Coronavirus. 9 giugno. 235.561, 34.043 decessi, 168.646 guariti, 263 in rianimazione. In Emilia Romagna si accende la protesta degli infermieri, Nurses lives matter

Coronavirus. 9 giugno. 235.561, 34.043 decessi, 168.646 guariti, 263 in rianimazione. In Emilia Romagna si accende la protesta degli infermieri, Nurses lives matter

Il totale delle persone che hanno contratto il virus è di 235.561, con un incremento rispetto a ieri di 283 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi è di 32.872, con una decrescita di 1.858 assistiti rispetto a ieri. Lo comunica la Protezione civile. Tra gli attualmente positivi, 263 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 20 pazienti rispetto a ieri, mentre 4.581 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 148 pazienti rispetto a ieri. Sono 28.028 le persone, pari all’85% degli attualmente positivi, in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Rispetto a ieri i deceduti sono 79 e portano il totale a 34.043. La Protezione civile precisa che nel totale odierno sono conteggiati 32 decessi, riferiti a giorni precedenti e non alle ultime ventiquattrore, comunicati solo oggi dalla Regione Abruzzo. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 168.646, con un incremento di 2.062 persone rispetto a ieri. “I numeri stanno andando abbastanza bene e anche in Lombardia le cose funzionano”. Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università degli Studi di Milano, guarda con ottimismo ai dati sull’epidemia di Covid-19 diffusi oggi dalla Protezione Civile e dalle Regioni. “Dal fuocherello”, così come nei giorni scorsi l’esperto definiva i nuovi contagi ancora presenti, si stanno accendendo “delle fiammelle” che sono i nuovi focolai: quello all’Irccs San Raffaele Pisana di Roma e quello all’ospedale Niguarda di Milano, per esempio. “Ma il sistema ha imparato a spegnerle”, è convinto Pregliasco. “Dobbiamo guardare il lato ‘positivo’ di questi focolai: ora queste situazioni vengono individuate nell’immediato e gestite – rileva il virologo – dimostrando la capacità di reazione acquisita” dopo la fase più acuta dell’emergenza coronavirus”. Tornando al bollettino, per lo specialista “è molto positivo il fatto che si siano ulteriormente ridotti gli attualmente positivi (più di 1.800 in meno) e i ricoverati in terapia intensiva (-20)”. Quanto alla Lombardia, “i dati mi sembrano buoni ed è tornato a scendere anche il rapporto nuovi positivi/tamponi”, oggi all’1,9% rispetto al 4,3% di ieri.

La situazione nel mondo. Superati i 7 milioni di casi e 405 mila decessi. Sempre più critici Stati Uniti e Brasile

Oltre 7 milioni di casi (7.085.894) e 400 mila morti (405.168) per coronavirus nel mondo secondo i dati della Johns Hopkins University. Primo paese per contagi sono gli Usa, seguiti da Brasile, Russia, Regn Unito, India, Spagna, Italia, Perù, Francia e Germania. Stati Uniti in testa anche per decessi (oltre 110 mila), seguiti da Regno Unito, Brasile e Italia. Negli Stati Uniti, sono stati registrati almeno 1.962.982 casi di Covid-19 e 111.097 morti, secondo l’aggregatore di dati della Johns Hopkins University. Il totale include i casi di tutti e 50 gli Stati, del District of Columbia e dei territori statunitensi, oltre ai casi riguardanti cittadini rimpatriati. Lo Stato più colpito, con almeno 378.799 casi e 30.417 morti, è New York. Poi il New Jersey, con almeno 164.497 casi e 12.214 morti. La città più ferita è New York, con 207.353 casi e 21.877 morti. Sono stati inoltre registrati oltre 700.000 casi in Brasile, secondo l’alleanza dei media del Paese, perché il governo ha deciso di limitare l’accesso ai dati ufficiali. Solo il primo giugno i contagi nello Stato sudamericano erano 500.000. I morti, secondo Johns Hopkins University, sono 36.455 in Brasile.

Commissione Covid nel Consiglio regionale della Lombardia: giorni di riflessione per la nuova presidenza

Qualche giorno di riflessione per sciogliere i nodi che frenano la partenza della Commissione di inchiesta Covid di Regione Lombardia. È l’orientamento emerso nel corso della riunione dei capigruppo che si sono incontrati al Pirellone in una pausa dei lavori del Consiglio regionale per trovare la quadra sulla presidenza della Commissione sul Coronavirus. Dopo le dimissioni di Patrizia Baffi, che ha lasciato la presidenza della Commissione venerdì, i partiti sono chiamati a trovare una sintesi per individuare un nome a cui affidare la guida dell’indagine sulla gestione dell’emergenza Coronavirus in Lombardia. Al momento il solco più profondo divide Lega e Partito democratico. “Sono fiducioso che si possa trovare una soluzione per far partire questa Commissione d’inchiesta”, ha spiegato il presidente del Consiglio regionale, Alessandro Fermi. Nel corso della riunione con i leader dei gruppi consiliari, ha detto Fermi, “si sono fatti dei passi avanti e sono stati smussati alcuni angoli”. Tra “qualche giorno” è previsto un nuovo aggiornamento “informale” per superare l’impasse.

Anche “nurses lives matter”, sit-in di infermiere e infermieri in Emilia Romagna 

Anche le vite degli infermieri contano. “Nurses lives matter”, riprendendo lo slogan americano del Black lives matter riemerso con potenza dopo la morte di George Floyd. Per questo gli infermieri e le infermiere dell’Emilia-Romagna scendono in piazza a ricordare che “non siamo eroi, ma professionisti”, e come tali rivendicano un miglioramento della retribuzione e investimenti nel Servizio sanitario nazionale, ad esempio tramite assunzioni di infermieri nelle Aziende sanitarie in vista dell’estate. Un sit-in dal nome eloquente, “Noaldemansionamento”, promosso dal sindacato Nursing Up sotto la sede della Regione Emilia-Romagna, a Bologna oggi ha visto i manifestanti portare queste richieste indossando calzari ricavati dai sacchi della spazzatura: un ricordo simbolico di quando i dispositivi di protezione individuale scarseggiavano, se non totalmente assenti durante il picco dell’emergenza. C’è stata “molta carenza” di materiali, ricorda Francesca Battani, responsabile regionale Nursing Up. “Questa non è un’esagerazione, ma una realtà: molte volte abbiamo lavorato con calzari fatti con sacchetti dell’immondizia, così come abbiamo avuto camici donati da estetiste, parrucchieri eccetera. Devo dire che dobbiamo veramente ringraziare tutti i privati cittadini che ci hanno aiutato in ogni modo”. Carenze che tuttavia gli infermieri non hanno dimenticato. E quando è arrivato al presidio l’assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini non hanno infatti mancato di ricordarlo. Da parte sua, Donini si è giustificato menzionando il problema dei materiali “fermi in dogana a Francoforte”, ma tenendo comunque presente che era “lì per ascoltare”. La presenza dell’assessore al presidio è stata un gesto apprezzato dal sindacato, che ora spera che le istanze arrivino al governo, passando dal presidente della Conferenza delle Regioni, nonché della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Donini agli infermieri ha anche ricordato che l’Emilia-Romagna è stata l’unica regione a erogare un bonus per gli infermieri, pur specificando che “non esiste bonus che possa ricompensare ciò che il personale del comparto sanitario abbia fatto in questi mesi. Sennò dovremmo darvi miliardi di euro…”, scherza l’assessore.

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