Roberto Bertoni. Cosa aspettarsi dal governo giallo-rosa

Roberto Bertoni. Cosa aspettarsi dal governo giallo-rosa
È nato al termine di una crisi assurda, difficile da definire, incomprensibile all’estero, complessa da analizzare e risolta, probabilmente, solo grazie alla pazienza certosina del presidente Mattarella e alla reciproca convenienza delle parti in causa. È nato fra mille difficoltà, innumerevoli non detti, molte incomprensioni, rapporti non certo idilliaci fra i contraenti e in un clima di reciproco sospetto che certo non aiuterà ad affrontare i problemi che gravano sulle spalle del nostro Paese. Tuttavia, questo esecutivo giallo-rosa è nato ed è lecito concedergli un minimo di fiducia. Ci sono, infatti, al suo interno ottimi ministri (Provenzano, Boccia, la Lamorgese, Costa ecc.) e alcune personalità che è bene mettere alla prova per vedere di che pasta sono fatte. Ci sono anche personaggi che avremmo preferito non rivedere, con le loro proposte populiste, su tutte l’ineffabile taglio dei parlamentari che, anche in caso di legge elettorale proporzionale, arrecherebbe un vulnus insanabile alla nostra democrazia, e una concezione della giustizia e delle relazioni istituzionali che nulla ha a che vedere con i princìpi cardine della Costituzione e con opere essenziali per la formazione dello Stato moderno come “De’ delitti e delle pene” di Cesare Beccaria.
Eppure bisogna provarci, è doveroso metterci l’anima e dare una mano a questa compagine, limitando gli esponenti più dannosi e impedendo loro di seguitare a far danni e aiutando, invece, le persone migliori a dare il massimo, senza risparmiare critiche, senza lesinare dubbi, senza mai tradire la propria coscienza né rinunciare alle proprie idee e alla propria visione del mondo. È bene provare a far politica dopo quattordici mesi di anti-politica al galoppo, apprezzando novità tangibili come il ministro Lamorgese, autentica nemesi di Salvini, e sperando che sia all’interno del PD che del M5S questa collaborazione possa favorire l’incontro e la condivisione ideale, agevolando la nascita di un’alleanza strutturale che isoli la destra di entrambe le compagini e favorisca accordi anche a livello locale.
Nei prossimi mesi, infatti, si voterà in Umbria, in Calabria e, soprattutto, in Emilia Romagna: aver tolto Salvini dal governo e dal Viminale per ritrovarselo più forte e agguerrito che mai sui territori sarebbe stata una fatica inutile. Non vogliamo sembrare facili Cassandre, ma è evidente che una sconfitta della sinistra e dei 5 Stelle nella regione rossa per eccellenza, divenuta negli ultimi anni anche una regione gialla, metterebbe a repentaglio la tenuta dell’esecutivo.  Per quanto riguarda i temi cari ai giovani, accogliamo con gioia le parole del ministro Fioramonti relative a una concezione della scuola volta a far prevalere la condivisione sulla competitività esasperata che l’ha avvelenata negli ultimi decenni, la notizia che il Sud avrà finalmente un ministro all’altezza come Provenzano, ex vice-direttore dello Svimez, e la certezza che anche lo Sport sarà in buone mani, grazie alla saggezza dell’ex margheritino, oggi pentastellato, Spadafora, tra i principali artefici di quest’alleanza apparentemente folle ma forse in grado di regalare anche qualche soddisfazione.
Li seguiremo con lo spirito di sempre, svolgendo il nostro lavoro, informando e valutando senza pregiudizi ciascun provvedimento. Saremo vigili, anche noi giovani, perché in fondo è il nostro futuro ad essere in ballo più di ogni altra cosa. Non a caso, la conferma di Costa all’Ambiente, per cui pare che si sia battuto Grillo in persona, ci riempie il cuore di gioia, inducendoci a coltivarescusxu un minimo di ottimismo per quanto riguarda il futuro.
Diciamo che vedendo il giuramento del nuovo esecutivo, mercoledì scorso, abbiamo tirato un sospiro di sollievo.
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