Articolo Uno, il documento della Direzione: “La sinistra ha una funzione se ricostruisce un blocco sociale di riferimento”. D’Alema: “La sinistra va praticata più che predicata”

Articolo Uno, il documento della Direzione: “La sinistra ha una funzione se ricostruisce un blocco sociale di riferimento”. D’Alema: “La sinistra va praticata più che predicata”

Una integrazione tra Pd e M5S? Nel dibattito suscitato dal documento (che pubblichiamo integralmente di seguito) della direzione di Articolo Uno si inserisce Massimo D’Alema, nel corso di un’intervista a In mezzora di Lucia Annunziata. D’Alema ha intanto confermato di essere un “militante di Articolo uno” e poi sul tema: “non è auspicabile né auspicata da nessuno dei protagonisti e non è possibile. Che si consolidi questa collaborazione è importante. Che prenda respiro, che si indirizzi e si produca per una visione di futuro del paese questo sarebbe importante. Spero che questa nuova generazione dei dirigenti della sinistra ricostruisca una grande forza superando le divisioni di questi anni. La sinistra va praticata più che predicata”. Lo ha detto anche in risposta a una domanda capziosa sul fatto che nel nuovo libro pare che D’Alema non abbia mai usato il termine “sinistra”. Il giudizio sul governo di D’Alema è netto: “io sono a favore” del modo in cui l’esecutivo ha gestito la pandemia di coronavirus. “Penso” che “l’attuale governo deve corrispondere alle necessità del Paese” e ha gestito “bene l’emergenza” coronavirus, ha detto ancora. Il nostro Paese è uno di quelli che ha gestito “meglio” l’emergenza. “Certo ora è di fronte ad una sfida enorme” perché bisogna “cambiare passo”. Le forze “conservatrici” in Ue sono “forti” ma bisogna affrontare un processo di cambiamento in Europa, ha osservato. “C’è la necessità di una radicale riforma dell’Europa e lo dico da europeista. E’ un’Europa liberista, non regge la sfida di questo tempo. Bisogna che sostenga lo sviluppo. E’ molto importante che si avvii un cambiamento dell’Ue. Questa svolta ha visto emergere forze che si oppongono, che vogliono riproporre condizionalità, austerità. La sfida è aperta”. E infine, “penso che il piano Merkel-Macron sia vero ed è una scelta importante, ci sono segni di un cambiamento effettivo. Spero non siano la parentesi della crisi, ma l’avvio di un cambiamento strutturale in Europa. Un cambiamento che non è incontrastato. Ma il paradosso del sovranismo è che finisce per essere l’ostacolo alle soluzioni: se uno dice ‘prima gli italiani’ non può stupirsi se uno dica ‘prima gli austriaci’ o ‘prima gli olandesi'”.

Il documento della Direzione nazionale di Articolo Uno

“Il sostegno di Articolo Uno a questo governo è convinto e leale, autonomo e costruttivo” recita il documento approvato dalla Direzione nazionale. “Durante l’emergenza l’esecutivo ha scelto la linea della trasparenza, senza ascoltare le sirene di chi mette le ragioni del mercato davanti alla salute dei cittadini. L’incremento delle risorse sulla sanità, le misure di contrasto alla crisi sociale, la battaglia in Europa per superare i vincoli dell’austerità hanno contraddistinto l’azione del governo Conte in questi tre mesi. Sulla sanità – grazie allo straordinario lavoro del ministro Roberto Speranza – per la prima volta si inverte la curva dei tagli, si pianifica un investimento generalizzato sulla medicina del territorio, si assume nuovo personale. Sull’emergenza sociale si introduce il blocco dei licenziamenti, la cassa integrazione in deroga per tutti, il bonus per gli autonomi, la regolarizzazione dei migranti, il reddito di emergenza”, si legge nel testo. Sull’Europa “è il tempo di una svolta radicale, a partire dal ruolo della Bce e dall’istituzione di un vero Recovery Fund orientato agli investimenti, innanzitutto grazie all’iniziativa congiunta dell’Italia con altri paesi colpiti dal Covid, a partire da Francia e Spagna. Abbiamo retto, dunque, ma oggi serve di più, serve una fase nuova per la maggioranza e per il governo. Bisogna passare dalla resistenza alla destra dei pieni poteri a un progetto di paese, a una coalizione politica e stabile, a un impegno unitario per la ricostruzione socialmente ed ecologicamente sostenibile. Per questo l’alleanza tra centrosinistra e Movimento Cinque Stelle dovrà essere l’asse di governo dei prossimi anni”.

Articolo Uno invita a lasciarsi “alle spalle la precarietà, i distinguo, l’asimmetria tra centro e territori. Le rendite di posizione non sono più comprensibili per milioni di cittadini che vivono e vivranno nei prossimi mesi gli effetti di una crisi economica fortissima. Più di sempre servono coraggio e visione. Un cambio di passo nelle politiche economiche, una nuova centralità degli investimenti pubblici, una rinnovata politica industriale, un’idea più ambiziosa di sostenibilità. È ora di fare scelte coerenti e strategiche contro la precarizzazione del lavoro, a partire da quella delle donne, e di rafforzare il piano per il Sud evitando ulteriori squilibri”.  Il movimento di sinistra chiederà “a tutte le forze politiche della coalizione di governo e alle forze sociali, a partire da Cgil Cisl e Uil, un confronto sulle nostre proposte per la ripartenza, contenute nel nostro documento ‘La forza del lavoro per rendere l’Italia più giusta e più moderna’ (che pubblicheremo nelle prossime ore), frutto di un lavoro vasto di condivisione con competenze del mondo del lavoro, dell’accademia, della società civile organizzata. La premessa della Ricostruzione è il rilancio dell’azione di questo governo, che per noi resta l’unico possibile orizzonte in questa legislatura”. Il documento si conclude con l’analisi dei rapporti con il Pd: “Siamo nati con l’obiettivo di ricostruire una grande forza della sinistra di ispirazione ecosocialista, democratica e progressista. La nostra missione fondativa non cambia. La sinistra torna ad avere una funzione se ricostruisce un blocco sociale di riferimento. Ci rivolgiamo al Partito Democratico, a tutte le forze che a sinistra e nell’ambientalismo condividono l’ambizione di governare questa straordinaria fase di cambiamento, a larghi strati dell’associazionismo laico e cattolico, del civismo e della cultura che si sono mobilitati in questi anni per la giustizia e per i diritti: è il momento di dare il via a un percorso democratico, ampio e partecipato di riunificazione plurale di questa ricca ed eterogenea area politica e culturale. Il tempo di un fatto nuovo è ora”.

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