioni nella maggioranza con inevitabili, ulteriori perdite di tempo, quando di tempo il governo ne ha già perso anche troppo”. Tanto Bernini quanto la collega Daniela Santanché di FdI chiedono che il tagliando venga fatto tramite elezioni politiche, possibilmente anticipate.

E intanto la politica in fibrillazione per il primo giorno di scuola in gran parte dell’Italia

Sono oltre 8,3 milioni le studentesse e gli studenti che rientrano quest’anno tra i banchi: 7.507.484 negli istituti statali, ai quali si aggiungono i circa 860 mila delle paritarie. Si tratta dei primi dati elaborati sul nuovo anno scolastico, il 2020/2021. In particolare, con la ripartenza di domani e la riapertura nella maggior parte delle regioni, oltre 5,6 milioni di alunne e alunni riprenderanno le lezioni nel sistema scolastico italiano. Quest’anno, le studentesse e gli studenti delle scuole statali saranno distribuiti in 369.048 classi. Di questi, 876.232 sono iscritti alla Scuola dell’infanzia, 2.384.026 alla Primaria, 1.612.116 alla Secondaria di primo grado, 2.635.110 alla Secondaria di secondo grado. Si registra un leggero calo degli alunni: lo scorso anno erano 7.599.259. Sempre nella Scuola statale, studentesse e studenti con disabilità aumentano dai 259.757 di un anno fa ai 268.671 di quest’anno. Di questi, 19.907 frequenteranno la Scuola dell’infanzia, 100.434 la Primaria, 70.431 la Secondaria di primo grado, 77.899 la Secondaria di secondo grado. Nelle Secondarie di II grado statali, 1.327.443 ragazze e ragazzi frequenteranno un indirizzo liceale, 830.860 un Istituto tecnico, 476.807 un Istituto professionale.

Sarà una scuola diversa quella del 2020-2021, che si è cercato di rendere più sicura, anzi, come ha detto nei giorni scorsi la ministra Azzolina, “è il posto più sicuro di tutti in questo momento”. Affermazione che Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts) ha fatto sua stamani – “la scuola non è un pericolo, forse è l’ambiente più protetto” – assicurando che le mascherine “saranno disponibili a scuola tutti i giorni, sono sicuro che nei prossimi giorni la distribuzione sarà capillare e sarà garantita. Ci saranno per tutto l’anno scolastico, il commissario Arcuri lo ha garantito”. Inizio d’anno con tante incognite dunque che vede sommarsi “alle carenze strutturali che ci trasciniamo da anni – ha detto Conte – l’attuale pandemia”. Dalla carenza di organico di personale docente e non, a quella di spazi spesso insufficienti per garantire il distanziamento, dalla paura del reperimento quotidiano di mascherine alla gestione delle quarantene, dagli orari ridotti alla mancanza dei banchi monoposto, le scuole hanno dovuto fare un vero sudoku per riaprire i loro spazi garantendo il diritto all’istruzione senza far venire meno la sicurezza sanitaria. D’altronde “non sarà come prima”, aveva detto ieri la stessa Azzolina, “ci vuole un po’ di pazienza”. Viste le difficoltà, il premier ha voluto dedicare “un saluto agli insegnanti: avete fatto uno sforzo straordinario in questi mesi di lockdown continuando a fare lezione con la didattica a distanza. Ringrazio anche le famiglie che hanno fatto molti sacrifici. Grazie anche ai dirigenti e tutto il personale della scuola: in questi mesi estivi avete lavorato tantissimo per essere pronti per la riapertura. Saremo con tutti voi, saremo al vostro fianco e continueremo a esserlo nei prossimi giorni e mesi”.

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