Contratto Metalmeccanici. Torna l’unità fra Fiom, Fim, Uil. Un evento che va al di là del mondo sindacale. Coinvolti 1.400 mila lavoratori. Assemblee in tutti i luoghi di lavoro. Parlano Re David, Bentivogli, Palombella

Contratto Metalmeccanici. Torna l’unità fra Fiom, Fim, Uil. Un evento che va al di là del mondo sindacale. Coinvolti 1.400 mila lavoratori. Assemblee in tutti i luoghi di lavoro. Parlano Re David, Bentivogli, Palombella

Un evento che va al di là del mondo sindacale, un fatto politico di grande rilievo quale la ritrovata unità dei sindacati dei metalmeccanici, Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil.  Dal 2006 le tre organizzazioni erano andate separate al rinnovo del contratto nazionale che scade il 31 dicembre. “Non c’erano le condizioni”, sottolinea  Francesca Re David, segretaria generale della Fiom Cgil, dopo le rotture fra le tre grandi organizzazioni dei metalmeccanici, registrate anni fa in particolare nel corso di vertenze con la Fiat. Con il passar degli anni c’è stato un avvicinamento, importanti vertenze a livello di fabbrica sono state portate avanti nel segno di una ritrovata unità, nella ricerca della ricostruzione di rapporti fra le tre organizzazioni che hanno avuto un ruolo determinante nella costruzione e nello sviluppo di rapporti unitari anche a livello delle tre Confederazioni. Basterà ricordare la nascita, il ruolo svolto dalla Flm, Federazione lavoratori metalmeccanici, l’unità segnata anche dal fatto di usufruire di un’unica sede. Ora tornano insieme, forti delle tante vertenze portate avanti unitariamente anche nell’atto fondamentale dei sindacati: il rinnovo del contratto di lavoro. “Questa – dice Re  David – è la prima piattaforma unitaria dei metalmeccanici dal 2006”. “Siamo in presenza di una piattaforma importante, che si pone l’obiettivo di rispondere alla giusta richiesta dei lavoratori di un aumento consistente delle retribuzioni e di fare i conti con i cambiamenti intervenuti in questi anni nel mondo del lavoro e nei modelli organizzativi delle imprese, allargando le tutele e i diritti, in particolare negli appalti, contrastando la precarietà, riconoscendo il valore del lavoro attraverso interventi sulla formazione e sull’inquadramento professionale”. Re David sottolinea anche il valore di “aver definito il vincolo del percorso democratico con il voto dei lavoratori sulla piattaforma e sull’eventuale accordo”. Il percorso che apre la strada al rinnovo  del contratto è iniziato al Centro congressi con l’approvazione della ipotesi di piattaforma unitaria da parte dei Consigli di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil con l’intervento dei segretari generali delle tre sigle. A partire dalla prossima settimana si terranno le assemblee nei luoghi di lavoro e la piattaforma sarà sottoposta alla consultazione certificata con voto segreto delle lavoratrici e dei lavoratori, successivamente sarà inviata alle controparti per l’avvio della trattativa. Identica procedura verrà seguita a fronte della sigla del contratto per il pieno coinvolgimento dei lavoratori.

Il contratto nazionale dei metalmeccanici è il più importante del settore industriale,  coinvolge 1 milione 400 mila lavoratori. Obiettivo dei sindacati è quello di continuare la strada dell’innovazione della contrattazione, costruendo un Ccnl che punti sulla certificazione delle competenze e sulla qualità dell’occupazione, sul rafforzamento dell’alternanza scuola-lavoro e sulla crescita salariale, sul diritto soggettivo alla formazione e sull’azzeramento degli infortuni, sulla stabilità del lavoro e sull’estensione dei diritti agli addetti degli appalti, sul sostegno alla genitorialità. Questo rinnovo si caratterizza soprattutto per l’esigenza di far aumentare il potere d’acquisto delle retribuzioni, diminuito anche a causa dell’alta tassazione che grava sul lavoro dipendente, colmando un deficit negativo che è stato provocato dai lunghi anni di crisi. Nella piattaforma si chiede un aumento del salario dell’8 per cento sui minimi contrattuali, relativo al periodo 2020-2022. “Gli aumenti – si legge nella piattaforma – verranno definiti dal contratto sulla base dell’accordo interconfederale del 9 marzo 2018 e di quanto definito nella contrattazione dei metalmeccanici”. Una richiesta importante, questa dell’8 per cento, che “ha lo scopo – è stato sottolineato nella assemblea Fiom, Fim e Uilm – di incrementare i minimi salariali dei metalmeccanici che si attestano sui livelli più bassi d’Europa”.

Il rilancio del lavoro industriale. Negli anni della crisi persi 300 mila posti

“L’obiettivo – hanno proseguito – è quello di rinnovare il contratto nazionale, condiviso dalle lavoratrici e dai lavoratori metalmeccanici, sottoscritto da Fim, Fiom, Uilm e Federmeccanica-Assistal, e rilanciare il lavoro industriale a partire dal settore metalmeccanico. Intere aree del nostro Paese e comparti produttivi importanti hanno trovato nuove opportunità nella crisi e nel rapido cambiamento di questi anni, rendendosi protagonisti e motore della crescita, a partire dall’incremento delle esportazioni in tutti i mercati. Nel 2017 gli investimenti agevolati dall’iperammortamento sono stati di 10 miliardi e hanno impegnato 6 miliardi di risorse pubbliche. Le imprese metalmeccaniche rappresentano oltre l’80% di questi investimenti, almeno per la metà in aziende sotto i 250 dipendenti. Questo significa che l’innovazione ha coinvolto gran parte del settore e tali imprese hanno goduto di un sostegno pubblico rilevante. Negli anni della crisi, e delle conseguenti riorganizzazioni e ristrutturazioni, nel settore si sono persi 300.000 posti di lavoro; negli stessi anni il costo del lavoro è rimasto costante e vi è stata una crescita del valore aggiunto attestatosi, nel 2017, allo stesso livello del 2007”.

“Non c’è stata, contemporaneamente, adeguata redistribuzione dei profitti – hanno continuato i sindacati – che, anzi, al contrario, sono aumentati costantemente al diminuire degli occupati. Nello stesso tempo, molte sono le realtà nel settore ancora in crisi che registrano una caduta degli investimenti, il permanere di difficoltà produttive e la crescita della Cassa integrazione, ovvero tutte situazioni che mettono a rischio l’occupazione. Il contesto sociale ed economico vissuto quotidianamente da gran parte dei cittadini e dei lavoratori rimane molto difficile. Occorre, dunque, nel comparto manifatturiero, un importante rilancio del lavoro industriale e delle politiche economiche a sostegno della crescita e degli investimenti e della ricerca così come servono risorse per sostenere il reddito dei lavoratori e delle loro famiglie, attraverso la riduzione del prelievo fiscale che, oggi, di fatto, condiziona i risultati contrattuali e frena i consumi. Rilancio industriale e occupazionale, incremento dei salari, riduzione delle tasse ai lavoratori, interventi sugli ammortizzatori sociali e azzeramento degli infortuni sono il nostro obiettivo e sono stati tra gli argomenti principali delle mobilitazioni sindacali, a partire dalla grande manifestazione di Cgil, Cisl e Uil del 9 febbraio e del 22 giugno scorsi, supportate dalle iniziative delle categorie, e dallo sciopero, con tre manifestazioni unitarie dei metalmeccanici, del 14 giugno che ha visto un’ampia partecipazione dei lavoratori”.

La piattaforma punta ad un aumento del salario dell’8%

 “Occorre intervenire – hanno sottolineato Fim, Fiom e Uilm – per far sì che il rinnovo contrattuale, che ci accingiamo a discutere, possa svilupparsi in un contesto che aiuti un rapido sviluppo del negoziato e, contestualmente, sappia dare le giuste risposte alle legittime richieste delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici. La piattaforma punta a un aumento del salario dell’8% sui minimi contrattuali, relativo al periodo 2020-2022, al miglioramento delle Relazioni industriali, dei diritti di partecipazione e delle politiche attive; alla valorizzazione della formazione per diventare il Contratto delle competenze, e alla svolta sull’inquadramento; vuole rafforzare il Welfare Integrativo e i temi dell’Ambiente, con attenzione particolare al valore fondamentale della Salute e sicurezza sul lavoro; attenzione anche al Mercato del lavoro e appalti, Orario di lavoro, Diritti e Tutele, Salario e Percorso democratico”. Per il segretario generale Fim Cisl Marco Bentivogli “quello che ci apprestiamo a rinnovare è un contratto importante che punta a relazioni industriali partecipative, aumentare i salari. Il cuore delle rivendicazioni è un contratto delle competenze che punta a rendere le competenze dei lavoratori moneta intellettuale per affrontare le grandi transizioni del futuro”.

Al via le assemblee in tutti i luoghi di lavoro. Il contrasto alla precarietà

“Da dopodomani al via le assemblee in tutte le fabbriche metalmeccaniche d’Italia”. Lo annuncia la segretaria generale Fiom Cgil Francesca Re David: “L’ipotesi di piattaforma unitaria si pone l’obiettivo di aumentare le retribuzioni dei lavoratori metalmeccanici, ferme da troppo tempo, che sono anche la causa del blocco del mercato interno. L’aumento del salario sui minimi contrattuali e il contrasto alla precarietà sono elementi centrali della piattaforma. È necessario cambiare i modelli organizzativi delle imprese sui temi del mercato del lavoro, allargando le tutele e i diritti, in particolare negli appalti, e contrastando la precarietà; occorre valorizzare il lavoro attraverso interventi sulla formazione e sull’inquadramento professionale; e non è più tollerabile un sistema di compressione dei costi che sta sempre più producendo morti e infortuni sul lavoro”. Il segretario generale Uilm Rocco Palombella ha sottolineato che “il lavoro deve tornare al centro dell’agenda della politica italiana, caratterizzando il futuro rinnovo del contratto dei metalmeccanici con l’aumento dei minimi salariali e delle indennità dell’8%. La richiesta dell’8% non è frutto di improvvisazione ma di un ragionamento che va nella direzione dell’aumento del peso del potere d’acquisto e dei salari dei lavoratori a fronte di una delle peggiori crisi dal Dopoguerra ad oggi”. Da domani prenderanno il via le assemblee in tutti i luoghi di lavoro per presentare e votare la piattaforma. Entro la fine di ottobre apertura del negoziato con Federmeccanica e Assistal.

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