Coronavirus. 11 maggio. 219.814 contagi, 30.739 decessi, 106.587 guariti, 999 in terapia intensiva. Francia riapre nel caos. Italia, si discute su come riaprire il 18 maggio

Coronavirus. 11 maggio. 219.814 contagi, 30.739 decessi, 106.587 guariti, 999 in terapia intensiva. Francia riapre nel caos. Italia, si discute su come riaprire il 18 maggio

Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul nostro territorio, a oggi, 11 maggio, il totale delle persone che hanno contratto il virus è 219.814, con un incremento rispetto a ieri di 744 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi è di 82.488, con una decrescita di 836 assistiti rispetto a ieri. Tra gli attualmente positivi 999 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 28 pazienti rispetto a ieri. 13.539 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 79 pazienti rispetto a ieri. 67.950 persone, pari al 82% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Rispetto a ieri i deceduti sono 179 e portano il totale a 30.739. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 106.587 con un incremento di 1.401 persone rispetto a ieri. Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 30.411 in Lombardia, 13.338 in Piemonte, 7.040 in Emilia-Romagna, 5.460 in Veneto, 4.073 in Toscana, 2.844 in Liguria, 4.294 nel Lazio, 3.227 nelle Marche, 1.909 in Campania, 735 nella Provincia autonoma di Trento, 2.544 in Puglia, 2.062 in Sicilia, 830 in Friuli Venezia Giulia, 1.609 in Abruzzo, 447 nella Provincia autonoma di Bolzano, 108 in Umbria, 511 in Sardegna, 107 in Valle d’Aosta, 568 in Calabria, 142 in Basilicata e 229 in Molise.

“I dati di oggi sono belli: aumentano i guariti, si riducono i nuovi casi, anche i decessi. E la Lombardia tiene bene. Il problema sono le immagini di assembramenti che abbiamo visto in questi giorni: preoccupano quelle dei Navigli, ma anche i filmati dei parchi cittadini e delle spiagge. Vedremo solo nel fine settimana l’effetto delle riaperture del 4 maggio, e ci vorrà ancora un po’ per capire se gli assembramenti visti negli ultimi giorni hanno avuto un effetto sulla circolazione del virus”. A dirlo all’Adnkronos Salute è il virologo dell’Università di Milano Fabrizio Pregliasco, che commentando i dati della Protezione civile sottolinea: “Il virus circola ancora, e vedere persone che si assembrano senza rispettare le misure di distanziamento e senza mascherine, non può non preoccupare”. “La Germania, che finora aveva controllato bene il virus, ha visto salire l’indice di contagiosità a 1,1: non va bene. Se vogliamo andare in vacanza questa estate dobbiamo tenere alta la guardia e non dimenticare che il virus è ancora fra noi”, conclude Pregliasco.

La situazione nel mondo. Cambia la classifica dei contagi. In testa gli Stati Uniti, quinta l’Italia

Cambia la classifica dei paesi piu’ colpiti dal contagio da coronavirus nel mondo: l’Italia scende oggi dal quarto al quinto posto, dopo Russia, Regno Unito, Spagna e Usa. Lo si apprende dal calcolo di Wordmeter, il sito web che fornisce dati statistici in tempo reale sulla pandemia. In particolare, a pesare oggi è stato il sorpasso della Russia, che ha censito 11.656 contagi in sole 24 ore arrivando a un totale di 221.344 positivi a fronte dei 219.814 registrati fino ad oggi in Italia (in crescita di 744 rispetto a ieri). Primi nella triste classifica restano gli Stati Uniti con oltre 1 milione e 370.000 contagi, di cui 4.092 in più solo nelle ultime 24 ore. Secondo posto per la Spagna con 268.143 casi e un aumento giornaliero di 3.480. Terzo posto per il Regno Unito con 223.060 contagi, di cui oltre 3.877 solo oggi.

La Francia sperimenta il primo giorno di riapertura nel caos

Trasporti pubblici parigini affollati, treni a lunga percorrenza semi vuoti, mascherine per tutti o quasi, riapertura progressiva dei negozi e delle scuole, ripresa degli allenamenti sportivi ad alto livello e polemiche politiche: è questa in sintesi la cronaca dell’avvio del de-confinamento in Francia rilanciata dai media d’Oltralpe. La fase 2 non è cominciata sotto i migliori auspici, con scene delle metro e del Rer parigino sovraffollati, rendendo impossibile il distanziamento di almeno un metro tra i viaggiatori, anche se la maggior parte indossava la mascherina. A lanciare l’allarme è stato il primo sindacato dei trasporti della capitale e dell’hinterland, che ha denunciato almeno durante la prima ora “un’affluenza eccessiva nelle zone nord-nord ovest della rete, le stesse ad aver creato problemi durante il confinamento”. Il sindacato ha annunciato che sosterrà i dipendenti Ratp che decideranno di usufruire del diritto di ritiro dal lavoro poiché temono per la propria salute. Un’altra sfida nei trasporti ha riguardato la disponibilità di mascherine per chi ne avesse avuto bisogno e che invece scarseggiavano in alcune stazioni della metropolitana, dove veniva distribuita soluzione idroalcolica. A rilento anche la riapertura dei negozi, con molti esercizi commerciali ancora alle prese con l’allestimento degli spazi nel rispetto delle nuove norme sanitarie e di distanziamento da far osservare ai clienti. A non sapere come gestire le richieste sono molti dei parrucchieri di Francia, che hanno l’agenda piena per le prossime settimane. Aperture progressive anche nelle scuole – dai nidi fino alle elementari – che sono tornate ad accogliere i primi alunni su base volontaria e non più di 15 per ogni classe. A frenare e a chiedere maggiori precauzioni sanitarie, ma anche psicologiche, sono sindacati degli insegnanti e associazioni di psicologi.

Il confronto Stato-Regioni. Si prepara la riapertura di molte attività per lunedì 18 maggio

Via libera ad apertura di bar, ristoranti e parrucchieri dal 18 maggio, ma per la certezza si dovrà attendere tra giovedì e venerdì quando arriveranno le linee guida di Inail e Comitato tecnico-scientifico che si baseranno sui dati del monitoraggio della curva dei contagi. E’ quanto si apprende mentre è ancora in corso l’incontro tra governo e regioni. Il comitato tecnico scientifico sta chiudendo in queste ore le linee guida su ristorazione, servizi alle persone e balneazione, in vista della seconda fase delle riaperture. E’ quanto avrebbe spiegato il governo alle Regioni nel corso della videoconferenza di questi minuti. Le linee guida e i protocolli per la sicurezza sul lavoro, i trasporti e gli esercizi commerciali già sono nei dpcm precedenti, è stato spiegato: su ristorazione, servizi alle persone e balneazione il Cts sta ora chiudendo. Le Regioni potranno riaprire in autonomia le attività a partire dal 18 maggio ma il governo avrà la possibilità di intervenire nel caso in cui, in base all’andamento dei dati sulla curva del contagio e dei criteri definiti dalla circolare del ministero della Salute, fosse necessario bloccare una nuova diffusione del virus. Gli interventi saranno tempestivi, viene spiegato, in stretto contatto tra governo e Regioni.

Mes, la scheda e la modulistica per chiedere aiuti su spese sanitarie 2020-21 fino al 2% Pil

Un documento di tre pagine, che termina con una tabella da compilare. E’ stato pubblicato il modulo per avere accesso alla nuova linea di credito del Meccanismo europeo di stabilità. Secondo il Draft Template for the Response Plan – che sostituisce il memorandum – i Paesi membri dovranno utilizzare i fondi del Mes per “sostenere il finanziamento interno dei costi diretti e indiretti legati all’assistenza sanitaria, alla cura e alla prevenzione connesse alla crisi Covid-19”. Le spese stimate possono riguardare sia il 2020 che il 2021 e potranno raggiungere un ammontare pari al massimo al 2% del Pil. Il template dovrà essere approvato dal board del Mes il prossimo 15 maggio. I fondi erogati tramite la nuova linea di credito del Mes potranno essere utilizzati esclusivamente per supportare le spese sanitarie legate alla pandemia. In particolare il secondo paragrafo del documento specifica che saranno inclusi la “spesa sanitaria pubblica complessiva stimata direttamente o indirettamente per affrontare l’impatto di Covid-19 sul sistema sanitario nel 2020 e nel 2021” oltre che “altri costi indiretti relativi all’assistenza sanitaria, alla cura e alla prevenzione dovuti” alla pandemia. In linea “con l’accordo dell’Eurogruppo ci si aspetta che gli Stati dell’Eurozona colpiti dalla crisi Covid-19 siano in grado di identificare le spese ammissibili fino al 2% del Pil”, si legge ancora nella seconda parte del documento. La terza ed ultima parte del documento è composta da una tabella che deve essere compilata dallo Stato richiedente, con il dettaglio delle spese sostenute. Nella tabella devono essere distinte tre voci di spesa: i costi sanitari e di prevenzione direttamente correlati alla pandemia, la parte di spesa pubblica sostenuta per far fronte all’emergenza e i costi indiretti relativi a assistenza sanitaria, cura e prevenzione. Per tutte e tre le voci i costi devono specificare l’ammontare sostenuto e la relativa percentuale di Pil.

Share