Coronavirus. 31 luglio. 379 nuovi positivi e 9 decessi. Nel mondo, superati i 17 milioni di casi. Mattarella: libertà non è far ammalare altri, non dividiamoci

Coronavirus. 31 luglio. 379 nuovi positivi e 9 decessi. Nel mondo, superati i 17 milioni di casi. Mattarella: libertà non è far ammalare altri, non dividiamoci

Si conferma l’aumento nel numero dei contagi da Covid-19 in Italia. Restano stabili rispetto a ieri i numeri sui contagi da Covid-19: nelle ultime 24 ore sono stati registrati 379 nuovi positivi, che raggiungono la quota totale di 247.537. Mentre le vittime odierne sono 9. Il totale dei decessi raggiunge la quota di 35.141. Alla luce dei dati provenienti dal centro di accoglienza nel trevigiano, il Veneto oggi conta il maggiore incremento di casi con 117 positivi (20.120 casi totali) mentre è stata registrata una vittima (2.074 deceduti totali). A seguire c’è la Lombardia con 77 nuovi positivi (96.219 totali), mentre i decessi registrati nelle ultime 24 ore sono 4 (16.806 totali). In Emilia-Romagna i nuovi casi sono 36 (29.670 totali). Il presidente della Campania Vincenzo De Luca, durante la diretta Facebook del venerdì sull’aggiornamento della situazione coronavirus ha messo in guardia: “Noto nel Paese e in Campania un rilassamento generale che ha fatto emergere nuovi contagi. Ora è importante gestire questa fase di transizione visto che sono state aperte tutte le attività economiche: dobbiamo convivere con il Covid per altri 7-8 mesi se non vogliamo chiudere di nuovo tutto”. Nella sua Regione si sono registrati 9 nuovi contagi nelle ultime 24 ore. Malgrado le misure di lockdown adottate in Italia per contrastare la pandemia di Covid-19, “persiste una trasmissione diffusa del virus che, quando si verificano condizioni favorevoli, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti, talvolta associati all’importazione di casi da Stati esteri”. E’ quanto si legge nel report settimanale di ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità di monitoraggio della Fase 3. Il numero di nuovi casi di infezione “sebbene rimanga nel complesso contenuto” mostra “una tendenza all’aumento. Questo avviene – si legge nel report – grazie alle attività di testing-tracking-tracing che permettono di interrompere potenziali catene di trasmissione sul nascere. La riduzione nei tempi tra l’inizio dei sintomi e la diagnosi/isolamento permette una più tempestiva identificazione ed assistenza clinica delle persone che contraggono l’infezione”.

La situazione nel mondo

Sono oltre 17,2 milioni i casi di contagio da coronavirus nel mondo, secondo la Johns Hopkins university. I decessi, dall’inizio della pandemia, hanno raggiunto quota 671.000. Il contatore segna 17.219.767, con gli Stati Uniti che restano al primo posto per infezioni registrate, 4.487.987, segue il Brasile con 2.610.102 casi, poi l’India è terza con 1.582.028 contagiati. La Russia è al quarto posto 832.993 e il Sudafrica al quinto, con 482.169 infezioni da coronavirus. I cinque Paesi con il bilancio più alto di vittime sono: gli Stati Uniti, 152.040, il Brasile, 91.263, il Regno Unito 46.084, il Messico 46.000 e l’Italia 35.141. Nel Regno Unito sono stati registrati altri 120 decessi e 880 nuovi casi di contagio nelle ultime 24 ore. Il totale dei decessi è ora di 46.119. Le autorità sanitarie hanno avviato una revisione del conteggio delle vittime del Covid-19, per il timore che i dati relativi all’Inghilterra possano contenere anche decessi avvenuti mesi dopo che il paziente era risultato positivo.

Mattarella: libertà non è far ammalare altri, non dividiamoci 

Non si può ancora abbassare la guardia e chi lo fa, per noncuranza o per scelta, mette a repentaglio la salute degli altri. C’è una cartelletta, sulla scrivania di Sergio Mattarella, con i dati di contagi, ricoveri e morti per coronavirus; ed è da quei numeri che si dipana la riflessione che il Presidente della Repubblica svolge in occasione della cerimonia del Ventaglio. Una cerimonia ridotta, come è ormai consuetudine al Quirinale, e dedicata non a valutazioni politico-istituzionali come in passato ma all’epidemia che ha travolto e cambiato le vite di milioni di persone in Italia e nel mondo. Il Presidente parte dunque dai dati e nota innanzitutto come troppo presto si sta tendendo a dimenticare il dramma che ha colpito il Paese, proprio mentre altri paesi stanno vivendo una seconda ondata. “Non possiamo – e non dobbiamo – dimenticare quel che è avvenuto, le settimane in cui morivano, quotidianamente, centinaia di nostri concittadini” esorta il Capo dello Stato, ricordando gli 800 morti al giorno di marzo. Per rispetto a loro, a chi li ha curati e ha combattuto l’epidemia, a chi è rimasto disciplinatamente a casa “non possiamo – non dobbiamo – rimuovere tutto questo”. Chi, come in altre nazioni, nega l’epidemia e non mette in campo misure drastiche provoca “drammatiche conseguenze”. Anche il dibattito sul binomio salute-libertà, per Sergio Mattarella, si esaurisce in poche battute: certo “non vi sono valori che si collochino al centro della democrazia come la libertà” ma “occorre tener conto anche del dovere di equilibrio con il valore della vita, evitando di confondere la libertà con il diritto far ammalare altri”. Dunque tutto si può discutere, ma ci sono dei dati da cui partire, quella cartelletta sulla scrivania: l’errore da evitare ora è “dividerci in contrapposizioni pregiudiziali”, quasi che riconoscere il virus e negarlo fossero due nuove ideologie avversarie; cercando invece “una comune ricerca di prospettive”. Sempre partendo da dati ed evidenze scientifiche, Mattarella riflette sul mondo dell’informazione, ospite d’onore al Quirinale, rappresentato dalla Associazione stampa parlamentare. Un mondo che “nonostante le obiettive difficoltà vissute dal settore e dai singoli giornalisti, ha dato prova di saper essere al servizio dell’interesse generale e dei cittadini”. Si parla spesso di fake news, si cercano strumenti nuovi per contrastarle, ma per il Capo dello Stato una cosa deve essere chiara: le notizie contraffatte sono spesso anonime, confezionate appositamente per ingannare, veicolate dal web senza sanzioni, mentre l’informazione offerta dai giornalisti ha regole, deontologia e controlli. Non sono ambiti da confondere”.

Commissione Ue prenota 300 milioni di dosi vaccino

La Commissione europea ha reso noto di aver prenotato a nome dei Ventisette Paesi membri 300 milioni di dosi del vaccino contro il Coronavirus in corso di sviluppo da parte della farmaceutica francese Sanofi. Secondo quanto reso noto da Bruxelles il contratto prevede un’opzione sull’acquisto del vaccino a tutti gli Stati membri, sempre che il medicinale si riveli “sicuro ed efficace”; sono comunque in corso delle trattative con degli altri fabbricanti di vaccini. “Anche se in questo momento non siamo in condizioni di sapere quale vaccino si rivelerà più efficace, l’Europa investe in un portafoglio diversificato di vaccini promettenti, basati su tecnologie differenti: ciò permetterà di aumentare le possibilità di ottenere rapidamente un rimedio contro il virus” ha spiegato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. Poco prima dell’annuncio della Commissione Sanofi e la britannica Gsk avevano reso noto che avrebbero ricevuto fino a 2,1 miliardi di dollari dagli Stati Uniti per lo sviluppo di un vaccino, in cambio di cento milioni di dosi. Sono ormai quasi 200 i vaccini in fase di sviluppo nel mondo per cercare di contrastare la pandemia di Sars-CoV2. Secondo i dati dell’Istituto Milken di Pasadena sono infatti 199 i nuovi prodotti complessivamente in fase di sviluppo mentre una ventina sono quelli che sono stati avviati alla fase clinica di sperimentazione. Tra questi almeno 5 sono arrivati all’ultimo step della sperimentazione sull’uomo, la cosiddetta fase III. Si tratta di tre vaccini cinesi – due prodotti da Sinopharm nei suoi laboratori di Wuhan e di Pechino, e uno prodotto da Sinovac – di quello prodotto dallo Jenner Institute (Università di Oxford) in collaborazione con Irbm-Advent e di quello americano prodotto da Moderna, società biotech di Cambridge, cittadella della ricerca nei pressi di Boston. A questi si aggiungerebbe ora anche un nuovo vaccino, prodotto dall’Istituto Gameya di Mosca, che stando a quanto riferito da fonti russe potrebbe addirittura ottenere l’approvazione entro il 14 agosto prossimo.

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