Coronavirus 20 agosto. Salgono i nuovi casi, 845, e le terapie intensive, 68, mentre sono 6 i decessi. Nessuna regione è Covid free.

Coronavirus 20 agosto. Salgono i nuovi casi, 845, e le terapie intensive, 68, mentre sono 6 i decessi. Nessuna regione è Covid free.

Continuano a salire i nuovi casi di coronavirus in Italia: 845 nelle ultime 24 ore e 6 le vittime, che portano il totale dei morti a 35.418. Sale il numero di tamponi effettuati, 77.442, ieri erano stati 71.095. E’ quanto si apprende dal bollettino quotidiano sulla situazione del Covid-19 in Italia pubblicato sul sito del ministero della Salute, secondo cui il totale dei casi di Coronavirus in Italia registra quota 256.118 dall’inizio dell’epidemia. I guariti/dimessi sono 204.686. Attualmente sono ricoverate con sintomi 883 persone (+17 rispetto a ieri), alle quali si aggiungono 68 ricoverati nelle terapie intensive (2 più di ieri). In isolamento domiciliare ci sono 15.063 (+635) persone, per un totale di attualmente positivi di 16.014. Quanto alle regioni, il Veneto con 159 contagi registra il maggior numero di nuovi casi. Seguono Lombardia con 154, Lazio con 115, Toscana 59, Campania 53 ed Emilia-Romagna e Piemonte con 52.  Come ieri, anche oggi nessuna regione o Provincia autonoma italiana è senza nuovi casi positivi al Coronavirus. Incremento dovuto anche ai tamponi in più effettuati e testati. “Purtroppo da noi vediamo l’andamento che stanno avendo altri Paesi in Europa: la Spagna oggi è arrivata all’apice con oltre 3mila contagi e così anche altri nostri ‘vicini di casa’. Così quello che vediamo è quello che tracima da queste situazioni. La popolazione andava indirizzata nella scelta delle vacanze, c’era infatti una situazione in evoluzione in molti Paesi limitrofi. Questo ha poi portato ad avere focolai anche da noi” sottolinea Massimo Clementi, direttore del laboratorio di Microbiologia e Virologia all’ospedale San Raffaele di Milano, commentando i dati dei contagi rilevati oggi in Italia. “Dobbiamo controllare queste persone che tornano in Italia – aggiunge Clementi – Servono i tamponi in partenza prima che si imbarchino su voli o navi”.

La situazione nel mondo: 22,4 milioni di contagi e 787.700 decessi. Stati Uniti e Brasile restano nel dramma, ma in Europa cresce la diffusione del contagio

La diffusione del coronavirus non conosce pause e anzi in Europa risale in molte aree. In base ai dati della Johns Hopkins University alle ore 9,30 odierne il numero totale dei contagi nel mondo è salito a 22,4 milioni e i decessi sono 787.700. Gli Usa restano il Paese più colpito con 5,53 milioni di casi e 173.181 morti, seguiti dal Brasile, con 3,45 milioni di casi e 111.100 morti, dall’India (2,83 milioni di contagi) e dalla Russia (935 mila). Gli Stati Uniti ieri hanno registrato oltre 45 mila persone positive al virus (40.500 il giorno precedente) e i decessi sono stati 1.416, il numero più alto da una settimana. L’infezione è particolarmente grave in Texas (309 decessi in un giorno) e in Florida (181). Restando nel continente americano, la Colombia ha superato la soglia del mezzo milione di casi, con 13.056 contagiati nell’ultimo giorno e un totale di 502.178 e si pone all’ottavo posto tra i Paesi più colpiti dal virus. I decessi sono quasi 16.000. Secondo il Financial Times, il Paese sta registrando un’incidenza quotidiana dei contagi rispetto alla popolazione (50 milioni) maggiore di Usa e Brasile. L’epidemia sta anche affossando l’economia: il Pil della Colombia è crollato del 15,7% nel secondo trimestre e la disoccupazione è salita al 25%. Oltre la soglia di mezzo milione di casi ci sono già il Perù e il Messico, che è al terzo posto della triste classifica dei decessi, con 58.500 vittime. Passando all’Asia, in Corea del Sud il coronavirus sta ora colpendo anche le aree al di fuori della capitale ed è stato riscontrato in almeno altre 15 città, anche se le autorità hanno raccomandato di limitare i viaggi al di fuori di Seul. I nuovi casi in 24 ore sono 276 a un totale di oltre 1.500 nell’ultima settimana, il dato peggiore dall’inizio di marzo. La Cina, invece, ha registrato solo nuovi 7 casi di coronavirus e nessun decesso nelle ultime 24 ore. Secondo le autorità, si tratta di casi importati. In Europa è netto l’aumento dei contagi registrato nei maggiori Paesi. Ieri la Spagna ha notificato 3.715 nuovi casi, il massimo da aprile in base ai dati del ministero della Sanità e portano il totale a 371 mila, il dato maggiore in Europa. Nella sola Madrid i nuovi casi sono 1.535. Negli ultimi 14 giorni i contagi in Spagna sono stati quasi 64 mila. I decessi sono 131 in una settimana, 11 volte più di un mese fa, quando nella terza settimana di luglio erano stati 12. I ricoveri in ospedale sono aumentati del 55% nell’ultima settimana a 1.336 e le ammissioni alla terapia intensiva sono cresciute del 71% a 84. Sono quasi 3.800, poi, i nuovi casi registrati in 1 giorno in Francia e portano il totale a 225.043 (+3.776). I decessi totali sono 30.500 di cui 20 mila in ospedale (+162 in 24 ore ieri). Il tasso di riproduzione è salito nell’arco di 2 mesi da 0,77 a 1,33 ed è al massimo nella regione Provenza-Costa Azzurra dove ha raggiunto l’1,62 nella settimana dal 3 al 9 agosto, ma tutte le altre regioni superano la soglia di allerta dell’1, oltre la quale l’epidemia torna a crescere. In Grecia, a fronte dell’aumento dei contagi, la mascherina diventa obbligatoria da domani nell’isola di Mykonos e nella Calcidica. In Germania i nuovi casi annunciati oggi sono 1.707, il numero più alto dalla fine di aprile e secondo le autorità è legato principalmente alle persone che tornano dalle vacanze all’estero. L’Italia fa notizia, soprattutto sui media esteri, non per i nuovi contagi complessivi (+845 il 20 agosto), ma per i 4 casi registrati nelle ultime ore tra le squadre di calcio, alla ripresa degli allenamenti a un mese dalla ripresa del campionato di serie A. Contagi, quindi, contratti durante le vacanze.

Nel primo semestre del 2020 la Svezia ha registrato il più alto numero di morti degli ultimi 150 anni. Secondo i dati dell’istituto nazionale di statistica, riferisce la Cnn, fra gennaio e giugno sono stati registrati 51.405 decessi, oltre 6500 morti (il 15%) in più rispetto allo stesso periodo del 2019. Non si registrava un dato così alto nel primo semestre dal 1869, quando la Svezia fu colpita da una carestia e morirono 55.431 persone. Il dato arriva dopo le critiche alla scelta del governo di Stoccolma di non ricorrere al lockdown per contenere l’epidemia di coronavirus. Ai primi di giugno i dati ufficiali registravano 4500 morti di covid-19. Secondo il conteggio della John Hopkins university i decessi sono arrivati ora a 5.802, molti di più rispetto agli altri paesi scandinavi, che hanno tutti adottato misure di confinamento. I dati dell’ufficio di statistica evidenziano anche la minor crescita della popolazione rispetto al 2005, con un surplus di 6.860 abitanti nel primo semestre 2020, che rappresenta meno della metà dell’anno precedente. C’è stato anche un calo del 34,7% dell’immigrazione rispetto al 2019, particolarmente evidente fra aprile e giugno.

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