Coronavirus. 9 settembre. 1.434 nuovi casi (+64), malati in aumento (+945) e 14 decessi. Primi contagi a scuola. Vaccino, AstraZeneca sospende temporaneamente la sperimentazione

Coronavirus. 9 settembre. 1.434 nuovi casi (+64), malati in aumento (+945) e 14 decessi. Primi contagi a scuola. Vaccino, AstraZeneca sospende temporaneamente la sperimentazione

Sale il numero di nuovi casi di Covid-19 su base quotidiana in Italia, anche se si registra per il secondo giorno consecutivo un aumento del numero di tamponi effettuati. Nelle ultime 24 ore, come riportato dal ministero della Salute nel bollettino quotidiano, i nuovi positivi sono stati 1.434 contro i 1.370 di ieri, per un totale di 281.583 dall’inizio dell’epidemia. Sono, invece, 34.734 gli attualmente positivi nel nostro paese. Nelle ultime 24 ore si sono registrati quattordici decessi, in aumento rispetto ai dieci di ieri, che portano il totale a 35.577. Le Regioni più colpite sono Lombardia (218), Campania (203) e Lazio (175). I pazienti in terapia intensiva ammontano a 150, sette in più rispetto a ieri. I ricoverati con sintomi sono in crescita di 18 unità (1.778). Sono 32.806 le persone in isolamento domiciliare. Sono stati effettuati 95.990 tamponi, circa 3 mila in più rispetto a ieri quando erano stati 92.403. Quanto al numero dei dimessi-guariti, sono 211.272, 471 in più da ieri. Sono 27.583.796 i casi di contagio da Coronavirus registrati nel mondo, stando al bilancio aggiornato dal Coronavirus Resource Center della Johns HOPKINS University. I decessi attribuiti al Covid-19 sono nel mondo 897.614.

Primi casi di positività nelle scuole

La prova di ripartenza della scuola, giorno dopo giorno, si rivela sempre più una prova di convivenza con il coronavirus. Dopo un primo caso in Trentino in un asilo nido a Pergine Valsugana, a soli due giorni dall’apertura dell’anno scolastico, anche l’Alto Adige registra il suo primo caso Covid in un asilo. Nella sezione tedesca a San Candido un bambino è infatti risultato positivo. Lunedì non è stato bene e ha accusato dei sintomi, la conferma è poi arrivata dal tampone. I suoi 20 compagni e le rispettive famiglie ora sono in quarantena, ma l’asilo non è stato chiuso. Sono però stati sanificati i vani e i giochi utilizzati dal gruppo. “La cosa più importante è che il bambino stia bene”, dice la sindaca Rosmarie Burgmann, mentre l’assessore Philipp Achammer ribadisce l’importanza del rispetto delle regole. Anche un alunno di una scuola materna di Piacenza è risultato positivo al tampone. Il piccolo è stato sottoposto al test dopo aver partecipato all’inserimento per un’ora, il primo settembre scorso, giorno di apertura, e dopo che un famigliare era risultato positivo. Anche le sue condizioni fortunatamente non destano preoccupazioni. La creazione di ‘classi bolla’ nell’asilo e la collaborazione tra genitori e istituto, hanno permesso di limitare la quarantena a sette soli suoi compagni di classe e a due insegnanti e non all’intera scuola. Sono risultati tutti negativi gli altri bambini dell’asilo. Un secondo caso di positività al coronavirus è stato riscontrato tra gli studenti dell’Istituto tecnico “Malignani” di Cervignano del Friuli, impegnati in questi giorni nei corsi di recupero in attesa dell’avvio delle lezioni, previsto in Friuli Venezia Giulia il 16 settembre. “Non è certo che il contagio sia avvenuto in aula – osserva il dirigente scolastico dell’Isis Bassa Friulana, Oliviero Barbieri – i due studenti non erano seduti vicini e non c’è molta confidenza tra loro, visto che frequentano due classi diverse”. Dopo il riscontro del primo caso i corsi di recupero sono proseguiti a distanza. Anche uno studente reggiano di 15 anni è risultato positivo. Il ragazzo frequenta un liceo cittadino, dove nell’ultima settimana ha seguito due corsi di recupero. Con lui in aula, oltre al docente, c’erano altri quattro studenti. Infine, in Calabria, l’asilo di Mirto di Corsia è stato chiuso dopo un caso di positività. Nel frattempo il sindacato sudtirolese Asgb chiede più garanzie per i genitori i quali bimbi finiscono in quarantena (se non addirittura con l’intera famiglia) e che perciò devono assentarsi dal posto di lavoro.

Vaccino. AstraZeneca sospende la sperimentazione

 Il gruppo farmaceutico AstraZeneca ha sospeso in via temporanea i test sul vaccino contro il Coronavirus dopo che un partecipante al programma nel Regno Unito ha riportato una reazione avversa. Il colosso svedese-britannico ha parlato di una “malattia potenzialmente inspiegabile” per poi precisare che la battuta d’arresto transitoria è una procedura di routine “per consentire la revisione dei dati sulla sicurezza”. Secondo le prime informazioni dei media, dietro l’effetto collaterale ci sarebbe la mielite trasversa: un’infiammazione del midollo spinale che in passato è stata collegata al vaccino, ma solo in casi molto rari. Il vaccino ‘sospeso’, sia negli Usa sia in altri Paesi, è quello messo a punto dall’università di Oxford insieme all’istituto di ricerca Irbm di Pomezia, chiamato AZD1222. A questo proposito, Piero di Lorenzo, amministratore delegato del centro di studio del Lazio, evidenzia che “si è presentato un quadro clinico avverso in uno solo dei 50mila soggetti volontari” e la decisione presa da AstraZeneca è una “precauzione standard prevista nella sperimentazione di vaccini”. Per proseguire con gli studi clinici si aspetta l’analisi di un comitato indipendente di esperti ai quali è stato sottoposto il caso, anche se indiscrezioni del Financial Times ventilano l’ipotesi che la ripresa dei test potrebbe esserci già la prossima settimana. “I test sui vaccini, anche quelli anticovid, nonostante l’emergenza pandemica, sono severi, rigorosi e affidabili”, rimarca Di Lorenzo sottolineando la sospensione volontaria della sperimentazione da parte della società. Dello stesso avviso è Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all’Università di Padova, che più che uno stop ritiene che si tratti di una “fase di valutazione”, una battuta di arresto “fisiologica”. A pesare è anche il fatto che “non è mai stato sviluppato un vaccino in un anno, ci vogliono più di tre anni”, ricorda. Oltreoceano la stessa visione è condivisa dall’immunologo e massimo esperto di malattie infettive degli Usa, Anthony Fauci, che giudica normale una sospensione nei test sui vaccini dovuta a un effetto collaterale: “E’ davvero una delle valvole di sicurezza che hai in studi clinici come questo”, sottolinea. Il rimedio contro il Covid-19 di AstraZeneca è tra i più ‘quotati’ a livello globale e negli Stati Uniti è in fase di sperimentazione su larga scala insieme a quello realizzato da Moderna Inc. e da Pfizer con la tedesca BioNTech. In ogni caso, dal gruppo arriva una rassicurazione: “Stiamo lavorando per accelerare la revisione del singolo evento per ridurre al minimo qualsiasi potenziale impatto sulla tempistica del processo”.

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