Scuola. Sindacati sul piede di guerra contro la ministra Azzolina, definita “deludente e inconcludente”. Servono un Piano strategico, dialogo e investimenti importanti per ripartire bene

Scuola. Sindacati sul piede di guerra contro la ministra Azzolina, definita “deludente e inconcludente”. Servono un Piano strategico, dialogo e investimenti importanti per ripartire bene

Per la ‘ripartenza’ della scuola i sindacati stimano necessario e urgente un investimento complessivo da circa 12 miliardi. E’ questo l’obiettivo, arrivato al termine di una videoconferenza. Per il solo sdoppiamento di classi di infanzia e primaria servirebbero 3,5 miliardi, 5,5 milioni al giorno per i Dpi e una somma ingente per ristrutturare le scuole. Per la Flc Cgil si dovrebbe investire almeno un punto di Pil e subito 3 miliardi, ma ovviamente la stima riguarda l’investimento ideale, considerando anche il momento di grave crisi economica che ha investito l’Italia dopo il coronavirus. Il calcolo dei sindacati riguarderebbe anche 2 miliardi e mezzo per gli organici per scuole di secondo grado e 5 miliardi e mezzo per la riorganizzazione. Insomma, un “Piano Paese” per la scuola con più investimenti nell’organico, dai docenti al personale Ata, e nelle strutture (“servirebbe un investimento da un punto il Pil”) e flessibilità nel trovare spazi alternativi alle aule per tornare a settembre ad una didattica in presenza, tenendo presente che “con i calcoli del distanziamento in una classe potrebbero stare massimo 13 alunni” chiedono i sindacati della scuola al ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, in vista dell’incontro tra le parti fissato per il 7 maggio.

Per Francesco Sinopoli segretario generale della Flc Cgil è determinante tornare alla didattica in presenza. Per farlo avremo bisogno di classi più piccole e di più tempo scuola, cioè più organici e più investimenti. Una infrastruttura ripensata non solo in termini di sicurezza, ma anche di spazi didattici. Raccontare che va tutto bene perché abbiamo avuto la didattica a distanza non è vero. La scuola per noi avrebbe bisogno di un investimento per un punto di Pil, pari dunque a circa 18 miliardi”, solo per raggiungere la media europea. “La ripresa – ha spiegato Maddalena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola – non potrà essere tornare alla scuola di un tempo, ma abbiamo bisogno di dialogare con ministero e famiglie: la scuola in presenza è la vera scuola, non può essere la didattica a distanza” e come alternativa agli istituti “dobbiamo trovare formule come avviene per i terremoti: prefabbricati, alberghi, situazioni non utilizzate. Non è il momento di interrompere il contatto con gli studenti. Dobbiamo trovare mille formule, la discussione deve essere parlamentare: il Parlamento deve garantire alla scuola una ripresa. Se il piano strategico deve partire oggi, lo scenario che abbiamo è sotto zero. È il momento di un ‘piano Paese’ per la scuola”. Secondo Pino Turi segretario generale Uil Scuola, “la gestione degli spazi deve essere rivista con gli enti locali per creare spazi diversificati, più aule, più laboratori, con più docenti e più personale Ata. L’organizzazione degli orari va posta in capo all’autonomia delle scuole: i docenti sono abituati ai cambiamenti”. “La didattica a distanza – ha concluso Rino Di Meglio (Gilda) – è stata un bene, ma non può sostituire l’insegnamento normale. Per settembre bisogna avere cautela: non sappiamo quello che succederà tra 15 giorni quindi va visto ciò che realisticamente è possibile fare e capire quanti investimenti servono. Sarebbe opportuno che per la dad il Ministero predisponesse una piattaforma unica nazionale, a disposizione di tutte le scuole del Paese”.

Sinopoli, Flc Cgil: “È giunto il momento di riprendere la parola”, 13 maggio videoassemblee unitarie

“Abbiamo deciso di organizzare per il 13 maggio una giornata straordinaria di assemblee del personale della scuola in tutto il Paese, è giusto che la scuola partecipi alle scelte che la riguardano ed è quello che le organizzazioni sindacali intendono fare” ha poi annunciato il segretario della Flc Cgil Francesco Sinopoli,  I segretari dei 5 sindacati della scuola più rappresentativi hanno tutti attaccato la gestione dell’emergenza coronavirus nel settore da parte della ministra Lucia Azzolina, anche se “non è il momento per chiedere le sue dimissioni”. Il 7 maggio è previsto un nuovo incontro tra i sindacati e Azzolina. “Il Ministero ha condotto questa fase con moltissime lacune e mancanze. Il ritardo che ora scontiamo viene riconosciuto in tutto il Paese. Azzolina cambia posizione ogni 24 ore: la gestione della ministra è autoreferenziale, solipsistica e inefficace”, ha detto Sinopoli. “Nessuno si illude che si possa far ripartire la Scuola mettendo al centro la didattica in presenza senza un investimento straordinario, l’idea che ce la caviamo tra presenza e distanza nasconde questa mancanza di consapevolezza” ha detto ancora Francesco Sinopoli. “Senza un investimento nel tempo non si riescono a soddisfare i bisogni di apprendimento; la Scuola deve tornare in presenza – ha aggiunto Sinopoli – Non c’è un piano concordato, solo interviste della ministra e del presidente della Task force Bianchi. E’ il momento che si riprenda la parola: non esiste momento che non prevede dissenso”. “Abbiamo bisogno di posti stabili già a settembre: questa è la priorità, evitiamo una discussione ideologica, non possiamo riprendere a settembre con 200 mila precari. E’ il momento per rivedere le scelte sbagliate degli ultimi anni. La gestione della ministra è autoreferenziale e solipsistica, è giunto il momento di riprendere la parola”, ha concluso Sinopoli.

Ieri la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina aveva frenato sulla didattica mista: “Non sono decisioni già prese o imposte, sono elementi di dibattito, basati sul lavoro che stiamo portando avanti con il Comitato di esperti che sta collaborando con il Ministero per la ripresa delle attività e il Comitato tecnico scientifico che supporta il Governo dall’inizio dell’emergenza. Di questo ho parlato ieri, di proposte”.

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