Coronavirus. 25 settembre. 1912 nuovi casi, 20 decessi, 244 in intensiva. In un mese, casi più che raddoppiati. Nel mondo quasi un milione di morti

Coronavirus. 25 settembre. 1912 nuovi casi, 20 decessi, 244 in intensiva. In un mese, casi più che raddoppiati. Nel mondo quasi un milione di morti

Aumenta il numero di nuovi contagi da Covid-19 ma calano i ricoverati in terapia intensiva. Nelle ultime 24 ore in Italia sono stati registrati 1.912 nuovi casi contro i 1.786 di ieri. In leggero calo i tamponi che sono passati dai 108.019 di ieri ai 107.269 di oggi. I morti sono 20, con il totale delle vittime da inizio emergenza che arriva quindi a 35.801. Dal bollettino quotidiano del ministero della Salute si apprende inoltre che il totale dei dimessi/guariti è pari a 222.716 (+954), mentre il totale degli attualmente positivi sale a 47.718 (+938). Al momento sono 2.737 i ricoverati con sintomi, 6 in più rispetto a ieri, mentre in terapia intensiva si trovano 244 persone, due in meno rispetto a ieri. Sono poi 44.737 i positivi che si trovano in isolamento domiciliare.  Anche oggi, in Italia, nessuna regione è risultata a zero contagi. Picco in Lombardia con 277 casi in più rispetto al giorno precedente, in Campania sono 253 e 230 nel Lazio. La regione meno colpita è la Valle d’Aosta dove si registra un solo caso, 5 in Molise e 13 in Basilicata.

“Andiamo step by step, passo dopo passo, per poter essere pronti a una situazione che io temo nel prossimo futuro ci vedrà maggiormente impegnati, con numeri che scavalcheranno anche sicuramente il muro dei 2 mila casi al giorno”. Lo sottolinea il virologo dell’Università di Milano Fabrizio Pregliasco, analizzando anche la questione della riapertura degli stadi. “E’ vero, gli stadi sono qualcosa che riguarda la qualità della vita. Non c’è solo l’aspetto della serie A del calcio, ma tutta l’attività amatoriale sportiva che in Italia è importante e rappresenta anche uno stile di vita importante da attuare e mantenere. Vediamolo come aspetto rilevante, ma in questo momento – aggiunge Pregliasco – abbiamo lo stress test della scuola, con tutte le problematiche legate all’individuazione di focolai, alle procedure e al rasserenamento. Andiamo step by step, procediamo con cautela e aspettiamo di capire cosa succede con la riapertura della scuola”.

Altems, in 1 mese più che raddoppiati contagiati

Il numero di contagiati da Covid-19 è più che raddoppiato nel periodo che va dal 25 agosto al 22 settembre rispetto ai 30 giorni precedenti passando da 43 a 99 casi su 100.000 abitanti. In parallelo, aumenta il numero dei pazienti ospedalizzati, passato da meno di 800 alla fine di luglio ai circa 2.900 attuali. E’ quanto emerge dall’ultimo Instant Report Covid-19 dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari (Altems) dell’Università Cattolica. In particolare, dal 15 al 22 settembre, il Friuli-Venezia Giulia rappresenta la regione che attualmente registra il rapporto più elevato tra ricoverati in terapia intensiva sui ricoverati totali (19%) seguita dalla Sardegna (17,95%). In media, in Italia, l’8,4% dei ricoverati per Covid-19 ricorre alla terapia intensiva. “Con il passaggio della stagione estiva, si è registrato un aumento notevole nell’incidenza e nella prevalenza dei casi”, afferma Gianfranco Damiani, docente di Igiene all’Università Cattolica, campus di Roma. Questi numeri, aggiunge, “pur per ora meno preoccupanti dei dati proveniente da altri Paesi europei, evidenziano la necessità di continuare a rispettare misure di contenimento e i protocolli di sicurezza e a operare un’attenta sorveglianza epidemiologica”. Per quanto riguarda la ricerca del virus attraverso i tamponi, il trend nazionale sul tasso dei tamponi effettuati diminuisce ed è pari a 8,82 per 1000 abitanti mentre la scorsa settimana era pari a 9,62 tamponi per 1000 abitanti e quella ancora precedente era quasi 11. Fanno meglio Veneto, Bolzano e Trento, peggio la Calabria. “Circa i dati pubblicati quotidianamente – sottolinea il professor Damiani – in riferimento al numero di casi testati, si segnala una oggettiva difficoltà nel distinguere i soggetti sottoposti al test diagnostico una sola volta, da quelli che invece sono stati sottoposti più volte al test, tra i quali gli operatori sanitari. La questione – conclude – meriterebbe una riflessione e un approfondimento sulle fonti dei dati”.

La situazione nel mondo. 32 milioni di casi e oltre 983 mila morti

Sono oltre 983.000 i morti nel mondo a causa del Covid-19, stando all’ultimo aggiornamento della Johns Hopkins University, e più di 32 milioni i casi confermati finora. Gli Stati Uniti sono il Paese più colpito, con quasi 7 milioni di casi e oltre 203.000 morti. La situazione si fa di giorno in giorno più preoccupante in diversi paesi europei, tra cui la Francia, dove ieri è stata registrata l’inedita cifra di 16.096 contagi e dove i ricoverati nelle terapie intensive hanno superato quota mille. Situazione più che allarmante anche in Spagna, primo paese del vecchio continente a superare i 700mila contagi totali. E mentre l’Europa si trova a fare i conti con il timore sempre più concreto dell’esplosione di una seconda ondata pandemica, il morbo non alleggerisce la presa da quei paesi che sta dilaniando senza tregua già da lungo tempo, a cominciare da quello che presenta il bilancio più pesante a livello mondiale, gli Stati Uniti, dove almeno 885 nuovi decessi e 45.176 nuove positività sono state registrate nelle ultime 24 ore e dove il virus, dopo un periodo di “appiattimento” della curva epidemiologica, sembra stia adesso nuovamente crescendo. Il Regno Unito ha registrato un nuovo aumento record delle infezioni di Covid-19. Nelle ultime 24 ore nel Paese sono risultate positive 6.874 persone per un totale di 423.236 casi dall’inizio della pandemia.

Mercati impauriti dal Covid, settimana nera 

Lo spettro del coronavirus torna a spaventare i mercati, che archiviano una settimana caotica e in rosso. La dichiarata allerta per la diffusione dei contagi ha preoccupato gli investitori europei, con Regno Unito, Francia e Spagna alle prese con restrizioni e nuovi record di casi. Ma i contagi aumentano di giorno in giorno in tutto il Vecchio continente, dove il numero di casi ha superato quota cinque milioni. La commissaria Ue alla salute, Stella Kyriakides, ha sottolineato che il momento “è decisivo”, e ha invitato gli Stati a prepararsi “a mettere in atto misure di controllo al primo segno di potenziali focolai” perché “potrebbe essere l’ultima speranza di prevenire il ritorno della situazione di aprile”, quando gran parte del continente era in lockdown. Nella settimana tutti i listini europei hanno perso, ma le piazze di Parigi e Francoforte sono state le più penalizzate con un calo superiore al 5%.

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