L’Inter ce la fa: straordinaria vittoria per 5 a 0 allo Shakhtar e va in finale di Europa League col Siviglia. Intanto, in Champions è lotta franco-tedesca

L’Inter ce la fa: straordinaria vittoria per 5 a 0 allo Shakhtar e va in finale di Europa League col Siviglia. Intanto, in Champions è lotta franco-tedesca

A dieci anni dalla finale di Champions League vinta sul Bayern Monaco l’Inter torna a disputare una finale europea. I nerazzurri conquistano l’atto conclusivo dell’Europa League 2019/2020 grazie al netto successo per 5-0 sugli ucraini dello Shakhtar Donetsk. Venerdì prossimo i ragazzi di Antonio Conte sfideranno a Colonia il Siviglia. A decidere la sfida della Merkur-Spiel Arena le doppiette di Lautaro Martinez, a segno al 19′ e al 74′, e Lukaku in gol al 78′ e all’84’ e alla rete di D’Ambrosio al 64′. Dopo una fase iniziale di studio l’Inter passa al 19′ alla prima opportunità. Pyatov sbaglia rinvio e regala palla a Barella, l’ex Cagliari si defila sulla destra e va al cross: incornata magistrale di Lautaro che pesca l’angolino basso in schiacciata. Dopo il gol esultanza speciale con il pallone sotto la maglia per l’argentino che pochi giorni fa ha annunciato la prossima paternità. Al 26′ nerazzurri vicini al raddoppio: cross dalla sinistra di Young per D’Ambrosio che va sul pallone disturbato da Lukaku, non riuscendo a indirizzare il pallone in porta da pochi metri. Alla mezz’ora si fa vedere lo Shakhtar gran cambio gioco per Dodò sulla destra, suggerimento in mezzo per Moraes, con De Vrij provvidenziale a chiudere in corner. Poco dopo Barella pericoloso con un destro dal limite sul quale Pyatov si salva in corner. L’ultima chance del primo tempo è per gli ucraini dopo un forcing al limite dell’area dell’Inter: la palla gira più volte da destra a sinistra, poi calcia Marcos Antonio dal limite con palla alta di poco.  In avvio di ripresa grande giocata di Lautaro, che anticipa Khocholava e vede Pyatov fuori dai pali, tenta di sorprenderlo con pallonetto da oltre 30 metri ma il portiere avversario salva con un colpo di reni. Poco dopo Lukaku manda a lato un destro da posizione angolata. Al 17′ errore della retroguardia nerazzurra che si perde Moraes in area: colpo di testa da due passi con Handanovic che non si fa sorprendere. Due minuti dopo arriva il raddoppio dei ragazzi di Conte con D’Ambrosio. Su un calcio d’angolo battuto dalla destra il terzino ruba il tempo a Matviyenko e va a segno con un colpo di testa. Al 29′ arriva il terzo gol ancora con lo scatenato Lautaro: Brozovic ruba palla, la sfera arriva al ‘Toro’ che dal limite dell’area pesca l’angolino basso dove Pyatov non può arrivare. Al 33′ i nerazzurri calano il poker: altro grande lavoro di Lautaro stavolta da uomo assist: palla rubata ai 20 metri e tocco dentro per Lukaku, che di sinistro prende la mira e non sbaglia. Al 39′ ancora il centravanti belga va a segno e manda i titoli di coda sul match. Grande progressione dell’ex Manchester United che scappa a Khocholava sulla destra entra in area e supera Pyatov con il destro.

E’ Francia-Germania, e il primo atto si gioca martedì, con lo scontro tra Lipsia e Paris SG da cui uscirà fuori la prima finalista di questa inedita Champions d’agosto, e in sede unica, Lisbona. E’ un match aperto a qualsiasi pronostico, perché in teoria Parigi è più forte, grazie ad assi del calibro di Mbappè e Neymar, ma il Lipsia ha già dimostrato nei turni precedenti di essere in grado di poter fare qualsiasi cosa. Il lavoro lungimirante di Rangnick e del giovanissimo allenatore Nagelsmann ha portato questa squadra arrivata in Bundesliga appena quattro anni fa nel quartetto dell’Europa che conta e adesso., dopo aver fatto fuori team del calibro del Tottenham vicecampione l’anno scorso e dell’Atletico Madrid, il team della Red Bull vorrebbe replicare. Ma di fronte avrà un club, tornato in semifinale 25 anni dopo il doppio confronto perso con il Milan, che punta dritto al bersaglio grosso, quello inseguito da anni. L’allenatore del Psg Thomas Tuchel (curiosamente, mentore di Nagelsmann, che volle come scout, ai tempi dell’Augusta) fino all’ultimo momento si porterà dietro il dubbio sul portiere Keylor Navas, dilemma che non gli fa perdere l’ottimismo perché, sottolinea,”in campo siamo forti, molto forti”. E poi c’eè Neymar, che “si trova benissimo con Mbappè, entrambi sono straordinari – dice Tuchel -. Nessuno può vincere giocando da solo: sono contento che quest’anno si sia creata una bella atmosfera in gruppo”. Sul Lipsia il giudizio è che “è un po’ come l’Atalanta, difende molto alta ed è aggressiva. Si tratterà di una partita difficile sul piano fisico, ma siamo preparati”. Nagelsmann non vuole sentir parlare di sfida fra lui e Tuchel (“non siamo mai stati particolarmente legati, la nostra è sempre stata una relazione molto pragmatica, ma gli sono grato”), “perché il calcio è uno sport di squadra. Noi siamo arrivati fin qui perché abbiamo giocato straordinariamente bene. Ora dobbiamo ripeterci”. Quindi per il ‘tecnico bambino’ del Lipsia è giusto crederci: “i miei stanno tutti bene – sottolinea – e hanno tanta fame di successi: contro l’Atletico sono stati grandi e ora devono salire il prossimo gradino”. Bisognerà vedere cosa ne pensano a Parigi.

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