Giornata nera per il capo della Lega. A Milano verso il processo per diffamazione su querela di Carola Rackete. Ancora offese, parla di “zecca tedesca”. L’arroganza per nascondere la paura

Giornata nera per il capo della Lega. A Milano verso il processo per diffamazione su querela di Carola Rackete. Ancora offese, parla di “zecca tedesca”. L’arroganza per nascondere la paura

Giornata nera per Salvini Matteo. Mentre il Senato accoglieva la richiesta di autorizzazione a procedere nei suoi confronti contestando all’ex ministro degli Interni il sequestro di 131 migranti sulla nave Gregoretti di cui diamo conto in altra parte del giornale, da Milano, notizie diffuse dall’Ansa, arrivava l’annuncio della  chiusura dell’indagine da parte della Procura in vista della richiesta di processo nei confronti dell’ex ministro accusato di diffamazione dopo la querela depositata lo scorso luglio, tramite i suoi legali, da Carola Rackete, comandante della Sea Watch3. Il pm Giancarla Serafini, titolare del fascicolo trasmesso per competenza da Roma, un paio di settimane fa, ha notificato l’avviso di chiusura dell’inchiesta. La denuncia da parte della capitana della Sea Watch era stata depositata lo scorso 12 luglio alla Procura di Roma e gli atti, dopo l’iscrizione di Salvini per diffamazione, erano stati poi trasmessi a Milano, dove risiede l’ex ministro. Carola, rappresentata dal legale Alessandro Gamberini, nella querela aveva spiegato che le esternazioni di Salvini sul caso Sea Watch, “lungi dall’essere manifestazioni di un legittimo diritto di critica, sono state aggressioni gratuite e diffamatorie alla mia persona con toni minacciosi diretti e indiretti”. Nell’atto si citano le espressioni dell’allora ministro: “sbruffoncella”, “fuorilegge”, “delinquente”, autrice di un atto “criminale”, responsabile di un tentato omicidio in quanto “avrei provato a ammazzare –d ice Carola – cinque militari italiani”. La capitana della Sea Watch 3 era stata accusata di  essere “complice dei trafficanti di esseri umani” e di altre cose ancora. Interventi che sono, si legge sempre nella denuncia, “un puro strumento propagandistico e istigatorio di un `discorso dell’odio´, che travolge ogni richiamo alla funzione istituzionale”. Affermazioni che “non solo hanno leso gravemente il mio onore e la mia reputazione, ma mettono a rischio la mia incolumità – dice Carola – finendo per istigare il pubblico dei suoi lettori a commettere ulteriori reati nei miei confronti”. Il leader della Lega, difeso dall’avvocato Claudia Eccher, in teoria ha tempo 20 giorni – termine non perentorio – dalla notifica dell’avviso di chiusura delle indagini per presentare memorie difensive o farsi interrogare. Poi il pm può chiedere il rinvio a giudizio o se lo riterrà anche l’archiviazione.

 Ancora offese nei confronti di Carola, “una speronatrice di motovedette militari

Intanto la pm di Agrigento, Gloria Andreoli, ha chiesto al giudice per le indagini preliminari una proroga di sei mesi per le indagini su Carola Rackete nel procedimento relativo all’accusa di resistenza dell’allora comandante della Sea Watch 3. Accusa che, ci pare ridicola, ci scusi la pm, vista la “corporatura” della capitana. E veniamo alle reazioni di Salvini riportate dalla agenzia di stampa. Non sappiamo se prima o dopo il suo truculento intervento nell’Aula di Palazzo Madama, con continui richiami ai suoi figli, quasi a volersi mostrare nelle vesti  di un bravo papà, morigerato, tutto casa e chiesa, visti i rosari di cui fa sfoggio. Ai richiami ha unito le minacce, l’annuncio che tornerà presto a fare il ministro. Ma, proprio nei toni, alterati, nelle invettive lanciate nei confronti dei suoi oppositori, si avvertiva la paura di un leader, o meglio di un “capo” che è altra  cosa, anche se  cronisti legati alla Lega, ci si scusi il bisticcio di parole, fanno confusione. Così come taluni interventi  di senatori, dalla Lega a Fratelli d’Italia, a Forza Italia, che hanno usato toni da avvocati difensori d’ufficio. E lui, all’Ansa, dopo il voto di Palazzo Madama dice: “Sono assolutamente tranquillo e orgoglioso di quello che ho fatto”. “E lo rifarò appena tornato al governo. Difendersi in Senato è stato surreale. Ho giurato sulla Costituzione, che prevede che difendere la patria è dovere di ogni cittadino. Io ho difeso l’Italia”. E già che c’era, ancora una offesa nei confronti di Carola Rackete: “Un altro possibile processo per diffamazione ai danni Carola Rackete? Li mettiamo in serie, non è un problema. Una speronatrice di motovedette militari italiane ha poco da insegnarmi”. Il capo della Lega è difeso dall’avvocato Claudia Eccher che, forse avrebbe preferito dichiarazioni più soft da parte del suo cliente. Dimenticavamo. Sempre l’Ansa rende noto che quando a Salvini è stata annunciata la chiusura delle indagini da parte della Procura di Milano pare abbia detto: “Pure la zecca tedesca mi ha denunciato”. Nel frattempo il Senato accoglieva  la richiesta di autorizzazione a procedere sul caso Gregoretti e dava il via libera al processo.

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