Cassino. Operaio 40enne muore nello stabilimento Fca. Fiom Cgil: “Continua la scia di incidenti mortali, determinati spesso dalle condizioni di lavoro. È ora di finirla”

Cassino. Operaio 40enne muore nello stabilimento Fca. Fiom Cgil: “Continua la scia di incidenti mortali, determinati spesso dalle condizioni di lavoro. È ora di finirla”

Un operaio di 40 anni è morto schiacciato da una pressa nello stabilimento Fca di Cassino, in provincia di Frosinone. L’incidente è accaduto verso le 3 della notte tra lunedì e martedì. Due operai, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, dovevano spostare la pressa dall’impianto di produzione a un deposito; uno lavorava su un mezzo di sollevamento, ha alzato la pressa, del peso di circa 3 tonnellate, che ha oscillato e colpito il collega alla gola. Fabrizio Greco, classe 1979, residente a Pontecorvo con moglie e due figlie piccole, è morto sul colpo. Sul posto sono intervenuti lo Spresal (Servizio di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro) e la pm di Cassino Valentina Maisto. La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Sono stati sequestrati l’area dove è accaduto l’episodio, una ridotta parte del reparto stampaggio, la pressa e il mezzo con cui è stata sollevata. È attesa nelle prossime ore un’informativa dello Spresal alla Procura.

Fim, Fiom e Uilm di Cassino hanno dichiarato uno sciopero di 8 ore su tutti e tre i turni. Fca ha espresso, “anche a nome di tutti i dipendenti, profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia per la tragica scomparsa”. “Sono state subito attivate – sottolinea un portavoce – tutte le iniziative a sostegno dei suoi familiari e l’azienda sta collaborando attivamente con le autorità competenti che stanno compiendo gli accertamenti sulle cause dell’incidente tragico ed eccezionale”. Tutti i leader sindacali hanno chiesto un impegno vero contro le morti sul lavoro. “Serve una mobilitazione di tutta la società civile e provvedimenti urgenti sulla sicurezza. Bisogna fermare questa strage. Il cordoglio non basta”, l’appello della segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. “Non sappiamo come ciò sia potuto accadere in una realtà in cui, in genere, l’attenzione è alta”, le parole di Carmelo Barbagallo della Uil, “serve un forte impegno congiunto di tutti i soggetti coinvolti, per una vera e propria campagna contro gli infortuni. C’è bisogno di una formazione e di un’informazione più capillari. In alcune realtà lavorative, infatti, non sempre si ha conoscenza delle leggi né consapevolezza degli stessi strumenti a disposizione, per realizzare una vera ed efficace prevenzione. Peraltro, le tipologie degli incidenti sono spesso analoghe. Bisogna, inoltre, aumentare i controlli e, per alcune fattispecie, come lavoro nero, caporalato o reiterazione del reato, prevedere anche un inasprimento delle sanzioni”.

Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, rimarca invece che “il governo ha finalmente avviato con i sindacati un confronto sul tema della sicurezza che adesso deve dare risposte ai lavoratori. Servono investimenti in formazione, prevenzione e controlli”. Il segretario generale della Fiom Francesca re David e il responsabile automotive, Michele De Palma, scrivono in una nota che “la Fiom nazionale si unisce al cordoglio ed esprime piena solidarietà alla famiglia. Continua la scia di incidenti mortali, determinati spesso dalle condizioni di lavoro. È ora di finirla. Serve un confronto sugli investimenti, sulla formazione e sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. È necessaria un’iniziativa del Governo per aumentare la prevenzione e i controlli con i servizi ispettivi, ormai sempre più in carenza anche di personale”. E Fabrizio Potetti, segretario Fiom Cgil di Roma e Lazio aggiunge: “È morto stanotte in circostanze ancora da chiarire, schiacciato durante una manovra al reparto stampaggio a freddo. Fabrizio Greco era un operaio manutentore meccanico che lascia moglie e due figli. Il nostro pensiero va alla famiglia che vive una tragedia enorme e inaccettabile. Lo sciopero proclamato in solidarietà deve essere solo l’inizio di una riflessione generale sulle condizioni di lavoro, sui tempi di lavoro e su una crisi generale che è stata strumentalizzata dalle aziende e da una parte della politica per ridurre i diritti e la sicurezza sul lavoro di tante donne e uomini che tutti i giorni rischiano la vita per sopravvivere lavorando”.

 

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