Papa Francesco nel giorno della Pentecoste: “curare le persone, non risparmiare per l’economia. Curare le persone, che sono più importanti dell’economia”

Papa Francesco nel giorno della Pentecoste: “curare le persone, non risparmiare per l’economia. Curare le persone, che sono più importanti dell’economia”

“Oggi che la piazza è aperta, possiamo tornare, è un piacere”. Papa Francesco ha aperto con queste parole la preghiera dell’Angelus in una piazza San Pietro in cui si sono finalmente rivisti i fedeli, molti con indosso le mascherine. “Oggi celebriamo la grande festa di Pentecoste, nel ricordo dell’effusione dello Spirito Santo sulla prima Comunità cristiana. Il Vangelo odierno (cfr Gv 20,19-23) ci riporta alla sera di Pasqua e ci mostra Gesù risorto che appare nel Cenacolo, dove si sono rifugiati i discepoli. Avevano paura. Queste prime parole pronunciate dal Risorto: «Pace a voi», sono da considerare più che un saluto: esprimono il perdono, il perdono accordato ai discepoli che, per dire la verità, lo avevano abbandonato. Sono parole di riconciliazione e di perdono. E anche noi, quando auguriamo pace agli altri, stiamo dando il perdono e chiedendo pure il perdono”, ha continuato il Pontefice. “Perdonando e radunando attorno a sé i discepoli, Gesù fa di essi una Chiesa, la sua Chiesa, che è una comunità riconciliata e pronta alla missione. Riconciliata e pronta alla missione. Quando una comunità non è riconciliata, non è pronta alla missione: è pronta a discutere dentro di sé”, ha ammonito il Papa: “La festa di Pentecoste rinnova la consapevolezza che in noi dimora la presenza vivificante dello Spirito Santo. Egli dona anche a noi il coraggio di uscire fuori dalle mura protettive dei nostri “cenacoli”, dei gruppetti,senza adagiarci nel quieto vivere o rinchiuderci in abitudini sterili”.

 Nei commenti successivi all’Angelus papa Francesco ha ricordato come sette mesi fa si fosse concluso il Sinodo Amazzonico, e ha rivolto un pensiero alle tante persone colpite dalla pandemia nella regione: “Prego per i più poveri e i più indifesi di quella cara Regione, ma anche per quelli di tutto il mondo, e faccio appello affinché non manchi a nessuno l’assistenza sanitaria. Curare le persone, non risparmiare per l’economia. Curare le persone, che sono più importanti dell’economia. Noi persone siamo tempio dello Spirito Santo, l’economia no”. Infine, il pontefice ha ricordato come in Italia si celebri la Giornata Nazionale del Sollievo, per promuovere la solidarietà nei confronti dei malati: “Rinnovo il mio apprezzamento a quanti, specialmente in questo periodo, hanno offerto e offrono la loro testimonianza di cura per il prossimo. Ricordo con gratitudine e ammirazione tutti coloro che, sostenendo i malati in questa pandemia, hanno dato la loro vita. Preghiamo in silenzio per i medici, i volontari, gli infermieri, tutti gli operatori di salute e tanti che hanno donato la loro vita in questo periodo”. “Auguro a tutti una buona domenica di Pentecoste. Abbiamo tanto bisogno della luce e della forza dello Spirito Santo! Ne ha bisogno la Chiesa, per camminare concorde e coraggiosa testimoniando il Vangelo. E ne ha bisogno l’intera famiglia umana, per uscire da questa crisi più unita e non più divisa. Voi sapete che da una crisi come questa non si esce uguali, come prima: si esce o migliori o peggiori. Che abbiamo il coraggio di cambiare, di essere migliori, di essere migliori di prima e poter costruire positivamente la post-crisi della pandemia”, ha concluso il Papa.

Share