Cgil, Cisl, Uil. Si lotta e si tratta. Tre giorni di manifestazioni a Roma. Baseotto, Cgil: dal governo servono rispose concrete. Re David, Fiom: ad un passo dalla desertificazione industriale. Non c’è tempo da perdere

Cgil, Cisl, Uil. Si lotta e si tratta. Tre giorni di manifestazioni a Roma. Baseotto, Cgil: dal governo servono rispose concrete. Re David, Fiom: ad un passo dalla desertificazione industriale. Non c’è tempo da perdere

Si tratta e si lotta, un vecchio slogan di Cgil, Cisl, Uil, se ben ricordiamo ai tempi della Federazione  sindacale unitaria quando si trattava con il governo, i ministeri, sulle riforme di cui aveva bisogno l’Italia, il  lavoro, la casa, una grande, straordinaria manifestazione a migliaia nelle strade di Roma. Trattative e scioperi, cortei nelle strade delle grandi città. Nei nostri ricordi i verbali delle  riunioni che puntualmente  forniva a noi de L’Unità Rinaldo Scheda, segretario confederale della Cgil. Tanta acqua è passata sotto i ponti, forse è sempre  bene mettere le mani avanti, le tre grandi confederazioni stanno dando prova di una nuova unità, sia nella impostazione dei programmi, delle rivendicazioni, a livello di luoghi di lavoro, territori, nazionali. La tre giorni che parte martedì con la prima delle grandi manifestazioni che si svolgeranno a Roma, Piazza Santi Apostoli, poi giovedì 12 e infine martedì 17 dicembre, è un modo nuovo “di stare in piazza”, dice Nino Baseotto, segretario confederale della Cgil. Ricorda la piattaforma unitaria che Cgil, Cisl, Uil, hanno presentato al governo gialloverde e poi a quello giallorosso. “È il testo – prosegue – che abbiamo sostenuto con manifestazioni, mobilitazioni, scioperi e sul quale ci stiamo confrontando con questo esecutivo. A noi servono risposte”. A partire dalle modifiche proposte al Parlamento per migliorare la legge di stabilità.

Un importante segnale rivolto all’esecutivo e alle forze imprenditoriali

Alla luce di quanto affermato dal segretario generale della Cgil, in una intervista a La Repubblica, che ha titolato: “Un’alleanza con governo e imprese per impedire che il Paese si sbricioli”, le tre giornate sono un importante segnale rivolto all’esecutivo, un incentivo a migliorare la legge di Bilancio e alle forze imprenditoriali. Dice Baseotto, rivolto in particolare al governi, entrando nel merito delle “tre giornate”: “A noi servono risposte. Continuiamo la nostra iniziativa, perché ciò che conta è la piattaforma unitaria che abbiamo predisposto ormai da un anno. È il testo che abbiamo sostenuto con manifestazioni, mobilitazioni e scioperi durante il precedente governo, e sul quale ci stiamo confrontando con questo esecutivo. A noi servono risposte”. Le tre manifestazioni – assemblee nazionali , è sempre Baseotto che parla – sono “un modo nuovo di provare a stare in piazza. Grandi assemblee pubbliche, per ascoltare le testimonianze di delegate e delegati. Non ci sarà il classico corteo, sarà soprattutto un racconto di crisi aziendali, lotte e attese per il rinnovo dei contratti, e di pensioni, sia dal punto di vista di chi in pensione c’è già, sia da quello di chi in pensione ci vorrebbe andare nel migliore dei modi. Vogliamo provare a raccontare le persone in carne e ossa che noi rappresentiamo”.

La prima manifestazione assemblea, quella di martedì, in programma a partire alle ore 9,30 a Roma a piazza Santi Apostoli, affronterà i temi della crescita, le crisi aziendali, lo sblocco dei cantieri e delle infrastrutture, lo sviluppo del Mezzogiorno. Nella manifestazione confluirà anche la protesta dei lavoratori metalmeccanici della ex Ilva, in sciopero sempre il 10 dicembre in tutti gli stabilimenti siderurgici. Sono previsti gli interventi di sei delegati aziendali (Almaviva, Alitalia, Mercatone-Conad, Ilva, indotto Ilva, settore edile) e dei segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, Landini, Furlan, Barbagallo. Dice Francesca Re David, segretario generale  Fiom Cgil: “Nelle tre manifestazioni nazionali a piazza Santi Apostoli a Roma migliaia di lavoratrici e lavoratori arriveranno da tutta Italia per chiedere alle imprese e al Governo di rimettere al centro l’industria e il lavoro. Questo è un primo momento di mobilitazione che unifica e mette insieme le principali crisi dell’industria”. Re David ricorda che sono circa 160 i tavoli di crisi industriali aperti al Ministero dello Sviluppo Economico. Le crisi stanno colpendo tutti i settori metalmeccanici dall’elettrodomestico, dalla siderurgia, all’automotive, dall’elettronica all’informatica fino alle istallazioni. Ex Ilva, Whirlpool, Ast di Terni, Ex Alcoa, Wanbao, Jabil, Embraco, Bosch, Cnh Industrial, Blutec, Industria Italiana Autobus, Bekaert, Honeywell, Piaggio Aerospace sono solo alcune delle vertenze che saranno presenti domani a Roma.

Da oggi inizia lo sciopero dei lavoratori Arcelor Mittal. Necessari investimenti pubblici e privati

Da oggi inizia lo sciopero dei lavoratori ArcelorMittal, ex Ilva, diretti e dell’indotto. E domani è sciopero di otto ore in tutta la provincia di Belluno in difesa della Acc Wambao di Mel.  “Sono necessari investimenti, pubblici e privati, per mettere in moto gli ammortizzatori sociali vecchi e nuovi – sottolinea Re David – per poter affrontare la fase di transizione industriale verso nuovi modelli di sviluppo ecosostenibili, per fermare la chiusura di stabilimenti e per essere protagonisti del cambiamento, salvaguardando l’occupazione e migliorando delle condizioni di lavoro attraverso l’innovazione. Siamo ad un passo dalla desertificazione industriale, non c’è più tempo da perdere”. Giovedì 12 dicembre, sempre a piazza Santi Apostoli, al centro dell’ iniziativa sindacale ci sarà la richiesta del rinnovo dei contratti pubblici e privati, la richiesta di assunzioni nella pubblica amministrazione, nella sanità, nei comparti dell’istruzione, dell’ università e della ricerca e la stabilizzazione del precariato. Martedì 17 dicembre, ancora a piazza Santi Apostoli, si svolgerà l’ultima delle manifestazioni-assemblee sui temi dello stato sociale, la rivalutazione delle pensioni, la riforma fiscale e la legge sulla non autosufficienza. Iniziative, attivi, assemblee, presidi nei luoghi di lavoro e nel territorio si svolgeranno da lunedì 9 dicembre al 18 dicembre in tutte le regioni italiane. Sottolinea Baseotto: “Occorre tenere assieme tutte queste cose, perché parlare di pensioni significa parlare di un tema che ha bisogno di una sterzata in direzione della giustizia sociale. La legge Fornero ci ha fatti andare fuoristrada dal punto di vista dell’equità. Abbiamo quindi bisogno di tornare su un terreno di giustizia sociale. Ma sarà necessario parlare tanto a chi sta già in pensione, quanto a chi sta per andarci, e anche ai giovani che devono avere una prospettiva previdenziale certa”. Questo vuol dire “fare un discorso  sulle risorse”. Nella piattaforma dei sindacati ci sono alcune proposte per agire “senza attingere al bilancio dello Stato, almeno in una prima battuta”. C’è insomma bisogno di una “politica fiscale che torni ad essere basata sulla progressività, che colpisca senza pietà gli evasori, che sia un grimaldello per redistribuire una parte della ricchezza di questo Paese”.

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