ArcelorMittal. Fiom Cgil, il governo non rincorra più l’azienda

ArcelorMittal. Fiom Cgil, il governo non rincorra più l’azienda

“Il tempo è scaduto e il governo la smetta di rincorrere la multinazionale. Bisogna fare presto” dice su ArcelorMittal la Fiom Cgil. con Francesco Brigati e le rsu, dopo il nulla di fatto oggi nell’incontro con l’azienda, la quale ha confermato le modifiche all’organizzazione del lavoro in due reparti, Produzione Lamiere 2 e Laminatoio a Freddo, determinando così il mantenimento dei due scioperi di 24 ore, uno per reparto, domani e il 7 settembre. Scioperi indetti da Fim, Fiom e Uilm.

Secondo la Fiom, “ArcelorMittal continua a essere un interlocutore poco credibile che intende gestire questa fase di incertezza con una razionalizzazione del personale, tagli sulle manutenzioni, ai dispositivi di protezione individuale, come nel caso delle assenza di tute da lavoro in stabilimento, dumping contrattuale e l’annoso problema legato all’incertezza per i lavoratori dell’appalto”. “In merito alle razionalizzazioni intervenute in occasione della ripartenza del Pla/2 e Laf, la multinazionale, anche nell’incontro odierno”, sostiene la Fiom Cgil, “ha mostrato il suo vero volto: quello di un’azienda predatrice e incapace di avere relazioni industriali continuando a non affrontare nel merito le questioni poste dalle organizzazioni sindacali”.

“L’incontro odierno”, sostiene il sindacato dei metalmeccanici della Cgil, “è stato l’ennesima dimostrazione del fatto che non esistono relazioni industriali. Pertanto come Fiom Cgil, unitamente a Fim e Uilm, proseguiremo nelle mobilitazioni a partire dai due scioperi previsti per venerdì e lunedì”. “ArcelorMittal”, aggiunge la Fiom, “non ha nessuna intenzione di investire su Taranto e lo stato di abbandono della fabbrica, l’utilizzo massiccio della cassa integrazione e i mancati investimenti sulla manutenzione ordinaria e straordinaria sono un chiaro segnale”. “Bisogna costruire un fronte comune in città che parli di ambiente, salute e lavoro”, esortano i metalmeccanici della Cgil, “che si intrecci con le esigenze di un territorio stanco di attendere un cambiamento”. “Accogliamo positivamente”, conclude il sindacato, “la solidarietà mostrata ai lavoratori del primo cittadino di Taranto che va nella direzione di mettere insieme le diversità per uscire da una vertenza che dura ormai da troppi anni”.

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